<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717</id><updated>2011-11-27T23:56:46.620Z</updated><category term='Lavoro'/><category term='Drupal'/><category term='Deliri Primaverili'/><category term='Politica Interna'/><category term='Bram Stoker'/><category term='Accessibilità'/><category term='Grafica'/><category term='CSS'/><category term='Varie'/><category term='Letteratura Fantastica'/><category term='Viaggio in Italia'/><category term='Pavia'/><category term='Eventi'/><category term='Fotografia'/><category term='Letteratura'/><category term='Riflessioni'/><category term='Michael Ende'/><category term='Politica Estera'/><category term='Città in 3D'/><category term='Venezia'/><category term='Progetti'/><category term='Storie di Fantasmi'/><category term='Giochi Gratis'/><title type='text'>Il delirio di un grafico</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>74</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-7949582537579230298</id><published>2011-06-23T18:18:00.003+01:00</published><updated>2011-06-23T18:29:40.846+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura Fantastica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Michael Ende'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><title type='text'>Lo Specchio nello Specchio - Michael Ende - Quinto Racconto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-2-k6DVtgsV0/TgN34lhGHyI/AAAAAAAAAqs/iJ78VSisaAk/s1600/Dialogo%2Bin%2Bprofondit%25C3%2596.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 237px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-2-k6DVtgsV0/TgN34lhGHyI/AAAAAAAAAqs/iJ78VSisaAk/s320/Dialogo%2Bin%2Bprofondit%25C3%2596.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621468573915815714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riprende dopo molto moltissimo tempo la pubblicazione di questa serie di racconti di Ende. Chiedo umilmente venia a chi stava aspettando...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN PESANTE DRAPPO NERO…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN pesante drappo nero, che ai lati e in alto si perde nell'oscurità, scende in lunghe pieghe verticali che di tanto in tanto, mosse da un'impercettibile corrente, ondeggiano pian piano avanti e indietro.&lt;br /&gt;Gli avevano detto che quello era il sipario e che, appena avesse iniziato ad alzarsi, doveva cominciare a danzare. Gli era stato inoltre raccomandato di non irritarsi per alcun motivo perché a volte accadeva che da lì, in alto, la platea apparisse soltanto come un baratro vuoto e buio, mentre in altri momenti sembrava di gettare uno sguardo all'operoso andirivieni di un mercato o di una strada affollata, a un'aula o a un cimitero, si trattava però solo di un'illusione dei sensi; in breve, senza curarsi delle proprie impressioni o se qualcuno stesse a guardare o meno, all'alzarsi del sipario egli doveva cominciare a ballare il suo a solo.&lt;br /&gt;Perciò se ne stava lì, la gamba portante e la flessa incrociate, la mano destra penzoloni, la sinistra appoggiata morbidamente sul fianco, e aspettava l'inizio. Di tanto in tanto, stanco, cambiava posizione trasformandosi nell'inverso della sua immagine, così come un'immagine è riflessa in uno specchio.&lt;br /&gt;Ancora il sipario non si decideva ad aprirsi.&lt;br /&gt;La poca luce proveniente dall'alto era concentrata su di lui, ma bastava appena perché potesse scorgersi i piedi. Il cerchio luminoso gli consentiva di distinguere a stento il pesante drappo nero che gli stava davanti. Era l'unico punto di riferimento di cui disponeva per mantenere la giusta direzione, essendo il palcoscenico immerso nell'oscurità totale e vasto come una pianura.&lt;br /&gt;Si chiese se ci sarebbe stato uno scenario e che cosa avrebbe potuto rappresentare. Per il suo numero non era molto importante, ma gli sarebbe piaciuto sapere su quale sfondo il pubblico lo avrebbe visto. Un salone? Un paesaggio? All'alzarsi del sipario sarebbe cambiata sicuramente anche l'illuminazione e questa domanda avrebbe avuto una risposta. Se ne stava lì e aspettava, la gamba portante e la flessa incrociate, la mano sinistra penzoloni e la destra appoggiata con noncuranza sul fianco. Di tanto in tanto, stanco, cambiava posizione trasformandosi di nuovo nell'inverso del riflesso della sua immagine.&lt;br /&gt;Non doveva distrarsi perché il sipario poteva alzarsi in ogni momento. Allora avrebbe dovuto essere presente anima e corpo. Il suo numero si apriva con un violento colpo di timpano e uno sfrenato turbinio di salti. Se avesse sbagliato l'attacco, sarebbe stato tutto perduto, non avrebbe più ritrovato il tempo. Rivide col pensiero tutti i passi, piroette, entrechat, jeté e arabesque.&lt;br /&gt;Era contento, tutto era ben chiaro nella sua mente. Di sicuro avrebbe fatto un buon lavoro. Sentiva già scrosciare gli applausi come il mugghio dorato del mare. Ripensò anche al modo in cui avrebbe ringraziato il pubblico, perché era importante. Chi riusciva a farlo bene poteva prolungare notevolmente gli applausi. E mentre pensava a questo, se ne stava lì e aspettava, la gamba portante e la flessa incrociate, la mano destra penzoloni e la sinistra mollemente appoggiata sul fianco. Di tanto in tanto, sempre più stanco, cambiava posizione trasformandosi di nuovo nell'inverso del riflesso della sua immagine riflessa.&lt;br /&gt;Il sipario non si alzava ed egli se ne chiedeva il motivo. Si erano forse scordati che lui era già sul palcoscenico, pronto a iniziare? Lo stavano cercando nel suo camerino, alla mensa del teatro o a casa, torcendosi le mani per la disperazione? Doveva forse manifestare la propria presenza nel buio del palcoscenico, chiamare, fare dei cenni? Oppure non lo cercavano affatto e lo spettacolo era stato rimandato per qualche motivo? Che avessero deciso di sospenderlo proprio all'ultimo momento senza avvertirlo? Magari se n'erano già andati tutti, senza pensare che lui stava aspettando di entrare&lt;br /&gt;in scena. Da quanto tempo era lì? Chi lo aveva indirizzato in quel posto? Chi gli aveva detto che quello era il  sipario e che appena  si fosse alzato  doveva  iniziare a danzare? Si mise a contare quante volte si fosse già trasformato nella propria immagine riflessa e nell'immagine riflessa della propria immagine riflessa, ma poi si impose di non farlo per non venire colto di sorpresa dall'improvviso alzarsi del sipario e per non ritrovarsi, confuso,  non  più compreso nella  sua parte,  a fissare smarrito il pubblico. No, doveva restare calmo e concentrato!&lt;br /&gt;Ma il sipario non si muoveva.&lt;br /&gt;A poco a poco la felice eccitazione dell'inizio si mutò in una profonda amarezza. Si sentiva bistrattato. Avrebbe voluto correre via dal palcoscenico per andare a protestare violentemente da qualche parte, gridare in faccia a qualcuno la propria delusione e la propria rabbia, fare una scenata. Ma non sapeva con sicurezza dove dirigersi. Quel poco che riusciva a scorgere del drappo nero che aveva davanti costituiva la sua unica possibilità di orientarsi. Se avesse lasciato quel punto, avrebbe brancolato nel buio perdendo immancabilmente l'orientamento. E poteva benissimo darsi che proprio in quel momento si alzasse il sipario e risuonasse il colpo di timpano che segnava l'inizio. Ed egli si sarebbe ritrovato al posto sbagliato, le braccia tese in avanti come un cieco e magari con le spalle rivolte al pubblico! Impossibile! All'idea avvampò per la vergogna. No, no, doveva assolutamente restare lì dov'era, bene o male che fosse, e aspettare che qualcuno gli facesse un segno. Perciò stava lì, la gamba portante e la flessa incrociate, la mano sinistra penzoloni e la destra pesantemente appoggiata sul fianco. Di tanto in tanto, sfinito, cambiava posizione trasformandosi per l'ennesima volta nella propria immagine riflessa.&lt;br /&gt;A un certo punto rinunciò a credere che il sipario si sarebbe mai alzato, pur sapendo nello stesso tempo di non poter lasciare il suo posto, perché non era del tutto da escludere la possibilità che invece, inaspettatamente, esso si aprisse. Da un pezzo aveva cessato di sperare o di provare rabbia. Non poteva far altro che restare lì dov'era, qualsiasi cosa accadesse o non accadesse. Non gli importava più niente della sua esibizione, che risultasse un successo o un fiasco clamoroso, o che addirittura non avesse luogo. E poiché gli era diventato indifferente, dimenticò, uno dopo l'altro, tutti i passi e i volteggi del numero. Aspettando, dimenticò persino che cosa aspettava. Ma rimase lì, la gamba portante e la flessa incrociate; di fronte a sé il pesante drappo nero che ai lati e in alto si perdeva nell'oscurità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-7949582537579230298?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/7949582537579230298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=7949582537579230298' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7949582537579230298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7949582537579230298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2011/06/lo-specchio-nello-specchio-michael-ende.html' title='Lo Specchio nello Specchio - Michael Ende - Quinto Racconto'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-2-k6DVtgsV0/TgN34lhGHyI/AAAAAAAAAqs/iJ78VSisaAk/s72-c/Dialogo%2Bin%2Bprofondit%25C3%2596.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-273789646246023989</id><published>2010-02-22T17:21:00.003Z</published><updated>2010-02-22T17:30:29.096Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>L'esperimento Carcerario di Stanford: vittime e carnefici</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui di seguito l'articolo apparso su Kronstadt numero 52, un gran bel numero che affronta la difficile tematica della vita carceraria... che altro dire, speriamo in una società più civile!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="View Kronstadt 52 on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/26819905/Kronstadt-52" style="margin: 12px auto 6px; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; display: block; text-decoration: underline;"&gt;Kronstadt 52&lt;/a&gt; &lt;object id="doc_997442639337863" name="doc_997442639337863" type="application/x-shockwave-flash" data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" style="outline-color: -moz-use-text-color; outline-style: none; outline-width: medium;" height="600" width="100%"&gt;  &lt;param name="movie" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf"&gt;  &lt;param name="wmode" value="opaque"&gt;   &lt;param name="bgcolor" value="#ffffff"&gt;   &lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;   &lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;   &lt;param name="FlashVars" value="document_id=26819905&amp;amp;access_key=key-u7ruvdx3zmap59kwv1e&amp;amp;page=1&amp;amp;viewMode=list"&gt;   &lt;embed id="doc_997442639337863" name="doc_997442639337863" src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf?document_id=26819905&amp;amp;access_key=key-u7ruvdx3zmap59kwv1e&amp;amp;page=1&amp;amp;viewMode=list" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="opaque" bgcolor="#ffffff" height="600" width="100%"&gt;&lt;/embed&gt;  &lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esperimento carcerario di   Stanford: vittime e carnefici.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali   sono le complesse dinamiche sociali che entrano in gioco in una situazione   particolare come la vita carceraria è sicuramente una domanda che la maggior   parte delle persone non si è mai posta e mai penserà di porsi.   Probabilmente   questa mancanza di curiosità è dettata da una semplice motivazione: le   persone che non hanno mai avuto a che fare con una esperienza del genere non   indagano sui problemi della vita in carcere e, similmente, quelle che hanno sperimentato sulla   propria pelle la reclusione l'hanno o accettata passivamente o rifiutata con   ostilità, ma raramente analizzata in termini sociali -con motivazioni più che   legittime, sia ben chiaro-.   Uno psicologo, però, il dottor Philip Zimbardo della   Stanford University di Palo Alto in California, nel 1971 compì il più famoso   e sconcertante studio simulato sulla psicologia della vita in prigione mai   condotto.       Zimbardo   e la sua equipe, nell'agosto   di quell'anno, mentre la maggior parte degli studenti era assente dalla   struttura, ricostruirono nei sotterranei dell'università una piccola   prigione, in tutto e per tutto concettualmente simile alle prigioni reali.   Grazie all'ausilio di alcuni annunci sui giornali locali reclutarono una   settantina di studenti universitari che accettarono di sottoporsi al loro   esperimento in cambio di una "paga" di 15 dollari al giorno. Al   termine dei test attitudinali,   volti a scartare individuali psicologicamente deboli o con dipendenze   o passate esperienze di droghe ed alcool, selezionarono 24 di questi studenti, divisi a loro   volta, tramite un sorteggio completamente casuale, in 12 guardie e 12   reclusi. Zimbardo sottolineerà in seguito questo punto: fino al momento della   divisione i partecipanti avrebbero potuto essere indifferentemente agenti   carcerari o detenuti, erano per così dire uguali, uomini adulti, di buona   estrazione sociale, senza particolari propensioni per nessuna delle due   parti.   L'esperimento   cominciò il giorno successivo la distinzione. Grazie agli accordi stesi tra   il professore e la polizia locale i 12 "colpevoli" vennero   prelevati dalle loro case con un reale arresto davanti agli occhi dei   genitori e dei vicini di casa. Dapprima condotti alla stazione di polizia   vennero in seguito trasferiti nel finto carcere ricostruito in università,   dove nel frattempo le guardie si apprestavano a calarsi nel loro ruolo. Non   venne fatta ai secondini una particolare preparazione, gli venne   semplicemente detto che spettava a loro mantenere l'ordine nella struttura e   che loro sarebbe stata la responsabilità della prigione. Vennero   esplicitamente negate le punizioni corporali, escluse le quali ogni altra   azione venne considerata legittima. In breve tempo Zimbardo e gli altri   psicologi assistettero alla trasformazione dei 24 individui. Da una parte le   guardie col passare dei giorni divennero sempre più spietate, il potere di   cui erano state investite legittimava i comportamenti più negativi nei   confronti dei prigionieri. Completamente immedesimate nel loro ruolo   adottarono tecniche volte a dividere il gruppo dei carcerati, mettendoli gli   uni contro gli altri. La responsabilità della struttura e la loro posizione   sociale all'interno di quel sistema chiuso spinsero quegli studenti a   diventare dei veri e propri aguzzini. Dall'altra parte il gruppo dei   prigionieri si dimostrò altrettanto bene immedesimato nella parte, arrivando   in alcuni casi a non presentarsi più con il proprio nome ma con il numero di   matricola loro assegnato. Alcuni ragazzi ebbero crisi isteriche e vennero   allontanati dall'esperimento, altri nonostante gli inviti rifiutarono a lungo   di andarsene per non fare, nei confronti dei compagni, la parte del   "cattivo prigioniero". Dettaglio quantomeno sconcertante è che lo   stesso Zimbardo e diversi membri della sua equipe abbandonarono   momentaneamente il ruolo di psicologi e senza rendersene conto nel frangente   assunsero veri comportamenti da direttori della prigione.       L'esperimento   venne concluso 6 giorni dopo l'inizio a causa dei problemi sempre più gravi   che andavano manifestandosi, in particolare durante le ore notturne, quando   cioè le guardie pensavano di non essere viste dalle telecamere degli   studiosi. Avrebbe dovuto durare, nei piani di Zimbardo, due settimane.       Gli   psicologi della Stanford University erano riusciti, senza fare nulla di   particolare, a ricreare il clima di una vera prigione degli Stati Uniti di   quegli anni: dividendo gli studenti in due gruppi distinti dalle diverse   posizioni nel sistema erano riusciti ad attuare quel processo di de-individualizzazione che   induce una perdita di responsabilità personale. Qualsiasi appartenente ai due gruppi è portato a vedere   le proprie azioni come frutto del "gruppo" e non più dell'"individuo. Un processo   molto pericoloso che ne innesca altri a catena e che già molte volte nella   storia abbiamo incontrato, sempre in occasione di fatti terribili e   drammatici. Un processo che purtroppo non è estraneo nemmeno alle nostre carceri   italiane.     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per   approfondire:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.prisonexp.org/"&gt;Sito dell'Esperimento Carcerario di Stanford&lt;/a&gt; - contiene il resoconto   dell'esperimento, anche in lingua italiana, foto e video. Particolarmente   interessati i documenti e i link alla fine delle slides -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Philip   Zimbardo, L’effetto Lucifero. Cattivi   si diventa?&lt;br /&gt;XXXVI-769   pag., ill., 34,80 € – Edizioni Raffaello Cortina 2008 (Scienza e idee)   ISBN   978-88-60-30157-4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_carcerario_di_Stanford"&gt;La pagina di Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.radio.rai.it/radio3/lastoriaingiallo/view.cfm?Q_EV_ID=285151"&gt;Puntata de "La Storia   in Giallo" con un'intervista allo psicologo e criminologo Angelo Zappalà&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;M.S.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-273789646246023989?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/273789646246023989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=273789646246023989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/273789646246023989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/273789646246023989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2010/02/lesperimento-carcerario-di-stanford.html' title='L&apos;esperimento Carcerario di Stanford: vittime e carnefici'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-7397204036455097161</id><published>2010-02-16T16:08:00.002Z</published><updated>2011-03-10T16:38:06.935Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura Fantastica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Michael Ende'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Lo Specchio nello Specchio - Michael Ende - Quarto Racconto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il tempo è denaro... tutto ruota intorno al denaro... il denaro è il nuovo dio dell'età contemporanea... chissà quale avrebbe voluto essere il significato di questo racconto di Ende? Certo è che in alcune sue immagini, nella genialità di alcuni dialoghi - monologhi in verità, perchè in questa stazione intermedia a nessuno forse importa comunicare, quello che importa a tutti invece è soltanto il denaro - non si possono non ritrovare le metafore di comportamenti che purtroppo vediamo nella nostra reale quotidianità...&lt;br /&gt;Poveri noi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.econtamination.it" target="_blank"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S3rAimHHQ1I/AAAAAAAAATk/0UjGeG4Y3UE/s320/Orfico+proliferare_web.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438871200581763922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Orfico Proliferare - Edgar Ende&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;LA CATTEDRALE DELLA STAZIONE SI ERGEVA SU UN GROSSO LASTRONE…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA cattedrale della stazione si ergeva su un grosso lastrone di pietra color ardesia che fluttuava nello spazio vuoto e crepuscolare.&lt;br /&gt;A diversa distanza passavano altre isole di quel tipo, più grandi o più piccole, alcune tanto lontane da non poter vedere ciò che vi accadeva, altre abbastanza vicine da potersi scambiare dei cenni. Alcune erano dotate della stessa velocità e si mantenevano quindi a una distanza costante, altre, più o meno veloci, correvano avanti o restavano indietro fino a scomparire dalla vista. Sembravano per lo più disabitate o comunque apparivano buie, soltanto poche erano illuminate come quella su cui si ergeva la cattedrale della stazione, un edificio babilonico di inaudite proporzioni, non ancora ultimato, come testimoniavano le molte impalcature. Dai muri traforati come filigrana filtrava una luce scintillante. Dall'interno giungeva una musica d'organo.&lt;br /&gt;Rimbombò una voce da un altoparlante: « Attenzione, attenzione! I viaggiatori che aspettano la coincidenza! Il treno speciale proveniente da d sigma elevato al quadrato arriverà regolarmente all'ora t più dt al binario ct... »&lt;br /&gt;Sui marciapiedi della stazione, grigie masse di gente ondeggiavano qua e là, si pigiavano in fiumi che scorrevano l'uno accanto all'altro, trascinavano carichi, gesticolavano, gridavano e ogni tanto le correnti si scontravano mescolandosi. Gruppetti sparsi stavano accoccolati sul pavimento o su montagne di bagagli legati alla meno peggio, scatole, casse e pacchi. Erano tutti vestiti di luridi stracci, gentaglia, pezzenti, pieni di croste e di pidocchi, cisposi, abbrutiti. Ma le ceste, le valigie e i sacchi che avevano con sé traboccavano di biglietti di banca. Sui carrelli portabagagli, spinti a fatica in mezzo alla calca, erano ammassati mucchi di mazzette di banconote.&lt;br /&gt;All'estremità di un marciapiede, là dove finiva la tettoia e una dozzina di binari si lanciavano nello spazio vuoto, un pompiere osservava con occhi sgomenti quell'andirivieni. Portava un'uniforme blu con lucidi bottoni d'ottone, l'elmetto col salvanuca di cuoio e, dentro il  fodero, alla cintura, la scintillante scure nichelata. Baffi spessi e neri gli orlavano il labbro superiore.&lt;br /&gt;Proprio lì vicino una giovane, gracile donna era alle prese con una grossa borsa da viaggio che trascinava a stento. Indossava una specie di cilicio, una tonaca nera e pesante, tutta logora. Il cappuccio incorniciava un volto magro e pallido d'asceta, dagli occhi ardenti.&lt;br /&gt;Il pompiere si avvicinò alla giovane donna.&lt;br /&gt;« Permette? » chiese, « posso esserle di aiuto? »&lt;br /&gt;Stupita, lei lasciò che l'uomo le togliesse la borsa di mano e se la caricasse sulle spalle. « Dove? »&lt;br /&gt;« Sente l'organo? » disse lei. « Presto tocca a me. Devo andare nell'atrio. »&lt;br /&gt;Egli fece strada scavalcando alcuni poveracci che dormivano a terra col capo appoggiato su mazzette di banconote.&lt;br /&gt;« Che cos'è questa? » gridò voltandosi indietro, « voglio dire, come si chiama questa stazione? »&lt;br /&gt;« Stazione intermedia », rispose lei.&lt;br /&gt;« Ah! » fece, gettandole uno sguardo in tralice, nel dubbio di non avere capito bene in quel frastuono.&lt;br /&gt;« Anche per lei? Io sono qui infatti solo di passaggio, grazie a Dio! Devo soltanto prendere la coincidenza. »&lt;br /&gt;« È quello che pensano tutti », replicò la donna, « lo pensavo anch'io. Ma la stazione intermedia è la stazione terminale... almeno finché non finisce l'incantesimo. E non finisce. Non finisce. »&lt;br /&gt;Rimbombò l'altoparlante: « Tredicimila settecentoundici... tredicimila settecentodieci... »&lt;br /&gt;Un gruppo di figure simili a tanti spaventapasseri s'infilò fra loro e li divise. Quando la donna riuscì a tornare da lui, gli disse in fretta: « Non arriveremo mai, Nessuno, qui. E lei lo sa bene quanto me, non è così? »&lt;br /&gt;« Che cosa dovrei sapere? » domandò lui, mentre si caricava la pesante borsa da viaggio sull'altra spalla, « io non so proprio niente. »&lt;br /&gt;« Che qui non ci sono treni che arrivano o partono. Che sono tutte menzogne! »&lt;br /&gt;« Che assurdità! » ribatté lui, « io sono appena arrivato e non ho certo intenzione di rimanere. Che farei qui? »&lt;br /&gt;La donna fece udire una breve risata priva di gioia. « Davvero? Si vedrà. Lei dove vuole andare? »&lt;br /&gt;« A una festa », rispose incerto, « una parata o qualcosa del genere... devo ricevere una decorazione... credo. » Un po' stizzito concluse: « Scusi, ma questo non la riguarda affatto ».&lt;br /&gt;Entrambi furono scaraventati di qua e di là dalla marmaglia e la donna si attaccò saldamente al suo braccio.&lt;br /&gt;« Nessuno arriverà! » gli gridò nell'orecchio. « Nessuno! Nessuno! »&lt;br /&gt;Dovettero scansare un carretto di ferro dalle ruote cigolanti che un mascalzone, un gigante con la testa calva coperta di pustole, stava spingendo contro di loro. Sopra il carretto c’era una piccola bara celeste mezzo scoperchiata, traboccante di banconote. Il pompiere la fissò mentre si asciugava con la mano libera il sudore che all’improvviso gli bagnava la fronte. Poi proseguì in fretta, facendosi largo a sua volta di prepotenza attraverso un gruppo di straccioni.&lt;br /&gt;Ora il pompiere e la giovane donna avevano quasi raggiunto il grande arco della porta che fungeva da ingresso all’atrio. La musica d'organo era lì tanto assordante che diventava difficile capirsi. Quando cessò per un attimo egli disse: « Lo sa? Sento ticchettare la sua sveglia nella borsa ».&lt;br /&gt;Lei si fece ancora un po' più pallida.&lt;br /&gt;« Non è una sveglia », replicò con voce roca.&lt;br /&gt;«Dodicimila novecentotre... » tuonò l'altoparlante,  «dodicimila  novecentodue...  dodicimila  novecentouno... »&lt;br /&gt;Quando, apertisi un varco attraverso una fiumana di gente, giunsero nel grande atrio, egli posò a terra la borsa. Rimasero addossati a un pilastro dell'arco pigiati l’uno contro l'altra dalla folla.&lt;br /&gt;L'atrio era immenso e si perdeva verso l'alto nell’oscurità. Sul lato sinistro si trovava una sorta di abside; a destra a mezza altezza, c'era un vano rientrante su cui, grande come una montagna, torreggiava l'organo. Nella parte superiore dell'abside, al posto del rosone, cera un grosso orologio col quadrante illuminato da tergo ma privo di lancette. Sotto, su un piano rialzato, si ergeva l'altare al cui centro stava il tabernacolo. Questo aveva la forma di un'imponente cassaforte, con cinque serrature a combinazione di numeri disposte come un pentagramma rovesciato sullo sportello. Non soltanto l'altare e il tabernacolo, ma persino ogni aggetto, ogni balaustrata e ogni spazio che solo lo consentisse erano ricoperti di candele dalle fiamme tremolanti. Ovunque la cera, colando, aveva formato cascate irrigidite, barbe di gocce e stalattiti. Centinaia di scale di diversa altezza erano appoggiate tutt'intorno alle pareti. Nella sala la ressa dei miserabili era ancor più tremenda che fuori, ai binari. Le masse creavano veri e propri vortici e fiumi che andavano a rompersi l'uno contro l'altro. L'aria era torrida come in un forno, sulla calca aleggiavano nuvole di fumo e di polvere, c'era puzza di sudore e di immondizia.&lt;br /&gt;Davanti all'altare poveri diavoli vestiti di camiciotti color grigio-sporco lunghi fino alla  caviglia saltellavano senza posa come per una danza rituale, figure grottesche con nasi a grappolo, gozzi, gobbe, ventri cascanti, nuche bitorzolute, bocche sdentate e arti deformi. Agitavano concitatamente ogni sorta di arnesi o facevano gesti con le dita sopra le teste della folla, quasi fossero agenti di borsa. Di tanto in tanto la cassaforte veniva aperta e ne usciva un carico di mazzette di banconote. Uno di quegli infelici prendeva una mazzetta e, tenendola sollevata solennemente con ambedue le mani, la mostrava alla folla. Questa cadeva in ginocchio, l'organo strepitava a più non posso e un coro di migliaia di voci gridava: « Miracolo e mistero! ». Le mazzette erano distribuite fra i miserabili delle prime file e la cassaforte veniva richiusa. Il rituale ricominciava subito da capo. I beneficiati si facevano strada attraverso la ressa per portare al sicuro il loro guadagno, mentre quelli che si accalcavano dietro ne prendevano il posto. Abili garzoni si affaccendavano senza posa su e giù per le scale, depositando qua e là, in alto, alle pareti, le mazzette di banconote.&lt;br /&gt;Solo allora il pompiere si rese conto che tutti i muri, tutte le colonne e i pilastri, anche quello contro cui stava pigiato, erano fatti di mazzette di banconote accatastate l'una sull'altra. L'intera cattedrale era costruita con mattoni di cartamoneta e ancora si continuava a lavorarvi, perché a ogni apertura il tabernacolo ne vomitava in gran massa. Le migliaia e migliaia di fiammelle delle candele danzavano e ondeggiavano, mentre la cera colava e gocciolava.&lt;br /&gt;« Santo cielo! » mormorò il pompiere, « è contro ogni disposizione di sicurezza! Questa è pura follia! »&lt;br /&gt;Si tolse l'elmo e ne asciugò col fazzoletto il giro interno di cuoio. Si era sbottonato la giacca. L'organo taceva.&lt;br /&gt;« Mi farebbe un favore? » gli chiese la giovane donna che lo aveva osservato in silenzio. « Io devo andare subito nel matroneo. Non starò via a lungo. Potrebbe nel frattempo badare alla mia borsa? »&lt;br /&gt;Egli annuì distratto, senza riuscire a staccare gli occhi dalle file interminabili delle candele, e disse: « Non può andare liscia ».&lt;br /&gt;Un tipo con l'aria da furfante e una cassetta appesa al collo gli si parò improvvisamente davanti. Portava in testa una bombetta e aveva le guance così incavate che parevano quasi dei buchi. Nella cassetta c'erano alcuni mucchietti di buste chiuse.&lt;br /&gt;« La fortuna la insegue, signor capitano! » disse il tipo con un sorriso losco. « Non la respinga! Non si lasci sfuggire questa occasione unica, non le capiterà mai più! Colga la possibilità che le viene offerta! »&lt;br /&gt;« La fortuna? » domandò il pompiere, « cosa intende dire? »&lt;br /&gt;II tipo lo guardò con occhi di pesce, le sue mani corsero nervosamente sulle buste. « Non costa niente. È tutto gratis. Ne approfitti! »&lt;br /&gt;« Gratis? » il pompiere scosse la testa. « Senta, temo di non essere abbastanza ricco da potermi permettere qualcosa che non costa niente. »&lt;br /&gt;II furfante ridacchiò.  « Giusto,  i  misteri  del  vero profitto sembrano a volte paradossali. Ma si fidi di me, signore, e ne approfitti! Le assicuro che lei avrà presto tanto denaro da potersi permettere di avere accettato! »&lt;br /&gt;« Che cos'ha lì? »&lt;br /&gt;II farabutto fece di nuovo una smorfia che pareva un sorriso. « Signore, le offro le ultime azioni della cattedrale della stazione. Se le prende - senza pagare nulla, come ho già detto - avrà anche lei la sua parte della Miracolosa Moltiplicazione del denaro. »&lt;br /&gt;« No, grazie », rispose il pompiere, « non voglio averne alcuna parte. Sono solo di passaggio qui e desidero ripartire al più presto. »&lt;br /&gt;« Questo lo pensavano tutti », disse il tipo, « ma poi hanno cambiato idea. Lei vede quanti sono a saper fare i propri interessi, e aumentano sempre di più. Tante persone intelligenti non possono certo sbagliare... oppure lei si considera tanto più intelligente di loro? »&lt;br /&gt;« Inoltre », proseguì  il pompiere imperturbabile, « non durerà comunque molto a lungo. Presto finirà male. »&lt;br /&gt;« Si sbaglia! » gridò l'altro, « la Miracolosa Moltiplicazione del denaro continuerà in eterno. Non cesserà mai. E fintante che non cesserà nessuno vorrà partire. E fintante che nessuno vorrà partire i treni non funzioneranno. Tutto resterà così com'è ora. Ma non vuole anche soltanto un paio di  azioni?  Almeno  due o tre? »&lt;br /&gt;« No! » urlò il pompiere.&lt;br /&gt;« Va bene, va bene! » II furfante alzò le mani in un gesto conciliante. « Ma non venga poi a lamentarsi da me! Io glielo avevo detto. »&lt;br /&gt;Sollevò il cappello e scomparve fra la folla.&lt;br /&gt;« Diecimila settecentonove... » tuonò l'altoparlante,  « diecimila settecentootto...  diecimila  settecentosette... »&lt;br /&gt;L'organo riattaccò a suonare, stavolta in sordina. La melodia sembrava un antico corale, ma si sentiva soltanto una voce di donna. Si librava calda e forte nell'immensa sala. Nessuno ci faceva caso, solo il pompiere alzò gli occhi stupito verso il matroneo dal quale veniva il canto. Riconobbe la giovane donna con la tonaca nera, che stava in piedi alla ringhiera e cantava.&lt;br /&gt;« Un'artista! » sussurrò, « una vera artista!  Non l'avrei mai pensato! »&lt;br /&gt;Era così preso dalla bellezza della voce che all'inizio non prestò attenzione alle parole del canto. C'era in essa un particolare tremolio che lo toccava quasi fisicamente nel più profondo dell'animo. Soprattutto quando dai toni alti passava d'improvviso a quelli più bassi, un piccolo calo isterico che lo colpiva proprio alla bocca dello stomaco. Egli ascoltava estasiato, e ora anche le parole si facevano strada nella sua coscienza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Erranti nel tumulto del mondo&lt;br /&gt;senza meta nel tempo noi siamo.&lt;br /&gt;Solo per amor puro e profondo&lt;br /&gt;qui e adesso noi arriviamo.&lt;br /&gt;Anima mia, all'erta sta:&lt;br /&gt;ora e qui è l'eternità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Poi lei indietreggiò e scomparve alla vista. L'organo riprese a strepitare variando motivo. Dall'altra parte, all'altare, venne riaperto il tabernacolo e ne uscirono mucchi di banconote.&lt;br /&gt;« Diecimila cinquecentodiciotto... » tuonò l'altoparlante, « diecimila cinquecentodiciassette... »&lt;br /&gt;Una mendicante con una gerla piena di biglietti di banca, passando accanto al pompiere, gli pestò il piede con una delle grucce e lo destò dal suo rapimento. Egli si guardò intorno per cercare la borsa che la cantante gli aveva affidato e si accorse con sgomento che era sparita. Si fece largo attraverso la ressa della marmaglia, scrutò e perlustrò in giro, ma non riuscì a trovarla da nessuna parte. Sicuramente gli era stata rubata mentre ascoltava la musica, o forse anche prima, quando si era lasciato coinvolgere nel diverbio con l'uomo dalla cassetta. Maledisse la propria disattenzione. In ogni caso doveva avvertire subito la giovane donna.&lt;br /&gt;Si gettò in mezzo alla massa urlante della canaglia, fu preso in un vortice che lo trascinò e approdò infine, remigando e menando colpi all'impazzata, ai piedi della scala che conduceva al matroneo. Quando provò a salire, fu aggredito da un paio di giovinastri dall'aria losca i quali, prima che lui potesse rendersi conto di quanto accadeva, gli torsero le braccia dietro la schiena.&lt;br /&gt;« Sei un azionista? » domandò uno di loro.&lt;br /&gt;Il pompiere scosse la testa.&lt;br /&gt;« Allora che vai cercando qui? »&lt;br /&gt;« Devo dire una cosa alla cantante. È urgente. Lasciatemi andare, per favore! »&lt;br /&gt;I giovinastri si scambiarono un'occhiata, poi spinsero il pompiere su per le scale. Anche qui, come dappertutto, c'erano candele, persino sul corrimano e sui gradini.&lt;br /&gt;Sopra, all'organo, un uomo imponente a torso nudo bagnato di sudore, era seduto davanti alla tastiera. I capelli lunghi e grigi e la barba formavano un groviglio arruffato e untuoso, persino le spalle e la schiena erano coperte di ispidi peli. A cavalcioni sulle sue ginocchia con le braccia allacciate alla sua nuca, era seduta la giovane donna. Aveva la nera tonaca sollevata fino ai fianchi, sotto era nuda. Il suo viso era inondato di sudore e di lacrime. Teneva gli occhi chiusi e la bocca aperta come in un grido silenzioso, mentre l'uomo, con ampi movimenti delle mani e delle gambe, maltrattava lo strumento. Il suono faceva vibrare l'intero matroneo.&lt;br /&gt;I tipacci dettero un'altra spinta al pompiere mandandolo quasi a sbattere col viso contro i due. Ora egli sentì che l'uomo e la donna parlavano gridando tra di loro.&lt;br /&gt;« È già buio? »&lt;br /&gt;« Non ancora, caro. »&lt;br /&gt;« Appena è buio, tagliamo la corda. »&lt;br /&gt;« Sì, caro. »&lt;br /&gt;« Non ti preoccupare, piccola. Ci tireremo fuori di qua, te l'ho promesso. Mi sono sempre tirato fuori da ogni situazione, o, almeno, la maggior parte di me. Nel buio sono in vantaggio. »&lt;br /&gt;« Non diventerà mai buio! » gridò lei, « non finirà mai! Noi non arriveremo mai! »&lt;br /&gt;« Scusate! » urlò il pompiere, « io... non vorrei disturbare, mi dispiace. È solo per via della sua borsa. Purtroppo è stata rubata. »&lt;br /&gt;« E allora? » rispose la giovane donna, senza aprire gli occhi. « Sarei contenta di essermene liberata. Per questo l'ho data in custodia a lei. Ma non servirà a niente. Torna sempre da me. Ho già tentato di tutto. »&lt;br /&gt;L'uomo smise di suonare. Voltò lentamente la testa e chiese: « Con chi stai parlando, piccola? Chi c'è? »&lt;br /&gt;« Non lo so », rispose lei, sempre a occhi chiusi.&lt;br /&gt;« Qualcuno. »&lt;br /&gt;II pompiere guardò il viso dell'organista e inorridì. Le cavità oculari erano ambedue vuote, l'osso nasale sfondato. La cicatrice di un'orrenda ferita tagliava trasversalmente il viso in due metà.&lt;br /&gt;« Digli di sparire », fece l'uomo. « E subito. »&lt;br /&gt;« Sì, certo », balbettò il pompiere confuso.  « Pensavo solo che... a causa della borsa... forse una denuncia... di sicuro ci sono molte cose dentro... voglio dire, cose di valore. »&lt;br /&gt;La donna riprese a parlare a occhi chiusi. « Lei ha sentito un ticchettio, vero? »&lt;br /&gt;« Sì », rispose lui. « La sveglia. »&lt;br /&gt;Lei scosse lentamente la testa. « Una bomba. Ciò che lei ha trascinato in giro per me era una bomba a orologeria. Non c'è altro nella borsa. »&lt;br /&gt;II pompiere deglutì un paio di volte prima di ritrovare la parola.&lt;br /&gt;« Ma... ma una cosa del genere uno non se la porta appresso per ore e ore! »&lt;br /&gt;« Per ore? » ripete lei, mentre il cieco rideva silenziosamente. « Lei è davvero un autentico pompiere! Eppure gliel'ho detto: torna sempre da me. Da anni ormai! Posso provare di tutto. A volte ero così stanca che... »&lt;br /&gt;«Ma per amor del cielo! » La voce del pompiere diede nel falsetto. « La bomba può esplodere da un momento all'altro! »&lt;br /&gt;« Sicuro », esclamò la donna.&lt;br /&gt;« E tutta questa gente qui! Bisogna disinnescarla subito! »&lt;br /&gt;« Ci provi! » disse lei. « Per disinnescare la bomba e necessario aprire la borsa; ma se si apre la borsa esplode. »&lt;br /&gt;« Allora bisogna toglierla di torno! »&lt;br /&gt;« La cerchi! » replicò la donna. « Vedrà, non serve a niente scervellarsi tanto. Possiamo solo aspettare che giunga il momento. »&lt;br /&gt;Aprì finalmente gli occhi, che erano gonfi di pianto.&lt;br /&gt;« Del resto », aggiunse a bassa voce, « non era destinata qui, alla stazione intermedia. »&lt;br /&gt;Prima che la donna finisse di parlare, l'uomo si lasciò cadere dalla panca assieme a lei ed entrambi si voltolarono qua e là sul pavimento. Lei gli allacciò con le gambe i fianchi e gridò con occhi stralunati: « Io voglio arrivare! Non lo capisce, voglio finalmente arrivare! Non voglio altro, solo arrivare! »&lt;br /&gt;Nella loro follia rovesciarono alcuni candelieri, le candele rotolarono sul pavimento di banconote già schizzato di cera che in alcuni punti iniziò a bruciare. Il pompiere si strappò la giacca di dosso e cercò con essa di soffocare le fiamme, ma in questo modo anche la giacca si impregnò di cera liquida e prese fuoco. Solo con gran fatica riuscì a spegnere l'incendio. Quando, con un sospiro di sollievo, si guardò attorno, si accorse di essere rimasto solo nel matroneo. Stizzito, osservò la sua giacca che ormai era rovinata, bruciacchiata in vari punti. « Veramente », brontolò, « io dovevo soltanto prendere la coincidenza. »&lt;br /&gt;« Ottomila novecentoventisette... » rimbombò l'altoparlante, « ottomila novecentoventisei... ottomila novecentoventicinque... »&lt;br /&gt;Dall'altra parte, all'altare, la Miracolosa Moltiplicazione del denaro era proseguita indisturbata. Nessuno fra la massa della marmaglia aveva prestato attenzione a quanto avveniva nel matroneo. Un vecchio sparuto stava ora sul pulpito a sinistra dell'altare. L'enorme naso adunco lo faceva sembrare un avvoltoio. Si era messo in capo una specie di mitra fatta di carta e predicava accompagnandosi con ampi gesti delle braccia.&lt;br /&gt;« Mistero infinito... e beato chi ne ha parte! Il denaro è verità, l'unica verità, alla quale dobbiamo tutti prestare fede. E che la vostra fede sia cieca e incrollabile! È proprio la vostra fede a fare di esso quello che è! Perché anche la verità è una merce e sottostà all'eterna legge della domanda e dell'offerta. Per questo il nostro Dio è un Dio geloso che non tollera altro Dio all'infuori di sé. E tuttavia si è consegnato nelle nostre mani facendosi merce, affinché noi potessimo possederlo e ricevere la sua benedizione… »&lt;br /&gt;La voce del predicatore era alta e stridula e si distingueva appena in mezzo al baccano generale. Il pompiere avanzò a fatica attraverso la calca. Ovunque gli capitassero candele a portata di mano, lui le spegneva, attirandosi addosso sguardi stupiti, turbati o pieni di furore. Non se ne curò. Continuò nella sua opera pur sapendo che era inutile, perché subito, alle sue spalle le candele venivano riaccese. Sempre più una sorda rabbia s'impadroniva di lui.&lt;br /&gt;« II denaro può tutto! » urlò il predicatore. « Unisce gli uomini fra loro attraverso il reciproco dare e avere, può tramutare tutto, lo spirito in materia e la materia in spirito, fa delle pietre pane e crea valori dal nulla, si rigenera in eterno, è onnipotente, è la forma che si è dato Dio per scendere fra noi, è Dio! Là dove tutti si arricchiscono in virtù di tutti, tutti saranno ricchi alla fine, e dove tutti diventano ricchi alle spese di tutti, nessuno pagherà le spese! Prodigio infinito! E quando voi domandate, cari fedeli, da dove venga tutta questa ricchezza, allora io vi dico: essa viene dal futuro profitto di se stessa! Il suo futuro guadagno è ciò di cui ora noi già godiamo. Quanto più denaro è qui tanto più alto sarà il profitto futuro, tanto più è il denaro attuale. Così noi stessi siamo nostri creditori e nostri debitori per l'eternità, e rimettiamo a noi i nostri debiti, amen! »&lt;br /&gt;« Smettetela! » gridò il pompiere, arrampicandosi su per la scala del pulpito. « Basta! Fine! Smettetela subito! È una cosa del tutto insensata. Vi proibisco di continuare! Tutti i presenti sono invitati a sgombrare immediatamente l'edificio. C'è pericolo che... »&lt;br /&gt;Nell'immenso atrio scese a un tratto un silenzio di morte.&lt;br /&gt;« Un miscredente! » strillò un farabutto vicino all'altare. « Come è arrivato fin qui? »&lt;br /&gt;« Lei possiede delle azioni? » gli gridò il predicatore.&lt;br /&gt;« Questo non ha alcuna importanza ora! » urlò il pompiere di rimando. « Sia ragionevole... nel suo interesse! »&lt;br /&gt;« Un miscredente! » mugghiò la folla, « un blasfemo! Uccidetelo! »&lt;br /&gt;Scoppiò un putiferio. Dei miserabili si arrampicarono zoppicando su per la scala del pulpito, mani afferrarono il pompiere, lo strozzarono, lo percossero, lo spinsero giù dalla balaustra; egli cadde battendo violentemente al suolo; colpi di bastone e di gruccia gli grandinarono addosso, piedi lo presero a calci e lo calpestarono, finché rimase completamente immobile.&lt;br /&gt;« Seimila trecentoquattordici... » tuonò l'altoparlante, « seimila trecentotredici... seimila trecentododici... »&lt;br /&gt;Passò del tempo prima che il pompiere riprendesse i sensi e potesse mettersi seduto. Aveva dolori alla testa, un occhio tutto gonfio e sanguinava dalla bocca e dal naso. Si accorse di aver perduto l'elmetto e di avere la giacca e i pantaloni laceri. Ora egli stesso sembrava uno di quei pezzenti che gli si accalcavano nuovamente attorno senza però curarsi più di lui. Tentò di alzarsi in piedi, ma ricadde subito carponi. Tutto prese a girargli intorno, stava male da morire. Vomitò.&lt;br /&gt;Un po' più tardi riuscì a strisciare in mezzo alle gambe di coloro che lo attorniavano e scoprì infine, accostato a una parete, un confessionale che la cera colatavi sopra aveva trasformato in una specie di grotta con stalattiti. Con gran fatica vi si trascinò dentro, chiuse la porta, si appoggiò a un angolo e svenne di nuovo.&lt;br /&gt;Non sapeva da quanto tempo fosse seduto lì, quando fu svegliato da un lieve rumore proprio vicino al suo orecchio. Il chiasso e lo strepito fuori nell'atrio erano identici a prima, ma quel borbottio proveniva dalla piccola grata della parete che divideva in due parti il confessionale e pareva il singhiozzare disperato e sommesso di un bimbo. Il pompiere ne fu stupito perché non aveva notato bambini nella cattedrale. Si mise a guardare  attraverso i buchi della grata ma non vide nulla. Sentì invece, fra i singhiozzi, delle parole appena sussurrate:&lt;br /&gt;« Mio Dio, dove sei?... E dov'è finito il mondo...? Non riesco a trovarlo... Non c'è più... io sono già morto... non sono mai venuto al mondo... »&lt;br /&gt;« Chi sei? » chiese il pompiere. « Non volevo ascoltare, ma ero già qui. Scusami! Vorrei dirti soltanto che questa non è che una stazione intermedia, infatti c'è... Ehi, tu, mi senti? Non vuoi parlare con me? »&lt;br /&gt;Ma dall'altra parte restò tutto in silenzio. Egli aprì la porta del confessionale per dare un'occhiata, ma non vide nessuno. Lì c'era soltanto la grossa, pesante borsa da viaggio.&lt;br /&gt;L'unica cosa a essergli rimasta della sua attrezzatura era la scintillante scure che portava al fianco. La tolse dal fodero.&lt;br /&gt;« Ora e qui! » disse ad alta voce. « Ora e qui! »&lt;br /&gt;Con la parte affilata della scure ruppe il lucchetto della borsa e l'aprì lentamente, con gran cautela. Era vuota.&lt;br /&gt;Egli si rizzò in piedi. Un sudore freddo gli colava dalle tempie fin sopra le guance.&lt;br /&gt;«Settecentosessantotto...» tuonò l'altoparlante, «settecentosessantasette... settecentosessantasei...»&lt;br /&gt;E ora, dietro la voce impersonale che scandiva i numeri, si udiva sommesso, ma chiaro e inconfondibile il ticchettio. Diventava sempre più forte e minaccioso. II pompiere riuscì a portarsi fuori dell'atrio. Un paio di volte venne risospinto indietro, ma dopo un po' poté raggiungere i marciapiedi. La voce contava ora ininterrottamente, il ticchettio si era fatto martellante.&lt;br /&gt;« Centocinquantatre...  centocinquantadue...  centocinquantuno... centocinquanta... centoquarantanove.  »&lt;br /&gt;Quando infine fu di nuovo là dove i binari si lanciavano nello spazio vuoto, trovò a terra la tonaca indossata dalla giovane donna. La prese e andò a sedersi sul bordo estremo del marciapiede.&lt;br /&gt;In lontananza vide le nuvole della sera trascinare altre isole attraverso lo spazio crepuscolare, alcune erano buie, alcune illuminate come quella su cui si ergeva la cattedrale della stazione. «Forse un treno è partito » disse il pompiere al vuoto, « non so dove voleva andare, ma forse nel frattempo è arrivata... »&lt;br /&gt;E mentre le sue mani carezzavano la stoffa nera e pesante del logoro indumento, sentì che il ticchettio nell’altoparlante era diventato insopportabilmente forte e che la voce impersonale stava scandendo gli ultimi numeri:&lt;br /&gt;« Sette... sei... cinque... quattro... tre... due... uno… zero... »&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-7397204036455097161?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/7397204036455097161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=7397204036455097161' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7397204036455097161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7397204036455097161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2010/02/lo-specchio-nello-specchio-michael-ende_16.html' title='Lo Specchio nello Specchio - Michael Ende - Quarto Racconto'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S3rAimHHQ1I/AAAAAAAAATk/0UjGeG4Y3UE/s72-c/Orfico+proliferare_web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-5473880401041956958</id><published>2010-01-19T12:24:00.004Z</published><updated>2010-01-19T12:41:05.966Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura Fantastica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Michael Ende'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Lo Specchio nello Specchio - Michael Ende - Terzo Racconto</title><content type='html'>Giornate fredde e nebbiose, qui nella pianura - la pianura si chiama pianura perchè i fiumi scorrono più piano dice &lt;a href="http://www.la7.it/intrattenimento/dettaglio.asp?prop=paolini&amp;amp;video=20865"&gt;Marco Paolini nello spettacolo "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Macchina del Capo&lt;/span&gt;"&lt;/a&gt;... e forse, in effetti, ha ragione... -, fredde e nebbiose si diceva, e allora cosa c'è di meglio che riprendere la lettura de "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo specchio nello Specchio&lt;/span&gt;" di Ende? Et Voilà, terzo racconto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S1WnfysHhhI/AAAAAAAAATU/lzGg0h6jUbM/s1600-h/La+verticale+ben+radicata.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 242px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S1WnfysHhhI/AAAAAAAAATU/lzGg0h6jUbM/s320/La+verticale+ben+radicata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428429090489599506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;La verticale ben radicata - Edgar Ende&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;LA CAMERETTA NELLA MANSARDA E’ CELESTE…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA cameretta nella mansarda è celeste, celesti sono le pareti, il soffitto, il pavimento e i pochi mobili che vi si trovano. Lo studente sta seduto al tavolo e si  tiene la testa fra le mani. Ha i capelli arruffati, le orecchie in fiamme, le mani fredde e umide. Freddo e umido è l'intero stanzino. E ora è andata via anche la corrente elettrica.&lt;br /&gt;Egli avvicina il libro e ricomincia da capo. Deve, deve risolvere a ogni costo quel problema. Fra una settimana ha l'esame.&lt;br /&gt;« ...La teoria della relatività ristretta si basa sulla costanza della velocità della luce... P è un punto nel vuoto... P' un punto infinitamente vicino, la cui distanza da P è uguale a d sigma... un punto infinitamente vicino... da P parte al tempo t un impulso luminoso che raggiunge P' nel tempo t+dt...»&lt;br /&gt;Lo studente si sente gli occhi duri e secchi come bottoni di corno. Se li stropiccia con le dita finché iniziano a lacrimare. Appoggiandosi allo schienale della sedia, da uno sguardo in giro alla mansarda, un tramezzo di truciolato che lui stesso ha costruito due anni prima in un angolo dell'ampio solaio. Allora gli piaceva il celeste, adesso non più. Ma non ha tempo di cambiare alcunché. Ne ha perso anche troppo, di tempo.&lt;br /&gt;Gli permetteranno di continuare ad abitare lì? Paga l'affitto, certo, ma ben poco. Proprio per questo si è stabilito lì. Chi è senza soldi non può avere molte pretese. Ma ora che è morto il vecchio proprietario forse gli aumenteranno l'affitto. E allora dove andrà? E proprio in quel momento, prima dell'esame. Come fa uno a concentrarsi se non sa neppure dove sarà l'indomani? Se soltanto gli eredi si mettessero una buona volta d'accordo! Almeno saprebbe che pesci pigliare!&lt;br /&gt;Allontana il libro e si alza. È pallido e alto, anche troppo alto. Per non urtare il soffitto deve incassare la testa fra le spalle. Vuole sapere come stanno precisamente le cose, ora, subito, in modo da poter continuare a lavorare senza preoccupazioni.&lt;br /&gt;L'immenso solaio che attraversa è stipato degli oggetti più impensabili, mobilia, vasi giganteschi, animali impagliati, bambole a grandezza naturale, macchine e ingranaggi misteriosi. Scende le ampie scale e percorre la lunga galleria dove sono appesi migliaia di specchi ciechi, specchi grandi e piccoli, piani e curvi che riflettono mille volte, ma sfocata, la sua immagine.&lt;br /&gt;Finalmente arriva in una delle grandi sale. Ha l'aspetto di un museo etnologico dopo un saccheggio. Le vetrine sono per lo più infrante, i gioielli e gli oggetti di valore che vi erano esposti sono stati scaraventati fuori. Sarcofaghi da mummie sono stati forzati, sul pavimento giacciono ammucchiati cocci di vasellame, le armature sono messe tutte sbilenche e vestiti da festa aztechi composti di piume di colibrì cadono in pezzi, rosi dalle tarme.&lt;br /&gt;Lo studente si ferma guardandosi attorno stupito. Come può essere andato tutto così in rovina dall'ultima volta che è stato lì?&lt;br /&gt;Ma quando è stato lì per l'ultima volta? Era ancora vivo il vecchio proprietario? Probabilmente sì. In realtà lui non ha mai avuto modo di vederlo in viso. Solo il  suo  vecchio  domestico,  un  uomo  dal  volto  severo  e un contegno dignitoso e solenne.&lt;br /&gt;Proprio mentre lo studente sta ancora pensando, il domestico fa il suo ingresso nella sala. Tiene un grosso piumino da spolvero sotto il braccio, ha la livrea sudicia e lacera e i capelli bianchi in disordine, e - sì, davvero! - vacilla un po' nel camminare, fa gesti scomposti con le mani e borbotta fra sé.&lt;br /&gt;« Buon giorno! » dice lo studente, cortese. « Per favore potrebbe dirmi... »&lt;br /&gt;Ma il vecchio domestico gli passa accanto gesticolando e non sembra accorgersi di lui. Lo studente lo segue.&lt;br /&gt;« Assurdo! » mormora il domestico con un gesto risoluto. « Iniziare è del tutto assurdo. Buon dì, mio caro giovane. »&lt;br /&gt;Lo studente è alquanto confuso. « Che cosa intende dire? »&lt;br /&gt;« Non ha importanza che cosa! » grida il domestico. « Un inizio è sempre un'assurdità mostruosa. Perché? Perché non esiste! Forse che la natura conosce un inizio? No! Dunque iniziare è contro natura. E nel mio caso? È altrettanto assurdo. Una prova? Gliela do subito. »&lt;br /&gt;Sfila una bottiglia di tasca, si rovescia un sorso in gola, si scuote, rutta e rimette via la bottiglia con cura. Lo studente sta per porgli la sua domanda, ma già il vecchio riprende a parlare:&lt;br /&gt;« Bisogna pensare » - si batte più volte la fronte - « bisogna pensare con obiettività! È chiaro, giovanotto? E se io penso con obiettività, allora devo dire a me stesso che non esiste la benché minima possibilità che io, un uomo solo e debole, possa fare qualcosa per cambiare la situazione. Chi sono io per avere il coraggio di farlo? Un vecchio snervato dallo sforzo incessante di pensare, ecco chi sono. Non mi contraddica! »&lt;br /&gt;Ritira fuori la bottiglia, beve e si asciuga la bocca con la manica. « Bisogna vivere basandosi sull'intelletto, capito, giovanotto? Basandosi sulla conoscenza! Ma non è affatto semplice. Meno che mai nella vita di tutti i giorni. Anche supposto che io mi getti nella lotta inutile contro il predominio di tutta questa massa sonnecchiante di polvere... cosa otterrò? Nulla, assolutamente nulla, questo mi dice la logica. A parte forse un peggioramento della situazione già di per sé&lt;br /&gt;disperata. Un esempio: ora aprirò quella tenda e vedrà che si strapperà subito. »&lt;br /&gt;Tira la pesante tenda alla finestra ed essa subito si strappa, cadendo a terra in una nube di polvere.&lt;br /&gt;« Un altro esempio », continua il vecchio, imperterrito. « Proverò ad aprire la finestra e mi cadrà subito addosso. »&lt;br /&gt;Prova ad aprire la finestra e subito gli cade addosso. I vetri s'infrangono con un gran tintinnio al suolo.&lt;br /&gt;Il domestico guarda lo studente con aria trionfante.&lt;br /&gt;« Come le avevo detto, questo dimostra tutto. Il caos cresce a ogni nostro tentativo di dominarlo. La cosa migliore sarebbe starsene quieti e non fare più nulla. »&lt;br /&gt;Beve ancora un sorso.&lt;br /&gt;« Ah », esclama lo studente, guardandosi attorno distrattamente, « lei vuole mettere ordine qui dentro? »&lt;br /&gt;« Spolverare! » lo corregge il vecchio domestico. « Spolverare, come ho fatto per tutta la vita. Ma lei stesso può vedere quello che resta di tutta la nostra fatica e della pena che ci siamo dati: polvere. O meglio: cenere. Polvere all'inizio e cenere alla fine. Non cambia niente. In ogni caso è come se uno non fosse mai esistito. Uno se ne va senza lasciare alcuna traccia di sé, questa è la cosa peggiore. »&lt;br /&gt;« Comunque », fa lo studente, gentile, tanto per dire qualcosa di incoraggiante, « un po' d'aria fresca entra anche qui dentro. Dalla palude giunge il fischio dei beccaccini che vi si vanno a posare. È già qualcosa. »&lt;br /&gt;II vecchio ridacchia e tossisce. « Sì, sì, la cara natura. Non fa che seguire il suo corso, se ne frega dei nostri problemi. Non ha neppure bisogno di prendere delle decisioni, come invece devo fare io. Ma no, l'uomo non è un uccello, non ha ali. L'uomo deve vivere basandosi sulla conoscenza obiettiva delle cose, per questo ha il cervello, mio caro giovane! Questa è la morale. Morale significa: le cose non sono così semplici. Se ne ricordi, giovanotto! Io devo ricominciare da capo a riflettere sul problema. »&lt;br /&gt;« Vedo che lei non si lascia scoraggiare con tanta facilità », dice lo studente. « Ma prima non potrebbe darmi una piccola, rapida informazione? »&lt;br /&gt;II domestico non lo ascolta. Corre nella sala successiva parlando fra sé e sé. « II problema è questo: se davvero iniziare è assurdo, allora ha senso non iniziare affatto. Ergo: lascio le cose così come stanno. »&lt;br /&gt;« Giusto! » esclama lo studente correndogli dietro. « Lasci stare. »&lt;br /&gt;« Una soluzione plausibile! » II vecchio domestico ride con aria furbesca. « Ma ora rifletta un po', giovanotto: cos'è la vita umana? »&lt;br /&gt;Lo studente lo guarda e sorride perplesso. « Be', a dire il vero, non vorrei prendere a questo riguardo una posizione troppo precisa... »&lt;br /&gt;II vecchio gli picchietta col dito sul petto, alitandogli in faccia. « Combattere una battaglia perduta, questa è la vita! » dice scandendo ogni parola. « E in che cosa consistono la grandezza, l'appello di natura morale, l'imperativo etico? Glielo dico io, giovanotto:  anche se tutto è privo di senso, bisogna comunque intraprendere qualcosa! Perché? Perché l'uomo deve fare quello che è in suo potere di fare! »&lt;br /&gt;« Bravo! » esclama lo studente, mentre cerca di evitare il suo alito.&lt;br /&gt;« Lo riconosco apertamente », continua il domestico, « or ora sono riuscito a mettermi io stesso con le spalle al muro. Non c'è scampo! E ti pare poco? »&lt;br /&gt;« Lei è davvero un pensatore rigoroso », osserva pronto lo studente.&lt;br /&gt;Il vecchio tira un profondo sospiro e allarga le braccia. « Sono qui in qualità di custode e di uomo», grida attraverso la fuga di stanze, « ho contro di me tutta la supremazia senza speranza del caos e ho preso una decisione irrevocabile. »&lt;br /&gt;A un tratto crolla, afferra il braccio dello studente e vi si aggrappa. « Se qualcuno non mi strappa all'ultimo momento dall'abisso », sussurra spaventato, « comincerò immancabilmente a togliere polvere, con conseguenze, caro giovane, incalcolabili! »&lt;br /&gt;Ma lo studente non è stato ad ascoltare e si divincola dal vecchio. Qualcosa ha catturato completamente la sua attenzione. Al centro della seconda sala, visibili attraverso la porta aperta, delle persone stanno sedute attorno a un grande tavolo rotondo. Non si possono distinguere bene, perché la sala è immersa nella penombra, ma lo studente non dubita che siano gli eredi che stanno trattando.&lt;br /&gt;« Per favore, mi dica », bisbiglia al vecchio, indicando in direzione del tavolo, « si sa già qualcosa di preciso? »&lt;br /&gt;« Grazie », risponde il domestico, anche lui a bassa voce, « grazie per avermi distratto. Purtroppo non posso dirle altro che no, non si sa ancora niente. »&lt;br /&gt;« Oh, comincio a essere stufo! » esclama lo studente, avviandosi deciso verso il tavolo. « Devo soltanto chiedere... »&lt;br /&gt;Ma il vecchio lo afferra per la manica e tenta di trattenerlo. « Per amor del cielo, non disturbi i signori. Non adesso! Non è assolutamente possibile! »&lt;br /&gt;Lo studente si arresta e, senza perdere d'occhio gli eredi, spiega a mezza voce: « Devo soltanto sapere se posso restare o se invece devo cercarmi un'altra sistemazione, cerchi di capire! Una cosa del genere richiede il  suo  tempo  e  in  questo  momento  io  non  ho  proprio tempo da perdere. Fra una settimana ho l'esame e, se domani o dopodomani decidono di buttarmi fuori di qua, sono davvero nei guai ».&lt;br /&gt;« La capisco bene », dice il vecchio, carezzandogli una guancia. « Solo, abbia un po' di pazienza. Voi giovani siete sempre così impazienti. Se lei insiste, guarderò di informarmi io stesso per suo conto alla prossima occasione. »&lt;br /&gt;« Questo me lo ha già promesso due settimane fa! »&lt;br /&gt;« È vero; purtroppo i signori non si sono ancora accordati su chi fra loro diventerà il nuovo proprietario. »&lt;br /&gt;« Va un po' per le lunghe, non le pare? »&lt;br /&gt;« Dipende dai punti di vista. Per queste cose c'è bisogno di tempo. Ma di ora in ora si avvicinano sempre più all'accordo, mi creda! Stanno compiendo ogni sforzo. Ma è molto, molto difficile arrivare a una soluzione in queste particolari circostanze. »&lt;br /&gt;« Mi pare comunque che se ne stiano abbastanza tranquilli. Non parlano neppure fra di loro! »&lt;br /&gt;« Sì, purtroppo sono giunti ancora una volta a un punto morto. Riflettono per vedere di trovare una nuova base d'intesa. Non li disturbi, altrimenti durerà ancora più a lungo! »&lt;br /&gt;Ma lo studente si strappa con violenza dal domestico e si dirige deciso verso il tavolo attorno al quale siedono gli eredi. Avvicinandosi, nota che essi se ne stanno rigidi e immobili come mummie. Uno spesso strato di polvere ne copre le teste, le barbe, gli abiti, gli occhiali. Tra di loro pendono ragnatele che ondeggiano piano nella corrente d'aria. Senza parole, lo studente fissa il domestico e indica in quella direzione.&lt;br /&gt;« Sì », mormora questi imbarazzato, « quasi come amache, vero? »&lt;br /&gt;Lo studente guarda anche sotto il tavolo e le sedie. Dappertutto, in mezzo alla polvere, si vedono le impronte di minuscole zampette. Sicuramente isopodi o coleotteri.&lt;br /&gt;« Ne vuole un sorso? » domanda il vecchio, porgendo la bottiglia allo studente. « Questo spettacolo fa venire sete, non trova? »&lt;br /&gt;Lo studente annusa la bottiglia e si ritrae all'istante. « Dio mio, ma che cosa c'è dentro? »&lt;br /&gt;« Aceto », spiega il vecchio, ritrovando tutto a un tratto il suo contegno solenne e dignitoso di sempre. « Aceto e fiele. Una mistura rinomata. Rende lucidi di mente. L'unico modo per recuperare il raziocinio in questa situazione che tanto turba la coscienza. Come vede, sono un bevitore alla rovescia. Ci si abitua a tutto. Anche lei si abituerà. »&lt;br /&gt;« Non credo proprio », risponde lo studente. « Cosi come non riesco nemmeno ad abituarmi a questa maledetta incertezza, all'idea di non sapere che sarà di me e della stanza. »&lt;br /&gt;« Oh », fa il vecchio con un sorriso triste, « questo è solo l'inizio. Però, a essere sincero, anch'io non credevo che le cose si sarebbero trascinate tanto per le lunghe. Avevo pensato che una volta aperto il testamento del defunto avremmo saputo subito che pesci pigliare. »&lt;br /&gt;« E invece che cosa è successo? »&lt;br /&gt;II vecchio beve un sorso. « In realtà non è successo niente. » Tappa la bottiglia e la rimette in tasca.&lt;br /&gt;Lo studente cammina lento attorno al tavolo e guarda una dopo l'altra le facce polverose degli eredi. Soffia su di una e solleva una nube.&lt;br /&gt;Sospira e si siede sul sofà foderato di damasco che si  sfascia di botto sotto il suo peso.  Si  rialza a fatica e si scuote la polvere di dosso.&lt;br /&gt;« Se vogliono che resti ancora qualcosa », dice, « farebbero bene a non tirarla tanto per le lunghe.»&lt;br /&gt;« Sono perfettamente d'accordo », risponde il domestico, scopettandolo con il piumino.&lt;br /&gt;« Quanto crede che durerà ancora? »&lt;br /&gt;« È difficile a dirsi, forse poco, o forse no. »&lt;br /&gt;« Ma intanto posso contare sulla possibilità di tenere ancora per un pochino la mansarda, vero? »&lt;br /&gt;« Io non ci farei troppo affidamento, giovanotto. »&lt;br /&gt;« Merda! » dice lo studente con voce sommessa. « Che idiozia restare così per aria. »&lt;br /&gt;II vecchio ride tossendo di nuovo. « Siamo tutti in una situazione incerta, lei, gli eredi, i loro parenti, persino io. » Si porta la mano al collo come se fosse appeso a una corda. « E inoltre i piedi si ghiacciano facilmente. » Tossisce ancora.&lt;br /&gt;« Gli eredi? » chiede lo studente. « Perché? »&lt;br /&gt;« Perché i signori non sanno come comportarsi fra loro, con chi devono mantenersi in buoni rapporti e con chi no. Ognuno può diventare un giorno importante per l'altro e nessuno si può permettere di guastarsi del tutto con qualcuno. Perciò si odiano in silenzio e si squadrano con occhi che sembrano bocche di rivoltella. La cosa peggiore è però che ognuno di loro si è  trascinato dietro una  quantità enorme di  parenti che si sono sistemati in tutti gli angoli della casa. Ma noi non siamo in grado di accogliere tanti ospiti, così si sono già costruiti capanne e bungalow  nelle  sale di sotto, distruggendo mobili antichi e pregiati e strappando le tavole del rivestimento. Ultimamente hanno perfino installato delle cucine sul parquet per cuocersi i pasti. I cavi elettrici della casa non ce la fanno a sopportare tutte le stufe, tutti i fornelli, le radio, i televisori e chissà che altro ancora. Prima o poi scoppierà un incendio pauroso. Io vado in giro a implorarli, ma loro mi rispondono: Perché proprio io? Nessuno vuole sacrificarsi se prima non lo fanno gli altri. All'inizio tutto ciò era visto soltanto come una sistemazione provvisoria, ma nel frattempo i signori hanno messo radici nella provvisorietà. Ci sarebbe da piangere. »&lt;br /&gt;II vecchio tira fuori un fazzoletto tutto sporco e si soffia il naso.&lt;br /&gt;« Io non mi sono accorto quasi di nulla », dice lo studente, turbato, « salvo che la corrente è mancata spesso. »&lt;br /&gt;« E anch'io mi trovo per aria », continua il vecchio con voce lamentosa, « lei non può farsene neppure un'idea, caro giovanotto! Tutti i signori mi considerano il loro domestico personale: Faccia questo! Mi procuri quell'altro! Ma al più presto! E io non posso ribellarmi, perché ognuno potrebbe diventare un giorno il nuovo padrone. Non ce la faccio più a soddisfare tutte le loro pretese! Si figuri che si servono di me addirittura per spiarsi a vicenda. E io, io non posso guastarmi con nessuno. Proprio a me doveva capitare, che sono abituato a vivere con senno e ragionevolezza! È davvero l'inferno! »&lt;br /&gt;II vecchio si asciuga gli occhi col fazzoletto. « E cosa accadrà poi, quando la questione sarà risolta? Che ne sarà di me? Mi dica un po' lei! Conserverò il mio posto? Mi pagheranno almeno per il lavoro immane che ho fatto? Oppure, nonostante tutte le mie fatiche, mi getteranno sul lastrico, vecchio e malandato come sono? Questa spada di Damocle sospesa sulla mia testa, lei lo capirà bene, fiacca il mio zelo. E in questo modo sego io stesso il filo al quale è appesa la spada. Gli uomini sono crudeli! Mio caro giovane, lei ha davanti a sé una persona disperata! »&lt;br /&gt;Il vecchio si appoggia singhiozzando al petto dello studente. Questi lo conforta imbarazzato e mormora: « In realtà io dovrei studiare... ma in questi ultimi tempi ho sgobbato tanto, giorno e notte, che forse un po' di movimento mi farà bene. Quindi, se posso darle una mano... »&lt;br /&gt;Il vecchio si consola all'istante.&lt;br /&gt;« Ma sicuro », dice, « il lavoro manuale fa molto bene alla salute, quasi quanto il sonno. Ecco, prenda il  piumino  e  cominci  subito!  Ma,  per  favore,  stia  attento a non rompere niente! »&lt;br /&gt;Va alla porta, si volta di nuovo e aggiunge brusco: « Passo più tardi a controllare se hai lavorato bene. Guarda dunque di mettercela tutta, ragazzo, sennò ti faccio vedere chi sono io! Spicciati, che aspetti? »&lt;br /&gt;Esce, mentre lo studente, stupito, lo segue con lo sguardo. Poi, con un lieve sorriso, scuote le spalle e comincia a spolverare. Si interrompe tossendo in mezzo a una nube di polvere, e sprofonda in riflessioni.&lt;br /&gt;« Un momento », mormora fra sé, « com'era? Devo annotarlo... »&lt;br /&gt;Si dirige verso il tavolo attorniato dagli eredi perfettamente immobili e si mette a scrivere col dito nella polvere.&lt;br /&gt;« d sigma elevato al quadrato uguale a e elevato al quadrato dt elevato al quadrato... se si introduce l'immaginaria coordinata temporale radice di meno uno c t uguale a x quattro, allora la legge della costanza della velocità della luce è ds elevato al quadrato uguale a dx uno elevato al quadrato più dx due elevato al quadrato più dx tre elevato al quadrato più dx quattro elevato al quadrato uguale zero... »&lt;br /&gt;Avvicina una sedia al grande tavolo, si siede fra due eredi, appoggia la testa a una mano e riprende i suoi calcoli.&lt;br /&gt;« Poiché questa formula esprime un contenuto reale, anche la formula ds deve avere un significato reale anche quando i punti adiacenti del continuo quadridimensionale di spazio-tempo sono posti in modo tale che ds sparisca... no, alt, non sparisce... non sparisce... non... »&lt;br /&gt;Reclina pian piano la testa sul tavolo e, con la guancia sopra le formule scritte nella polvere, si addormenta tranquillo, respirando profondamente come un bambino.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-5473880401041956958?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/5473880401041956958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=5473880401041956958' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5473880401041956958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5473880401041956958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2010/01/lo-specchio-nello-specchio-michael-ende.html' title='Lo Specchio nello Specchio - Michael Ende - Terzo Racconto'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S1WnfysHhhI/AAAAAAAAATU/lzGg0h6jUbM/s72-c/La+verticale+ben+radicata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-8175492245176192821</id><published>2010-01-18T13:41:00.004Z</published><updated>2010-01-18T14:04:12.518Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>Piazza Fontana, una riflessione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pubblico qui di seguito un articolo apparso sul numero di dicembre di Kronstadt, come dice il titolo, una semplice riflessione a 40 anni dalla strage di quel, purtroppo, ben noto dicembre del '69. Nella speranza che sia utile a far riflettere altre persone oltre il sottoscritto. Buona Lettura.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S1Rp0Q3mqmI/AAAAAAAAATM/1Qor7gBc134/s1600-h/piazza_fontana.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 243px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S1Rp0Q3mqmI/AAAAAAAAATM/1Qor7gBc134/s320/piazza_fontana.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428079797490592354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ragionare di &lt;span class="il"&gt;Piazza&lt;/span&gt; &lt;span class="il"&gt;Fontana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragionare di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_piazza_Fontana"&gt;&lt;span class="il"&gt;Piazza&lt;/span&gt; &lt;span class="il"&gt;Fontana&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; non è semplice, lo si può osservare proprio fra le pagine di questo giornale. Per qualcuno ha voluto dire approfondire un capitolo del libro di storia che nelle scuole viene appena appena accennato, per altri è stata l'occasione di esternare una serie di interessi che difficilmente si discuteranno mai in una serata tra amici, per altri ancora ha richiesto lo sforzo di tornare con la memoria a quegli anni, a quei giorni, a quelle sensazioni che, secondo l'età, erano capite, intuite o solo provate, come un brivido ghiacciato, giù, lungo la schiena.&lt;br /&gt;Date, protagonisti - nel bene o nel male - vicende e il quadro generale si potranno trovare leggendo gli articoli di queste pagine, ottimi strumenti per avvicinarsi e per approfondire l'intera vicenda. Fra queste righe invece troverete solo una riflessione... una, come dire, "voglia di poterci fare qualcosa" che non posso credere essere un caso unico, nemmeno raro, ma che voglio immaginare come la normale conseguenza della lettura di questo numero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che dà origine a tale riflessione è semplice: il fatto che a quarant'anni da questa strage la vicenda giudiziaria si sia conclusa con una assoluzione per i tre imputati, responsabili non solo delle vittime di quel giorno, ma della vita politica e sociale di quelli e degli anni a seguire, è fatto sconcertante ma non deve stupire. La Magistratura e le Forze di Polizia, anche quando lavorano nel pieno delle loro potenzialità operano in un ambito molto delicato, legati alla sminuente realtà dei fatti concreti, delle prove tangibili, delle testimonianze credibili. Se le prove non ci sono, se i fatti vengono confusi, annebbiati, e se le testimonianze, i collegamenti, i nomi sono nascosti dietro la parola omissis sulle bocche dei testimoni e, di conseguenza, nei verbali, poco può fare la Giustizia. Alla Magistratura compete la comminazione della giusta pena una volta individuato il colpevole, se e quando questo colpevole si possa individuare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questa triste conclusione era giunto già Valpreda anni or sono, e ne parlò in una &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=12TAC_wmtaY&amp;amp;feature=related"&gt;intervista a Sergio Zavoli recentemente riproposta in televisione&lt;/a&gt;. Alla domanda di Zavoli: “Si saprà mai la verità, e a quali condizioni? Lei crede ancora nella Giustizia?” Valpreda rispondeva: "Credere nella verità non comporta necessariamente credere nella Giustizia... negli ultimi tempi abbiamo visto che forse credere alla verità è porsi in maniera antitetica con la giustizia... io per conto mio sono convinto che alcune verità non... non si sapranno più... non credo che anche aprendo tutti gli archivi dei servizi segreti possano emergere delle verità, potrebbero emergere delle indicazioni potrebbe emergere delle ammissioni delle non-responsabilità forse ma la colpevolezza non credo più che si trovi...”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sapeva o forse la immaginava Pasolini quando concluse quel suo &lt;a href="http://www.corriere.it/speciali/pasolini/ioso.html"&gt;famoso editoriale&lt;/a&gt; dal titolo decisamente esplicativo, "Io so", con le parole "Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto altro che questo) solo quando un uomo politico - non per opportunità, cioè non perché sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento - deciderà di fare i nomi dei responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente egli sa, come me, non può non avere prove, o almeno indizi.&lt;br /&gt;Probabilmente - se il potere americano lo consentirà - magari decidendo "diplomaticamente" di concedere a un'altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon - questi nomi prima o poi saranno detti. Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro maggiori responsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano migliori). Questo sarebbe in definitiva il vero Colpo di Stato.”&lt;br /&gt;A chi spetta allora, non conoscere la verità che già è conosciuta ma, ristabilire la verità, interrompere questo paradosso storico che si ripete quotidianamente su fatti più o meno gravi?&lt;br /&gt;Ebbene io credo che competa a questa intera società che vuole definirsi civile, credo che a questo finto insieme eterogeneo di individui competa l'impegno civile e sociale, la volontà di studiare il fatto, di comprenderlo e di assimilarlo, l'individuazione delle colpe a qualsiasi livello siano. Al libero cittadino, che su questi fatti ha riflettuto e ha dimostrato di voler comprendere senza pregiudizi, senza discriminazioni di parte, con una onestà intellettuale che è specchio dell'onestà dell'individuo, non deve e non può essere tolta la  possibilità di accusare e di continuare ad accusare i colpevoli di un simile fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non importa che questi siano stati assolti dalla giustizia per mancanza di prove, per vizio di forma o per cavilli burocratici, perché la prova più grande, la prova definitiva e schiacciante della loro colpevolezza rimane indelebile nella storia della nostra Repubblica.&lt;br /&gt;E quasi sembra ancora di &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=TklpVzeFhgo&amp;amp;feature=related"&gt;sentire cantare da Fabrizio&lt;/a&gt; quel verso che oggi pare così attuale e che deve suonare come un monito per tutti quanti inutilmente credano che la questione di &lt;span class="il"&gt;Piazza&lt;/span&gt; &lt;span class="il"&gt;Fontana&lt;/span&gt; sia un capitolo chiuso legato al passato: "Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;M.S.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-8175492245176192821?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/8175492245176192821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=8175492245176192821' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/8175492245176192821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/8175492245176192821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2010/01/piazza-fontana-una-riflessione.html' title='Piazza Fontana, una riflessione'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S1Rp0Q3mqmI/AAAAAAAAATM/1Qor7gBc134/s72-c/piazza_fontana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-4840967424461990913</id><published>2009-10-15T16:56:00.003+01:00</published><updated>2009-10-15T17:34:23.841+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><title type='text'>L'informazione e la buona televisione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra i temi caldi di questo autunno che, climaticamente, si presenta più freddo del solito, troviamo sicuramente in primo piano l'informazione con tutti i suoi annessi e connessi. Tralasciando per un secondo la questione sullla libertà d'informazione, chiaramente importantissima, vediamo un'altra tematica spesso toccata da opinionisti e intellettuali o pseudo tali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentiamo ripeterci continuamente da ogni parte che la qualità della nostra televisione è pessima e difendere i nostri canali è cosa alquanto difficile. Però... però la qualità della televisione dipende purtroppo anche dalla qualità dei suoi ascoltatori e questo è altrettanto difficile da negare quanto l'affermazione precedente. Eppure in questo grigio panorama di talkshow e reality da quattro soldi dei casi di buona televisione esistono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo ad esempio la situazione di &lt;a href="http://www.rai.tv/"&gt;Mamma Rai&lt;/a&gt; - il discorso sulla qualità della programmazione &lt;a href="http://www.mediaset.it/"&gt;Mediaset&lt;/a&gt; è molto più complesso... ahimè -.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qualche anno, un po' per scelta etica e sociale, un po' per questioni economiche, ho rinunciato ad avere un televisore. I film si guardano in DVD sul computer e senza pubblicità, meglio di così non si può, ma i programmi di qualità, quelli di approfondimento e di cultura?&lt;br /&gt;Semplice: &lt;a href="http://www.rai.tv/"&gt;c'è il sito della Rai&lt;/a&gt;, un buon esempio di risorsa da sfruttare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/diretta.html"&gt;dirette in streaming&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/cerca_podcast.html"&gt;podcast&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/cerca_programmi.html"&gt;trasmissioni da rivedere&lt;/a&gt; c'è solo l'imbarazzo della scelta, il tutto gratuitamente - basta un semplice abbonamento internet che ormai non può mancare in casa -. Dove sono gli esempi di buona televisione? Beh, anche in questo caso, come nella televisione normale, vanno cercati, ma una volta trovati si possono inserire in una comoda playlist e gustarseli tutti senza interruzioni pubblicitarie. Tutte le puntate di &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-649fab67-cc1b-4f85-acbb-a29ec785b786.html?p=0"&gt;Report&lt;/a&gt;, di &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-03d93a6e-7b31-4102-832f-fbe279715b1b.html?p=0"&gt;In Presa Diretta di Riccardo Iacona&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-daba4c93-bf2a-4339-8af6-bd88389b4320.html?p=0"&gt;Passepartout di Philippe Daverio&lt;/a&gt; e tanti tanti altri programmi che rappresentano i buoni esempi di una televisione utile e non solo di intrattenimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, sempre sul sito Rai, è possibile ascoltare o scaricare come podcast i programmi delle emittenti radio di proprietà statale... e all'elenco allora vanno aggiunti ottime trasmissioni come &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-44eabcff-e658-4b41-b3e8-764c9c3a7fb1.html?p=0"&gt;La storia in Giallo&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7730fb8f-c6f0-402e-adca-ad7c7bd017b5.html?p=0"&gt;Rosso Scarlatto&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-de75c8e9-d1c1-4ff2-8a0d-aa3c8c232ca9.html?p=0"&gt;Il Terzo Anello -  Ad Alta Voce&lt;/a&gt;, etc. etc. e ci si può anche abbonare al servizio podcast e con Itunes scaricare le nuove puntate disponibili, sempre di ottima qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un discorso simile vale per l'emittente televisiva &lt;a href="http://www.la7.it/"&gt;La7&lt;/a&gt;. Purtroppo niente streaming, ma buoni contenuti da scaricare e a cui abbonarsi con servizio podcast.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E &lt;a href="http://www.mediaset.it/"&gt;Mediaset&lt;/a&gt;? Beh... guardate il sito e giudicate voi stessi...&lt;br /&gt;Per tutto il resto: buona visione!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-4840967424461990913?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/4840967424461990913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=4840967424461990913' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4840967424461990913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4840967424461990913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2009/10/linformazione-e-la-buona-televisione.html' title='L&apos;informazione e la buona televisione'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-8127861809117753311</id><published>2009-04-24T00:19:00.003+01:00</published><updated>2009-04-24T00:29:15.464+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura Fantastica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Michael Ende'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Lo Specchio nello Specchio - Michael Ende - Secondo Racconto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SfD5TChi5aI/AAAAAAAAASo/y1uIU0i0E3k/s1600-h/Un+angelo+e+l%27uomo+con+le+ali.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SfD5TChi5aI/AAAAAAAAASo/y1uIU0i0E3k/s320/Un+angelo+e+l%27uomo+con+le+ali.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328032464669697442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Un angelo e l'uomo con le ali - Edgar Ende&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come promesso, cercando di colmare qualche lacuna del mercato editoriale italiano, ecco il secondo racconto della raccolta "Lo Specchio nello Specchio" di Michael Ende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona Lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOTTO L’ESPERTA GUIDA DEL PADRE E MAESTRO…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOTTO l'esperta guida del padre e maestro, il figlio aveva desiderato ardentemente di possedere le ali. Per molti anni, in lunghe ore di lavoro nei suoi sogni, era andato fabbricandosele, penna dopo penna, muscolo dopo muscolo, ossicino dopo ossicino, finché esse avevano pian piano assunto forma. Le aveva fatte crescere nella giusta posizione dalle scapole (era particolarmente difficile percepire con esattezza la propria schiena in sogno), e a poco a poco aveva imparato a muoverle nella maniera adeguata. Aveva messo a dura prova la propria pazienza continuando a esercitarsi finché, dopo innumerevoli tentativi falliti, era riuscito per la prima volta a sollevarsi per un breve istante da terra. Ma poi aveva acquistato fiducia nella propria opera, grazie all'incrollabile benevolenza e severità con cui il padre lo guidava. Col passare del tempo si era talmente abituato&lt;br /&gt;alle ali che le considerava in tutto e per tutto una parte del suo corpo, al punto da avvertire in esse sensazioni di dolore o di benessere. Infine aveva cancellato dalla memoria gli anni trascorsi senza possederle. Le aveva avute fin dalla nascita, al pari degli occhi o delle mani. Era pronto.&lt;br /&gt;Non era affatto proibito lasciare la città-labirinto. Al contrario, chi vi riusciva veniva considerato un eroe, un uomo di grande talento, e della sua leggenda si continuava a parlare a lungo. Ma ciò era consentito solo alle persone felici. Le leggi cui sottostavano gli abitanti del labirinto erano paradossali, ma immutabili. Una delle più importanti diceva:  Soltanto chi lascia il labirinto può essere felice, ma soltanto chi è felice può uscirne.&lt;br /&gt;Però le persone felici erano rare nei millenni.&lt;br /&gt;Chi era disposto a tentare doveva prima sottoporsi a un esame. Se non riusciva a superarlo, la punizione non cadeva su di lui, ma sul suo maestro, ed essa era dura e crudele.&lt;br /&gt;Il viso del padre si era fatto estremamente serio, allorché gli aveva detto: « Ali di questo tipo portano soltanto chi è leggero. Ma è solo la felicità a rendere leggeri ». Poi aveva fissato a lungo il figlio con sguardo indagatore e infine gli aveva chiesto: « Sei felice? »&lt;br /&gt;Oh, se si trattava di quello non c'era alcun pericolo. Era tanto felice che pensava di potersi librare in aria anche senza ali, dal momento che amava. Amava con tutto l'ardore del suo giovane cuore, amava senza riserve e senza ombra di dubbio. E sapeva che il suo amore era corrisposto altrettanto incondizionatamente. Sapeva che la sua amata lo stava aspettando e che al termine del giorno, dopo aver superato l'esame, sarebbe andato da lei nella sua stanza celeste. Allora, leggera come un raggio di luna, si sarebbe adagiata fra le sue braccia e, uniti in quell'interminabile amplesso, si sarebbero librati sopra la città lasciandosene alle spalle le mura come un giocattolo per il quale erano diventati ormai troppo grandi; avrebbero volato sopra altre città, sopra foreste e deserti, mari e montagne, avanti, sempre più avanti, fino ai confini del mondo.&lt;br /&gt;Sul corpo nudo egli non portava altro che una rete da pesca che lo seguiva, come un lungo strascico, per le strade e i vicoli, i corridoi e le stanze, secondo il cerimoniale prescritto per quell'ultimo, decisivo esame. Era certo di riuscire ad assolvere il compito che gli era stato assegnato, sebbene non lo conoscesse. Sapeva solo che esso si confaceva sempre alla natura dell'esaminando. Perciò non era mai uguale a quello di un altro. Si poteva dire che il compito consisteva proprio in questo, nell'indovinare, in base a un'effettiva conoscenza di sé, in che cosa consistesse. L'unica rigida norma alla quale doveva attenersi era quella di non entrare, per nessun motivo, per la durata dell'esame, cioè fino al tramonto, nella stanza celeste della sua amata.&lt;br /&gt;Altrimenti sarebbe stato subito escluso da tutto il resto.&lt;br /&gt;Sorrise, ripensando all'espressione grave, quasi furente, con cui il suo adorato, benevolo padre gli aveva comunicato il divieto. Non provava in sé la benché minima tentazione di trasgredirlo. A questo riguardo non c'era alcun pericolo, poteva stare tranquillo. In fondo non era mai riuscito a capire bene tutte quelle storie in cui qualcuno, proprio a causa di un tale divieto, si era sentito irresistibilmente spinto a violarlo. Camminando per le strade e gli edifici ingannevoli della città-&lt;br /&gt;labirinto, era già passato più volte davanti al fabbricato a forma di torre al cui ultimo piano, quasi sotto il tetto, abitava la sua amata, e due volte persino davanti alla sua porta, al numero 401. E aveva proseguito, senza neppure fermarsi. Ma il vero esame non poteva consistere in questo. Sarebbe stato troppo, troppo semplice.&lt;br /&gt;Ovunque gli capitasse di andare, si imbatteva in infelici che lo seguivano con occhi pieni di ammirazione, di rimpianto o anche d'invidia. Molti li conosceva già, sebbene gli incontri fra le persone non potessero mai essere provocati intenzionalmente. Nella città-labirinto la posizione e la disposizione delle case mutavano di continuo, cosicché era impossibile darsi appuntamenti. Ogni incontro era casuale o voluto dal destino, a seconda di come lo si volesse intendere.&lt;br /&gt;D'un tratto il figlio avvertì che qualcosa tratteneva la rete dietro di lui e si voltò. Seduto sotto l'arco di un portone, vide un mendicante con una gamba sola, che aveva infilato una delle stampelle nelle maglie della rete.&lt;br /&gt;« Che fai? » gli chiese.&lt;br /&gt;« Abbi pietà! » rispose il mendicante con voce roca. « Per tè non sarà un gran peso, mentre a me darà molto sollievo. Tu sei un uomo felice e potrai sfuggire al labirinto. Ma io resterò qui per sempre, perché non sarò mai felice. Perciò ti prego, porta via con te almeno un po' della mia infelicità. Così prenderò anch'io un minimo di parte alla tua salvezza. Sarebbe una consolazione per me. »&lt;br /&gt;Raramente le persone felici sono dure d'animo: propendono alla compassione e desiderano far partecipi anche gli altri della propria ricchezza.&lt;br /&gt;« Bene », disse il figlio, « sono contento di poterti rendere un favore per così poco. »&lt;br /&gt;Già al successivo angolo di strada incontrò una donna dal volto emaciato, vestita di stracci, assieme a tre bambini mezzo morti di fame.&lt;br /&gt;« Non vorrai certo negarci quanto hai concesso a quello là », gli disse, piena d'odio.&lt;br /&gt;E attaccò alla rete una piccola croce da sepolcro.&lt;br /&gt;Da quel momento la rete si fece più pesante, sempre più pesante. Di infelici ce n'erano in gran quantità nella città-labirinto e ognuno di loro, imbattendosi nel figlio, attaccava qualcosa alla rete, una scarpa o un gioiello prezioso, un secchio di latta o un sacco colmo di denaro, un capo di vestiario o una stufetta di ferro, una ghirlanda di rose o un animale morto, un utensile o addirittura, in ultimo, il battente di una porta.&lt;br /&gt;Si avvicinava la sera e con essa la fine dell'esame. Il figlio, piegato in avanti, procedeva a fatica, passo dopo passo, quasi dovesse lottare contro una bufera violenta e silenziosa. Il suo viso grondava sudore ma egli era ancora pieno di speranza, perché credeva di aver capito in che cosa consisteva il suo compito e, nonostante tutto, si sentiva abbastanza forte per portarlo a termine.&lt;br /&gt;Poi venne il crepuscolo e ancora nessuno era comparso per dirgli che quanto aveva fatto bastava. Senza sapere come, era arrivato, con l'infinito carico che si trascinava dietro, alla terrazza sul tetto dell'edificio a torre in cui si trovava la stanza celeste della sua amata. Non aveva mai notato che da lì si scorgeva in basso una spiaggia, ma forse fino a quel momento non era mai stata in quel luogo. Il figlio divenne profondamente inquieto nel rendersi conto che il sole si stava già immergendo dietro l'orizzonte caliginoso.&lt;br /&gt;Sulla spiaggia c'erano quattro persone che, come lui, avevano le ali, e, sebbene non potesse vedere colui che parlava, udì chiaramente che venivamo dichiarate libere. Gridò verso il basso chiedendo se lo avessero dimenticato ma nessuno gli prestò attenzione. Con mani tremanti armeggiò attorno alla rete, ma non riuscì a togliersela di dosso. Gridò ancora a lungo, chiamando ora il padre perché venisse ad aiutarlo, mentre si sporgeva il più possibile dal parapetto.&lt;br /&gt;All'ultima, morente luce del giorno, vide laggiù la sua amata completamente avvolta in veli neri venire condotta fuori della porta. Apparve quindi, tirata da due morelli, una carrozza nera il cui tetto era costituito da un unico grande ritratto, il viso colmo di dolore e di disperazione del padre. L'amata salì nella carrozza e il veicolo si  allontanò fino  a  sparire  nell'oscurità.&lt;br /&gt;In quel momento il figlio comprese che il suo compito era stato quello di disubbidire e che non aveva superato l'esame. Sentì le sue ali create in sogno avvizzirsi e cadere a terra come foglie d'autunno, e capì che non avrebbe più potuto volare ne essere felice e che per il resto della sua vita sarebbe rimasto nel labirinto. Perché adesso vi apparteneva.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-8127861809117753311?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/8127861809117753311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=8127861809117753311' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/8127861809117753311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/8127861809117753311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2009/04/lo-specchio-nello-specchio-michael-ende.html' title='Lo Specchio nello Specchio - Michael Ende - Secondo Racconto'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SfD5TChi5aI/AAAAAAAAASo/y1uIU0i0E3k/s72-c/Un+angelo+e+l%27uomo+con+le+ali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-3274752756003618757</id><published>2009-04-17T15:28:00.002+01:00</published><updated>2009-04-17T15:44:47.424+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Progetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggio in Italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Venezia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Deliri Primaverili'/><title type='text'>ItalyGuides: il viaggiar m'è dolce con questo mp3</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SeiVu_Av_GI/AAAAAAAAASg/R12p6d0wiRw/s1600-h/italyguides.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 178px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SeiVu_Av_GI/AAAAAAAAASg/R12p6d0wiRw/s320/italyguides.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325671193786711138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con l'arrivo della bella stagione è naturale un certo risveglio della voglia di mettersi in viaggio, di abbandonare quei corpi infreddoliti ed intorpiditi - specie in questa umida città del nord Italia -. Ecco che allora un sito ci viene in grande aiuto: &lt;a href="http://www.italyguides.it/"&gt;www.italyguides.it&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.italyguides.it/it/audio_guide_mp3/ipodguides.html"&gt;audioguide&lt;/a&gt; in italiano e in inglese per conoscere le nostre città più belle. Le guide si possono scaricare sia in formato per Ipod che in un classico mp3. Il sito realizzato in collaborazione con &lt;a href="http://www.mercedes-benz.it/"&gt;Mercedes-Benz&lt;/a&gt; offre anche una crescente lista di &lt;a href="http://www.italyguides.it/it/filmati_alta_definizione/video_HD_apple_tv.html"&gt;filmati in HD&lt;/a&gt; delle città d'arte e di grande valore turistico. E allora, cosa state aspettando ancora: &lt;a href="http://www.italyguides.it/it/audio_guide_mp3/ipodguides.html"&gt;caricate le guide sul vostro lettore mp3&lt;/a&gt; e andate a testarle direttamente nel luogo interessato!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-3274752756003618757?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/3274752756003618757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=3274752756003618757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3274752756003618757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3274752756003618757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2009/04/italyguides-il-viaggiar-me-dolce-con.html' title='ItalyGuides: il viaggiar m&apos;è dolce con questo mp3'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SeiVu_Av_GI/AAAAAAAAASg/R12p6d0wiRw/s72-c/italyguides.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-2400090405578236818</id><published>2009-04-16T15:54:00.003+01:00</published><updated>2009-04-17T15:45:14.122+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Progetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Dogon Challenge 2009</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SedKl9yQlqI/AAAAAAAAASY/wweojNUq6WA/s1600-h/dogon_challenge.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 178px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SedKl9yQlqI/AAAAAAAAASY/wweojNUq6WA/s320/dogon_challenge.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325307100489881250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Signori e Signore ci siamo, dopo lunghi mesi di lavorazione e ostacoli vari, finalmente parte con il vento in poppa il progetto più divertente dell'anno: &lt;a href="http://www.dogonchallenge.com/"&gt;Dogon Challenge 2009&lt;/a&gt;, quindici giorni per arrivare a &lt;a href="http://www.dogonchallenge.com/scegli_il_tuo_percorso"&gt;Bamako in Mali partendo da Milano, Italia&lt;/a&gt;. Una corsa, un rally, una sfida ma sopratutto una gara di beneficienza che quest'anno ha come obiettivo la costruzione di una scuola a Bamako. &lt;a href="http://www.bitvark.it/"&gt;Bitvark&lt;/a&gt; augura ai ragazzi dell'organizzazione un grande in bocca al lupo e spera di passare con loro uno splendido capodanno in Africa!&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni potete visitare il sito &lt;a href="http://www.dogonchallenge.com/home"&gt;www.dogonchallenge.com&lt;/a&gt; e magari prendere in considerazione l'idea di iscrivervi al rally più pazzo, sconsiderato e utile che abbiate mai visto!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-2400090405578236818?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/2400090405578236818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=2400090405578236818' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2400090405578236818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2400090405578236818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2009/04/dogon-challenge-2009.html' title='Dogon Challenge 2009'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SedKl9yQlqI/AAAAAAAAASY/wweojNUq6WA/s72-c/dogon_challenge.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-8489549941343009474</id><published>2009-02-25T14:39:00.003Z</published><updated>2009-02-25T14:59:39.299Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Deliri Primaverili'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Dante, la Divina Commedia e la Electronics Arts</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="295"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sq1fuakwpuk&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/sq1fuakwpuk&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì... l'accostamento sembra un po' strano... ed in effetti di stranezze da chiarire ce ne sarebbero parecchie, almeno a giudicare dal trailer qui sopra... Così ad occhio e croce la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Divina_commedia"&gt;Divina Commedia&lt;/a&gt; non sembra essere più di un piccolo pretesto per sviluppare un bel gioco - un capolavoro, quasi sicuramente - che possa combattere con &lt;a href="http://www.blizzard.com/diablo3/"&gt;Diablo III&lt;/a&gt; e che ricorda alcune schermate di &lt;a href="http://nwn.bioware.com/index.html"&gt;Neverwinter Nights&lt;/a&gt;... ma la domanda esistenziale è: c'era proprio bisogno di scomodare il povero &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dante"&gt;Dante&lt;/a&gt;? Chissà cosa ne penserebbe il sommo poeta...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-8489549941343009474?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/8489549941343009474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=8489549941343009474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/8489549941343009474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/8489549941343009474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2009/02/dante-la-divina-commedia-e-la.html' title='Dante, la Divina Commedia e la Electronics Arts'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-4430242381419207744</id><published>2009-02-23T12:20:00.004Z</published><updated>2009-02-23T12:37:23.453Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Progetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CSS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Lo Scarabeo Verde</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SaKYHZSZ6yI/AAAAAAAAAR4/91pxHHLAkAc/s1600-h/scarabeoverde.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 181px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SaKYHZSZ6yI/AAAAAAAAAR4/91pxHHLAkAc/s320/scarabeoverde.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305970563810454306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dalla partnership tra Giovanni Veronelli e &lt;a href="http://www.bitvark.it"&gt;Bitvark&lt;/a&gt; vede la luce il sito &lt;a href="http://www.scarabeoverde.com"&gt;www.scarabeoverde.com&lt;/a&gt; dell'omonimo &lt;a href="http://www.scarabeoverde.com/chi_siamo"&gt;Team Scarabeo Verde&lt;/a&gt;, tester di una importante manifestazione che sarà ufficialmente presentata nelle prossime settimane! Sul sito troverete il diario di questo magico viaggio fra le terre africane, in una zona forse tra le più affascinanti al mondo: dall'Oceano al deserto fino alla savana! Per sognare, ma anche per cominciare a prepararsi!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-4430242381419207744?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/4430242381419207744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=4430242381419207744' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4430242381419207744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4430242381419207744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2009/02/lo-scarabeo-verde.html' title='Lo Scarabeo Verde'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SaKYHZSZ6yI/AAAAAAAAAR4/91pxHHLAkAc/s72-c/scarabeoverde.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-2247795196301888899</id><published>2009-02-18T20:04:00.003Z</published><updated>2009-02-18T20:21:37.960Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Accessibilità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>A spasso con la letteratura...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.liberliber.it/"&gt;Liberliber&lt;/a&gt;, dopo i primi ottimi risultati del progetto &lt;a href="http://www.liberliber.it/progetti/libroparlato/index.htm"&gt;Libroparlato&lt;/a&gt;, converte in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MPEG-4"&gt;Mpeg4&lt;/a&gt; il formato di alcuni audiolibri rendendo così comodamente trasportabili i testi. Scaricate l'audiolibro desiderato fra i presenti - &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Jane Eyre&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/b/bronte/index.htm"&gt;C. Brontë&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Pinocchio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/c/collodi/index.htm"&gt;C. Collodi&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Galateo, overo De' costumi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/d/della_casa/index.htm"&gt;G. Della Casa&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cantico di Natale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;David Copperfield&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/d/dickens/index.htm"&gt;C. Dickens&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Alice nel paese delle meraviglie&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/d/dodgson/index.htm"&gt;C. L. Dodgson&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Carta bollata : racconto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/f/farina/index.htm"&gt;S. Farina&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;La contessa di Karolystria : storia tragicomica&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/g/ghislanzoni/index.htm"&gt;A. Ghislanzoni&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Tao Te Ching&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/l/lao_tzu/index.htm"&gt;Lao Tzu&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;I promessi sposi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/m/manzoni/index.htm"&gt;A. Manzoni&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Novelle toscane&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/p/paolieri/index.htm"&gt;F. Paolieri&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le novelle marinaresche di mastro Catrame&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/s/salgari/index.htm"&gt;E. Salgari&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sogno di una notte di mezza estate&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/s/shakespeare/index.htm"&gt;W. Shakespeare&lt;/a&gt;; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Anna Karenina&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di &lt;a href="http://www.liberliber.it/audioteca/t/tolstoj/index.htm"&gt;L. N. Tolstoj&lt;/a&gt; -, copiatelo nel vostro iPod e godetevelo ovunque voi siate.&lt;br /&gt;Sia ben chiaro che per le persone visivamente normodotate questo sistema non deve sostituire la lettura di un buon libro, ma in alcuni casi può essere molto comodo non avere il libro in mano ed ascoltare la lettura... volete un esempio? Provate voi a leggere un libro in &lt;a href="http://www.atm-mi.it/atm/"&gt;metropolitana a Milano&lt;/a&gt; alle 8 del mattino... desidererete presto avere con voi un bell'audiolibro!&lt;br /&gt;Buona lettura!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-2247795196301888899?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/2247795196301888899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=2247795196301888899' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2247795196301888899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2247795196301888899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2009/02/spasso-con-la-letteratura.html' title='A spasso con la letteratura...'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-5368702188302973746</id><published>2009-02-16T15:24:00.004Z</published><updated>2009-02-16T15:42:53.638Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><title type='text'>Dal Prado alle profondità degli Oceani... stando sul divano di casa</title><content type='html'>&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1E5Eo227K0w&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1E5Eo227K0w&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco cosa ci ha preparato &lt;a href="http://www.google.com"&gt;Google&lt;/a&gt; per questi primi mesi del 2009!&lt;br /&gt;I maestri della grande &lt;a href="http://www.google.com"&gt;G&lt;/a&gt; sanno bene che in questo momento dell'anno molti di noi sono rinchiusi nei loro uffici o nelle loro case, chi lavorando, chi studiando, quasi tutti impossibilitati a viaggiare ed allora... ecco che &lt;a href="http://www.google.com"&gt;Google&lt;/a&gt; ci risolve la vita: visitare il &lt;a href="http://www.museodelprado.es/"&gt;Museo del Prado&lt;/a&gt; comodamente dal salotto di casa e vedere i quadri più significativi dell'inestimabile collezione è possibile senza dover muovere un solo passo - basta un mouse e una connessione internet -. Ma non solo, le opere più importanti sono state riprodotte a diversi milioni di megapixel, il che permette di poterli osservare nei più piccoli dettagli come nemeno durante la più accurata delle visite dal vivo. Avete mai osservato le screpolature dei colori nel &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_giardino_delle_delizie_%28Bosch%29"&gt;Giardino delle Delizie&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hieronymus_Bosch"&gt;Bosch&lt;/a&gt;? Beh, ora lo potrete fare!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma le novità non sono finite. Se non siete appassionati d'arte ma preferite le lontane gite fuori porta e magari amate le immersioni... la nuova versione di &lt;a href="http://earth.google.it/"&gt;Google Earth&lt;/a&gt; vi permetterà di inabissarvi nelle più lontane profondità marine, accompagnati da immagini e video dei più grandi esploratori marini... basterà citarne uno per rendere l'idea: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jacques-Yves_Cousteau"&gt;Jacques-Yves Cousteau&lt;/a&gt;, forse il più grande dei grandi!&lt;br /&gt;Qui sotto un altro video tratto da &lt;a href="http://www.youtube.com/"&gt;Youtube&lt;/a&gt; che spiega la funzione di esplorazione dei fondali marini e tutte le novità della &lt;a href="http://earth.google.it/intl/it/download-earth.html"&gt;versione 5&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="295" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/H9obSjSxC98&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/H9obSjSxC98&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="295" width="480"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buoni viaggi... con la fantasia...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-5368702188302973746?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/5368702188302973746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=5368702188302973746' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5368702188302973746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5368702188302973746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2009/02/dal-prado-alle-profondita-degli-oceani.html' title='Dal Prado alle profondità degli Oceani... stando sul divano di casa'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-7307399002900686695</id><published>2009-02-10T17:36:00.004Z</published><updated>2009-02-10T17:48:18.121Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Progetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Drupal'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CSS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Alky, Zorba e i problemi di digestione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SZG9bQqaxHI/AAAAAAAAARw/kw-MUQdcivQ/s1600-h/alky.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SZG9bQqaxHI/AAAAAAAAARw/kw-MUQdcivQ/s320/alky.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301226512418784370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa c'entra un buffo omino che continua insistentemente ad affermare di avere problemi di digestione con un simpatico extra-terrestre che non spiccica una parola di senso compiuto? Apparentemente niente, non fosse altro che qui si parla di stili di vita, moda, design ed illustrazione. Dal magnifico incontro tra Sergio e &lt;a href="http://www.bitvark.it"&gt;Bitvark&lt;/a&gt; nasce un nuovo sito, unico nel suo genere: &lt;a href="http://www.iwantmyalky.com"&gt;www.iwantmyalky.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A cosa serve? Bella domanda! Diciamo che se avete una parete troppo bianca e avvertite il bisogno terrificante di riempirla con un quadro, magari dipinto direttamente sul muro alla faccia del vostro proprietario di casa... beh, allora avrete bisogno di Alky! E mentre attendete la realizzazione del capolavoro potreste dare un'occhiata al resto della produzione di questo grande artista: magliette, stivali, caschi, mutandine e persino guanti per lavare i piatti... Alky non ha limiti!&lt;br /&gt;Godetevi il sito e riflettete sulle cose che anche voi non riuscite a digerire!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-7307399002900686695?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/7307399002900686695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=7307399002900686695' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7307399002900686695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7307399002900686695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2009/02/alky-zorba-e-i-problemi-di-digestione.html' title='Alky, Zorba e i problemi di digestione'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SZG9bQqaxHI/AAAAAAAAARw/kw-MUQdcivQ/s72-c/alky.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-5276027429244502635</id><published>2009-01-16T01:37:00.002Z</published><updated>2009-01-16T01:41:31.583Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Progetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Buoni propositi per l'anno nuovo</title><content type='html'>"Forse le figure aiutano a combattere l'ipocrisia delle persone... chi può essere ancora ipocrita davanti ad un quadro di Bosch?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-5276027429244502635?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/5276027429244502635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=5276027429244502635' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5276027429244502635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5276027429244502635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2009/01/buoni-propositi-per-lanno-nuovo.html' title='Buoni propositi per l&apos;anno nuovo'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-1296383509900280949</id><published>2008-11-14T13:42:00.002Z</published><updated>2008-11-14T14:12:02.646Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città in 3D'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Roma antica rinasce</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZrgJWpd4OFs&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ZrgJWpd4OFs&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x3a3a3a&amp;amp;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quei geniacci di &lt;a href="http://www.google.com"&gt;Google&lt;/a&gt; ne mettono a segno un'altra delle loro, grazie alla collaborazione con la &lt;a href="http://www.virginia.edu/"&gt;University of Virginia&lt;/a&gt; e alla stupefacente efficienza del loro &lt;a href="http://earth.google.it/rome/index.html"&gt;Google Earth&lt;/a&gt;, ricostruiscono e rendono pienamente fruibile dal grande pubblico la città di Roma come si presentava nel 320 d.c.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un viaggio eccezionale fra più di 5000 edifici della città che fu capitale di un mondo - quasi - intero, i luoghi di maggior interesse sono visibili dall'esterno e visitabilli all'interno in un vero e proprio viaggio indietro nel tempo di di 1700 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza di come abbiamo visto qualche post fa per la &lt;a href="http://www.beyondspaceandtime.org/"&gt;Città Proibita in Cina&lt;/a&gt; - forse presentata con migliori accorgimenti grafici -, la vastità dello spazio ricostruito è a dir poco impressionante, potreste passare dei giorni a girovagare fra le viuzze e gli imponenti templi romani. L'accesso alla risorsa è - chiaramente - strettamente legato al possesso di una buona linea veloce e di un buon computer ma, a parte questo basta semplicemente accedere a &lt;a href="http://earth.google.it/rome/index.html"&gt;Google Earth&lt;/a&gt;, spuntare il quadratino di Roma Antica in 3D nella sezione Galleria delle opzioni visibili per poter visualizzare centinaia di icone gialle sulla mappa della moderna città di Roma. A questo punto, cliccando su una di queste icone gialle si avrà la possibilità di caricare vario materiale: un pacchetto primario comprendente i livelli di terreno della vecchia città, essenziale per coprire le immagini satellitari di quella moderna, una primo pacchetto "base" di 500 edifici e un pacchetto "avanzato" di oltre 500 edifici. Google inoltre mette a disposizione una serie di interessanti video su un'appostita pagina di &lt;a href="http://www.youtube.com/romaantica"&gt;Youtube&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta solo unaconsiderazione da fare: perchè l'&lt;a href="http://www.virginia.edu/"&gt;University of Virginia&lt;/a&gt; e non &lt;a href="http://www.uniroma3.it/"&gt;Roma Tre&lt;/a&gt; o &lt;a href="http://web.uniroma2.it/"&gt;Tor Vergata&lt;/a&gt;? Forse la risposta è implicitamente nascosta nella &lt;a href="http://ateneinrivolta.org/content/14-novembre-manifestazione-nazionale-roma"&gt;manifestazione di questa mattina&lt;/a&gt; proprio nella capitale!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-1296383509900280949?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/1296383509900280949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=1296383509900280949' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/1296383509900280949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/1296383509900280949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/11/roma-antica-rinasce.html' title='Roma antica rinasce'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-6384578247439513142</id><published>2008-11-03T17:17:00.004Z</published><updated>2008-11-03T17:45:53.866Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura Fantastica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Michael Ende'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Lo Specchio nello Specchio - Michael Ende</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SQ83ZQBSjsI/AAAAAAAAAPU/0L7pGh1RdPs/s1600-h/Il+toro+e+il+grappolo+d%27uva.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 244px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SQ83ZQBSjsI/AAAAAAAAAPU/0L7pGh1RdPs/s320/Il+toro+e+il+grappolo+d%27uva.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5264487396356034242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Il Toro e il grappolo d'uva - Edgar Ende&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa c'è di meglio, per una lunga serata di pioggia, di un bel libro... criptico quanto basta, onirico quanto serve... niente di meglio di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Ende"&gt;Michael Ende&lt;/a&gt;, scrittore famoso per i suoi libri per bambini e giovani tra cui il più famoso, forse, è "&lt;a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978885021246.html"&gt;La Storia Infinita&lt;/a&gt;". Ma Ende scrisse anche una serie di racconti che, a dir la verità, proprio proprio per bambini non erano. Una serie di racconti, raccolti nel volume dal titolo "&lt;a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887819085.html"&gt;Lo specchio nello specchio&lt;/a&gt;", costruiti intorno ad uno schema che, come si può intuire già dal titolo, è un continuo intrecciarsi di storie e personaggi che ritornano, si mischiano e interagiscono - più o meno inconsapevolmente - tra di loro e con il lettore, come se si trattasse di un'immagine riflessa da innumerevoli specchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887819085.html"&gt;Lo Specchio nello specchio&lt;/a&gt;" non viene ristampato da parecchio tempo, le ultime edizioni risalgono al 1989, un vero peccato, perchè, come potrete leggere dal racconto qui sotto - e forse altri ne seguiranno - il valore dell'opera è molto superiore a diverse pubblicazioni simili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella speranza di vederlo ristampato presto in un'adeguata edizione, buona lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.&lt;br /&gt;Presto nuove interessantissime novità sul versante lavorativo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCUSA NON POSSO PARLARE PIU’ FORTE…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SCUSA, non posso parlare più forte.&lt;br /&gt;Non so quando riuscirai a sentirmi, me che ti parlo.&lt;br /&gt;Ma riuscirai mai a sentirmi?&lt;br /&gt;Il mio nome è Hor.&lt;br /&gt;Ti prego, accosta l'orecchio alla mia bocca, per quanto tu possa essere lontano, ancora adesso o sempre. Altrimenti non posso farmi capire da te. E, anche se ti degnerai di esaudire la mia preghiera, resteranno tanti silenzi che dovrai  riempire da  solo. Ho bisogno della tua voce, quando la mia viene meno.&lt;br /&gt;Questa debolezza è dovuta forse al modo in cui Hor vive. Per quanto possa ricordare, egli ha sempre vissuto in un edificio gigantesco, completamente vuoto, in cui ogni parola pronunciata ad alta voce provoca un'eco destinata a non spegnersi.&lt;br /&gt;Per quanto possa ricordare. Che cosa significa?&lt;br /&gt;Nei suoi giri quotidiani attraverso le sale e i corridoi, Hor s'imbatte a volte nell'eco errabonda di un qualche grido che lui stesso ha un tempo sbadatamente lanciato. Siffatto incontro col proprio passato gli procura gran pena, tanto più che la parola allora sfuggitagli ha perso nel frattempo forma e sostanza fino a diventare irriconoscibile. A quello stupido balbettio, adesso Hor non ha più intenzione di esporsi.&lt;br /&gt;Si è abituato a usare la voce - quando la usa – solo al di sotto di quel limite oscillante oltre il quale essa produce un'eco. Tale limite supera di poco il silenzio assoluto, dal momento che la casa ha un udito crudelmente fine.&lt;br /&gt;Lo so che pretendo molto, ma dovrai addirittura trattenere il respiro se vorrai udire le parole di Hor.&lt;br /&gt;Gli organi della lingua gli si sono atrofizzati per il troppo tacere... si sono modificati.&lt;br /&gt;Hor non potrà parlarti con chiarezza maggiore di quella che hanno le voci che odi poco prima di addormentarti. E tu dovrai mantenerti in equilibrio sul filo sottile che separa il sonno dalla veglia, oppure galleggiare come coloro per i quali il sotto e il sopra sono la stessa cosa.&lt;br /&gt;Il mio nome è Hor.&lt;br /&gt;Meglio sarebbe dire: io mi chiamo Hor. Perché chi, a parte me, mi chiama per nome?&lt;br /&gt;Ho già spiegato che la casa è vuota? Voglio dire, completamente vuota. Per dormire Hor si raggomitola in un angolo o si sdraia per terra là dove già si trova, anche al centro di una sala, nel caso che le pareti siano troppo distanti.&lt;br /&gt;Hor non ha problemi di alimentazione. La sostanza che compone le pareti e le colonne è commestibile... almeno per lui. È una materia giallastra, un po' trasparente, la cui ingestione placa subito fame e sete. Peraltro, a questo riguardo, le esigenze di Hor sono davvero minime.&lt;br /&gt;Egli non si cura dello scorrere del tempo. Non ha modo di misurarlo se non attraverso il battito del proprio cuore, che però è mutevole. Non conosce il giorno e la notte, lo circonda una perpetua luce crepuscolare.&lt;br /&gt;Quando non dorme, gira di qua e di là, senza meta. Lo fa semplicemente per un impulso, un bisogno la cui soddisfazione gli procura piacere. Solo di rado gli accade di entrare in una stanza che crede di riconoscere, che gli sembra familiare, come se un tempo vi fosse già stato. D'altro canto, spesso, sicuri indizi gli fanno capire di passare da un posto in cui è già stato una volta: lo spigolo mangiucchiato di una parete, per esempio, o un mucchietto di escrementi secchi. La stanza gli è comunque estranea al pari delle altre. Forse in sua assenza le stanze cambiano, crescono, si allargano o si restringono. Forse è proprio il suo passaggio a provocare tali mutamenti, però non ama questo pensiero.&lt;br /&gt;Che, a parte Hor, qualcun altro abiti in questa casa lo escludo. Certo, vista l'incredibile ampiezza dell'edificio, non è dato provarlo. È tanto poco probabile quanto impossibile.&lt;br /&gt;Molte stanze hanno delle finestre, ma a loro volta queste danno soltanto su altri locali, in genere più vasti. Sebbene l'esperienza finora non gli abbia insegnato altro, di quando in quando Hor si trova a immaginare di giungere un giorno a un'ultima, estrema parete, le cui finestre offrano la vista di qualcosa di completamente diverso. Hor non sa dire di che cosa potrebbe trattarsi, ma talora si&lt;br /&gt;lascia andare a lunghe meditazioni sull'argomento. Sarebbe falso affermare che egli addirittura brami una tale vista: è soltanto una specie di gioco, l'invenzione fine a se stessa delle più svariate&lt;br /&gt;possibilità. Nei suoi sogni, comunque, ha goduto a volte di tali vedute, senza però averne conservato, al risveglio, qualcosa da poter comunicare. Sa solo che si è trattato appunto di questo e che quasi sempre si è destato col viso inondato di lacrime. Ma Hor attribuisce poca importanza alla cosa, la ricorda soltanto per la sua singolarità...&lt;br /&gt;Mi sono espresso male. Hor non sogna e non ha neppure ricordi propri. E tuttavia la sua intera esistenza è piena dei terrori e delle estasi legati a esperienze che assalgono la sua anima a mo' d'improvvisi ricordi.&lt;br /&gt;Certo non sempre. Talvolta, per lungo tempo, la sua anima resta quieta come un immobile specchio d'acqua, mentre in altri momenti queste esperienze lo aggrediscono da ogni lato, angustiandolo, abbattendosi su di lui come lampi, ed egli fugge per i corridoi deserti, barcolla finché, stremato, cade a terra e lì resta, vinto. Perché contro di esse è privo di difese.&lt;br /&gt;A mo' d'improvvisi ricordi. Ho detto così?&lt;br /&gt;Mi chiamo Hor.&lt;br /&gt;Ma chi è questo: io - Hor? Sono soltanto una persona? Oppure sono due persone contemporaneamente e possiedo le esperienze della seconda? Sono molte persone&lt;br /&gt;contemporaneamente? E tutte le altre persone che io sono vivono là fuori, oltre quell'ultima, estrema parete? E non sanno nulla delle loro esperienze, nulla dei loro ricordi, dato che essi non trovano dimora presso di loro, là fuori? Ah, ma da Hor restano, vivono con la sua vita, lo assalgono senza pietà. Si uniscono a lui, che se li tira dietro come uno strascico, già ora interminabile, che scivola attraverso le sale e le stanze e sempre più cresce, cresce.&lt;br /&gt;Oppure qualcosa di mio arriva fino a voi là fuori, a quell'uno o a quei molti che siete tutt'uno con me come le api e la loro regina? Mi sentite, membra del mio corpo sparso? Sentite le mie impercettibili parole, ora o fuori del tempo? Per caso cerchi me, oh mio altro io? Cerchi Hor, che sei tu stesso? Cerchi il tuo ricordo che è presso di me? Forse che, come stelle, ci avviciniamo l'uno all'altro attraverso spazi infiniti, passo dopo passo, immagine dopo immagine?&lt;br /&gt;E arriveremo mai a incontrarci, un giorno o fuori del tempo?&lt;br /&gt;E che cosa saremo allora? O non saremo più? Ci annulleremo a vicenda come il sì e il no?&lt;br /&gt;Ma di una cosa puoi essere certo: io avrò serbato tutto con cura.&lt;br /&gt;Il mio nome è Hor.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;I diritti del racconto appartengono alla &lt;a href="http://www.longanesi.it/index.asp"&gt;Casa Editrice Longanesi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-6384578247439513142?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/6384578247439513142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=6384578247439513142' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6384578247439513142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6384578247439513142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/11/lo-specchio-nello-specchio-michael-ende.html' title='Lo Specchio nello Specchio - Michael Ende'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SQ83ZQBSjsI/AAAAAAAAAPU/0L7pGh1RdPs/s72-c/Il+toro+e+il+grappolo+d%27uva.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-6717582413406623091</id><published>2008-10-16T21:40:00.003+01:00</published><updated>2009-02-19T21:39:29.581Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CSS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>On-line il nuovo sito www.alessandrotraldi.com</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SPeqsKkbvHI/AAAAAAAAAPM/9jqVLch3M3U/s1600-h/alessandrotraldi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SPeqsKkbvHI/AAAAAAAAAPM/9jqVLch3M3U/s320/alessandrotraldi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257858765706476658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo un lungo lavoro &lt;a href="http://www.bitvark.it/"&gt;Bitvark&lt;/a&gt; presenta un nuovo sito nel mondo del web: l'&lt;a href="http://www.alessandrotraldi.com/"&gt;Atelier Traldi dell'Architetto Alessandro Traldi&lt;/a&gt; si rifà il look scegliendo un nuovo concept a scorrimento orizzontale senza barra e senza l'ausilio di &lt;a href="http://www.adobe.com/products/flashplayer/"&gt;Flash&lt;/a&gt;. Un &lt;a href="http://www.alessandrotraldi.com/"&gt;sito&lt;/a&gt; che appartiene ad una tipologia poco diffusa con cui soltanto pochi studi si sono confrontati negli ultimi anni. Merita una visita, oltre che per vedere qualcosa di nuovo, anche per i numerosi contenuti che saranno di sicuro gradimento a tutti gli appassionati di architettura: &lt;a href="http://www.alessandrotraldi.com/"&gt;www.alessandrotraldi.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-6717582413406623091?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/6717582413406623091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=6717582413406623091' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6717582413406623091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6717582413406623091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/10/on-line-il-nuovo-sito.html' title='On-line il nuovo sito www.alessandrotraldi.com'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SPeqsKkbvHI/AAAAAAAAAPM/9jqVLch3M3U/s72-c/alessandrotraldi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-677827473093862714</id><published>2008-10-16T13:35:00.005+01:00</published><updated>2008-10-16T14:15:05.434+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Flock 2.0 per chi vive il web e altre novità Open Source</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SPc9gtlUogI/AAAAAAAAAPE/INOycEvGc3Q/s1600-h/flock-icon.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SPc9gtlUogI/AAAAAAAAAPE/INOycEvGc3Q/s320/flock-icon.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257738722179588610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esce la versione &lt;a href="http://flock.com/"&gt;2.0 del browser Flock&lt;/a&gt;, un browser particolare, studiato per chi vive il web in modo veramente 2.0. &lt;a href="http://flock.com/"&gt;Flock&lt;/a&gt; permette di gestire contemporaneamente i più diffusi sistemi di social networking i servizi di media sharing, le più diffuse piattaforme di bloggging e i sistemi di gestione delle e-mail via web in un solo clic.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;L'interfaccia appare complessa, ma dopo qualche minuto si prende facilmente confidenza con le funzioni più utili, le uniche - tra l'altro - differenti dagli altri browser, visto che &lt;a href="http://flock.com/"&gt;Flock&lt;/a&gt; si basa sulla &lt;a href="http://www.mozilla.com/en-US/firefox/"&gt;versione 3 di Firefox&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://flock.com/"&gt;Flock&lt;/a&gt; è consigliato a tutti quelli che devono gestire molti tipi di informazioni nella stessa giornata e che non vogliono impiegarci troppo tempo: una volta configurate le cose che ci servono, le operazioni diventano immediate. Scrivere un post sul proprio blog, uploadare le foto su &lt;a href="http://www.flickr.com/"&gt;Flickr&lt;/a&gt; o su &lt;a href="http://picasa.google.com/"&gt;Picasa&lt;/a&gt;, controllare la posta di &lt;a href="http://www.gmail.com/"&gt;Gmail&lt;/a&gt;, e vedere cosa combinano gli amici su &lt;a href="http://www.facebook.com/"&gt;Facebook&lt;/a&gt; richiederà poi solo qualche istante!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma in questi giorni sono uscite anche altre nuove versioni di eccellenti software open source:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blender.org/"&gt;Blender&lt;/a&gt; passa alla versione &lt;a href="http://www.blender.org/download/get-blender/"&gt;2.48&lt;/a&gt; con &lt;a href="http://www.blender.org/development/release-logs/blender-248/"&gt;numerosi miglioramenti e gustose novità&lt;/a&gt;, non solo, &lt;a href="http://www.openoffice.org/"&gt;OpenOffice&lt;/a&gt; arriva alla versione &lt;a href="http://www.openoffice.org/news/index.html"&gt;3.0&lt;/a&gt;, finalmente diventando nativo per &lt;a href="http://www.apple.com/"&gt;Machintosh&lt;/a&gt; senza più doversi appoggiare ad &lt;a href="http://developer.apple.com/opensource/tools/X11.html"&gt;X-11&lt;/a&gt;!&lt;br /&gt;Anche &lt;a href="http://gimp.org/"&gt;The Gimp&lt;/a&gt; arriva alla sua versione &lt;a href="http://gimp.org/downloads/"&gt;2.6&lt;/a&gt;, anche se finora soltanto per &lt;a href="http://www.microsoft.com/"&gt;Windows&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.linux.org/"&gt;Linux&lt;/a&gt;, con alcune interessanti modifiche...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Rimangono solo in attesa e nuove versioni di &lt;a href="http://www.inkscape.org/"&gt;Inkscape&lt;/a&gt; e di &lt;a href="http://www.makehuman.org/"&gt;Makehuman&lt;/a&gt;, da tanto attese e ricche di novità!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-677827473093862714?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/677827473093862714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=677827473093862714' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/677827473093862714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/677827473093862714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/10/flock-20-per-chi-vive-il-web-e-altre.html' title='Flock 2.0 per chi vive il web e altre novità Open Source'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/SPc9gtlUogI/AAAAAAAAAPE/INOycEvGc3Q/s72-c/flock-icon.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-7204891623836052771</id><published>2008-10-15T13:39:00.005+01:00</published><updated>2010-01-19T13:02:55.590Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giochi Gratis'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città in 3D'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Viaggio nella Città Proibita</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S1WtC5oM7QI/AAAAAAAAATc/1MXvPTY8KFE/s1600-h/la+citt%C3%A0+proibita.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 178px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S1WtC5oM7QI/AAAAAAAAATc/1MXvPTY8KFE/s320/la+citt%C3%A0+proibita.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428435191205784834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Approfitto di un po' di influenza per tornare a togliere le ragnatele ormai numerose su questo blog... ultimamente vista la grande mole di lavoro, un po' trascurato!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ne approfitto anche per segnalare un interessante progetto di &lt;a href="http://www.ibm.com/it/it/"&gt;IBM&lt;/a&gt;: la famosa azienda americana lancia, infatti, una &lt;a href="http://www.beyondspaceandtime.org/FCBSTWeb/web/index.html#"&gt;ricostruzione in 3d della leggendaria "Città Proibita"&lt;/a&gt; cinese. Tramite il &lt;a href="http://www.beyondspaceandtime.org/FCBSTWeb/web/index.html#"&gt;download disponibile sul sito&lt;/a&gt; dell'iniziativa, l'utente ottiene un potente applicativo che gli permette di visitare lo storico complesso di edifici e di approfittare sia di una dettagliata ricostruzione tridimensionale degli ambienti, sia di una serie di servizi esclusivamente ricreati: una gran quantità di tour guidati accompagnano l'avatar dell'utente attraverso visite secondo canali tematici o argomenti specifici, la ricostruzione di alcune scene di vita all'interno dei palazzi permette di rivivere l'atmosfera della Corte Imperiale Cinese di qualche secolo fa. Esistono inoltre alcuni giochi nascosti all'interno del palazzo e la possibilità di fotografare delle schermate e creare delle cartoline del proprio viaggio virtuale in Cina, oltre chiaramente ad interagire con gli altri utenti connessi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, un gran bel progetto, molto ben sviluppato viste le capacità del gigante americano, che forse poteva essere sviluppato in un ambito più diffuso, associato magari al più noto progetto &lt;a href="http://secondlife.com/"&gt;Second Life&lt;/a&gt;, ma che comunque conserva un elevato valore e apre una strada nuova per i software ad alto valore culturale, permettendo nuove strade della diffusione di conoscenza e insegnamenti, anche in un contesto più ludico dello studio!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Speriamo che &lt;a href="http://www.ibm.com/it/"&gt;IBM&lt;/a&gt; non si fermi qui ma i dedichi ad altri sviluppi tridimensionali di luoghi altrettanto interessanti che la &lt;a href="http://www.beyondspaceandtime.org/FCBSTWeb/web/index.html#"&gt;"Città Proibita"&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-7204891623836052771?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/7204891623836052771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=7204891623836052771' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7204891623836052771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7204891623836052771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/10/viaggio-nella-citt-proibita.html' title='Viaggio nella Città Proibita'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_qN6Hx5-MsvI/S1WtC5oM7QI/AAAAAAAAATc/1MXvPTY8KFE/s72-c/la+citt%C3%A0+proibita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-7625475637650616837</id><published>2008-08-06T17:05:00.006+01:00</published><updated>2008-08-06T17:21:25.440+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bram Stoker'/><title type='text'>La Vergine di Norimberga - Bram Stoker - Terza ed Ultima Parte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2099/2194989760_5a57db9436.jpg?v=0"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2099/2194989760_5a57db9436.jpg?v=0" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:10px;"&gt;Iron Maiden by Obyuan2000 / Flickr&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Beh... dall'ultimo post, come vi lascio immaginare, non ha più piovuto, quindi niente tempi morti... ma oggi, oggi è da quando è suonata la sveglia che minaccia pioggia e finalmente...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La terza ed ultima parte del racconto:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Quando ritornammo, trovammo Hutcheson ancora davanti alla Vergine; evidentemente si era dedicato a sue considerazioni filosofiche di cui ci mise a parte con una sorta di preambolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— Credo di aver imparato qualche cosuccia mentre la signora si stava rimettendo. Mi sembra che dall'altra parte della pozzanghera ne abbiamo di cose da imparare! E dire che pensavamo che gli indiani potessero darci dei punti quando volevano rendere la vita difficile a qualcuno. Ma i vostri sbirri davano loro la birra quando volevano. Splinters era riuscito a combinarla bella a quella squaw, ma questa signora gli avrebbe fatto calar le arie di colpo. Gli aculei sono ancora ben appuntiti. Sarebbe una gran bella cosa poter man dare questo giocattolino agli indiani, perché gli facciano fare un giro di propaganda in riserva, che vedano un po', gli amici là, come erano organizzati nel vecchio continente già tanti anni fa. Dite, e se entrassi in quella scatola un minuto tanto per vedere come ci si sta?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— Oh, no, no! — gridò Amelia. — Non vedete quanto è terribile?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— Credo, signora, che non ci sia niente di terribile per una mente speculativa. Mi sono ritrovato nei posti più strani in vita mia. Ho passato un'intera notte nella pancia di un cavallo morto, mentre la prateria tutto attorno andava arrosto, e questo è stato nel Montana. Un'altra volta ho dormito nelle viscere di un bisonte, perché i Comanches erano sul sentiero di guerra e io al mio cuoio cappelluto ci tenevo. Sono poi rimasto due giorni in una galleria in una miniera d'oro, Billy Broncho, nel Nuovo Messico. Ero rimasto intrappolato con altri tre, mentre stavamo scavando. Non mi sono mai lasciato scappare una buona occasione in vita mia. Devo cominciare proprio ora?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ci rendemmo conto che non aveva alcuna intenzione di lasciarsi dissuadere e allora dissi: — Su, vecchio mio, forza con questo esperimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— D'accordo, generale, — fece lui. — Ma forse non sono ancora pronto. Quei gentiluomini, i miei predecessori intendo, non credo ci entrassero tanto volentieri lì dentro penso piuttosto che dovessero legarli come salami per convincerli. Così prima di entrare in quell'arnese voglio essere sistemato a puntino. Sono sicuro che il nostro amico qui una corda da qualche parte la trova e poi può legarmi per bene.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Quest'ultime parole le aveva rivolte, con aria interrogativa; al vecchio guardiano, ma costui, che aveva compreso il  senso del discorso,  anche  se forse non  aveva  potuto gustarne appieno il tono vivace, scosse il capo. Il suo rifiuto era tuttavia solo formale, tutt'altro che perentorio. L'americano gli buttò in mano un soldo d'oro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— Prendi, socio, è per tè — disse. — E non spaventarti per così poco:  non intendiamo mica invitarti ad una impiccagione!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;L'uomo tirò fuori un pezzo di fune sfilacciata e si diede da fare attorno al nostro compagno, stringendo quel tanto che bastava. Quando fu legato dalla cintola in su, Hutcheson disse:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— Un momento, giudice. Credo di pesare troppo perché tu riesca a farmi entrare in quella scatola. Ci salto dentro e poi puoi occuparti delle gambe.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Così dicendo si era inserito nel vano, in cui stava giusto di misura. Amelia seguiva con occhi terrorizzati, ma evidentemente preferiva non intervenire. Il custode completò quindi l'opera legando assieme i piedi dell'americano, che ora era nella assoluta impossibilità di muoversi, ben fissato nella sua volontaria prigione. Sembrava veramente divertito dalla cosa e quel suo abituale sorriso, appena abbozzato, ora gli illuminava il viso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— Questa Eva, — commentò — devono averla fatta con la costola di un nano! Per dio, uno come me non riesce neanche a tirare il fiato qua dentro! Nell'Idaho le bare le facciamo più comode. Su, giudice, via con quella corda, ma piano, perché voglio provare la stessa emozione di quelli che mi hanno preceduto, quando questi aculei si avvicinano agli occhi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— Oh, no! no, no! — gridò Amelia sull'orlo di una crisi isterica. — Ma è terribile! Non posso sopportarlo, davvero! — Ma l'americano non si lasciò convincere. — Dite, colonnello, perché non portate la signora a fare due passi? Non vorrei urtarla per tutto l'oro del mondo, ma già che son qui, e che per arrivarci mi sono dovuto macinare ottomila miglia, non sarebbe un peccato buttare tutto all'aria? Non è cosa di tutti i giorni provare l'emozione di essere inscatolato! Io e il giudice qui sistemeremo la cosa in men che non si dica e poi voi tornerete e ci faremo una bella risata tutti quanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Una volta ancora prevalse la curiosità: Amelia rimase, stringendosi al mio braccio, tremando mentre il custode si lasciava scivolare lentamente fra le dita centimetro per centimetro la corda che tratteneva la porta di ferro. La faccia di Hutcheson era raggiante mentre seguiva con gli occhi il primo movimento degli aculei.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— Accidenti, — disse — credo di non essermi divertito tanto da quando sono partito da New York. Mi ero azzuffato con un marinaio e ci siamo dati botte da orbi. Ma in questo maledetto continente non mi era ancora capitato niente di straordinario. È tutto così monotono, qui. Su, giudice, ma piano, voglio spenderli bene i miei soldi...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Nelle vene del custode doveva circolare un po' dello stesso sangue di coloro che l'avevano preceduto in quella torre spaventosa, perché manovrava l'ordigno con tale lentezza esasperante e deliberata che dopo cinque minuti, durante i quali il bordo esterno della porta non si era mosso di metà pollice, Amelia ben presto cedette. Mi accorsi che le labbra le si facevano esangui e sentii la stretta del braccio allentarsi. Mi guardai attorno per cercare un posto dove stenderla e quando tornai a guardarla vidi che i suoi occhi erano fissi in un punto presso la Vergine. Seguendone la direzione, scorsi la gatta nera che si accovacciava in un angolo. Gli occhi verdi luccicavano sinistri nel buio del locale, accesi dal sangue che ne lordava il mantello e ne invermigliava il muso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— La gatta! — urlai. — Attento alla gatta! —Proprio in quello stesso istante con un balzo fu davanti alla Vergine. Sembrava un demone trionfante. Gli occhi le brillavano con ferocia, il pelo era ritto sul dorso, tanto che sembrava aver raddoppiato di volume e con la coda si sferzava i fianchi, come una tigre posta davanti alla preda. Elias P. Hutcheson doveva trovare la cosa divertente, tanto che gli occhi gli ridevano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;— Restassi secco se la squaw non è sul sentiero di guerra — disse. — Allontanatela se tenta qualche scherzetto con il sottoscritto, perché il capo qui mi ha imballato così bene che, se quella mi salta agli occhi per cavarmeli, non riesco neanche a muovere un dito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;In quel momento Amelia perse completamente conoscenza e dovetti sorreggerla per la vita, perché non cadesse a terra. Mentre mi occupavo di lei, vidi il gatto nero accovacciarsi, pronto per il balzo e feci per lanciarmi a difesa di Hutcheson.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ma nello stesso istante, con un grido infernale, il felino schizzo non come ci aspettavamo contro Hutcheson, bensì in faccia al guardiano. Gli artigli parvero pronti a trafiggere con furia selvaggia, come nelle immagini dei dragoni rampanti nelle stampe cinesi. Dall'occhio del poveretto giù per la guancia vi era un segno che si andava tingendo di rosso, dove l’artiglio aveva lacerato la carne.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Con un grido che ancora non esprimeva il dolore ma solo una terribile paura, l'uomo fece un balzo all'indietro lasciando cadere, così facendo, la porta di ferro. Mi lanciai ma troppo tardi, perché la corda saettò attorno alla carrucola e la pesante massa cadde in avanti con la forza del suo stesso peso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Mentre la porta si chiudeva, colsi per un istante lo sguardo del nostro povero amico. Gli occhi erano sbarrati in un angoscioso orrore, attoniti; nessun suono gli usciva dalle labbra. Evidentemente era paralizzato dal terrore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Poi gli aculei compirono la loro opera. Fortunatamente la fine fu rapida, perché, quando aprii la porta, avevano trafitto talmente a fondo da restare infissi nel cranio. Lo liberai, o meglio strappai quel che restava di lui dalla sua prigione di ferro e legato com'era cadde lungo disteso con un tonfo sordo sul pavimento, a faccia in su.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Corsi da mia moglie, la sollevai e la condussi fuori, perché temevo potesse perdere la ragione nel ridestarsi ad un simile spettacolo. La deposi sulla panca fuori e corsi indietro. Piegato contro la colonna di legno vi era il custode che mugolava per il dolore, comprimendosi gli occhi con un fazzoletto invermigliato. E seduta sul capo del povero americano vi era la gatta, che faceva sonoramente le fusa, lambendo il sangue che sgorgava dalle straziate cavità degli occhi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Credo che nessuno possa accusarmi di crudeltà: afferrata una vecchia scimitarra, troncai la belva in due.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Helvetica; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Fine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-7625475637650616837?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/7625475637650616837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=7625475637650616837' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7625475637650616837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7625475637650616837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/08/la-vergine-di-norimberga-bram-stoker.html' title='La Vergine di Norimberga - Bram Stoker - Terza ed Ultima Parte'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-5306065971728077708</id><published>2008-05-30T12:30:00.002+01:00</published><updated>2008-05-30T12:56:23.450+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bram Stoker'/><title type='text'>La Vergine di Norimberga - Bram Stoker - Seconda Parte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm2.static.flickr.com/1245/1485340772_838f00beb4.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm2.static.flickr.com/1245/1485340772_838f00beb4.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Nurnberg, Germany by Ivan&lt;georeffered&gt; / Flickr&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nemmeno a dirlo... anche oggi piove... e le previsioni non sono certo delle migliori... tutta quest'acqua comincia ad arrugginire alcuni processi mentali fondamentali... ma resistiamo e perseveriamo nel filone di racconti horror gotici...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La seconda parte del racconto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;... La gatta, non scorgendo più Hutcheson, si era ritirata al di là del fossato e si era accucciata, quasi si preparasse ad un nuovo salto; e in effetti l'attimo stesso in cui lo vide balzò in su, e con una furia ciecamente irrazionale, che sarebbe apparsa grottesca se non fosse stata spaventosamente reale. Non cercava di arrampicarsi lungo la parete, ma si limitava a lanciarsi contro di lui, quasi che l'odio e la furia potessero fornirla di ali e permetterle di coprire di colpo la grande distanza che la separava da lui. Amelia, con tipico intuito femminile, cominciava a preoccuparsi e mise in guardia Elias.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;— Dovete stare molto attento — gli disse. — Quell'animale tenterebbe di uccidervi se solo fosse qui. Ha uno sguardo omicida.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Lui fece una gran risata. — Scusatemi, signora, — rispose — ma non posso fare a meno di ridere. È ben strano che uno che si è battuto contro orsi e indiani debba temere di finire ucciso da un gatto. Quando l'animale lo sentì ridere, parve mutare completamente tattica. Non tentò più di saltare o di correre contro la parete, ma si acquietò e, accovacciandosi di nuovo accanto al gattino morto, cominciò a lambirlo e a vezzeggiarlo quasi fosse stato ancora vivo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;— Guardate, — dissi — ecco il potere di un vero uomo. Perfino l'animale nel pieno della sua furia riconosce la voce del padrone e gli si prostra davanti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;— Come una squaw! — fu l'unico commento di Elias P. Hutcheson, mentre avanzavamo costeggiando il fossato. Di tanto in tanto lanciavamo un'occhiata al di sopra della spalletta: potevamo allora scorgere la gatta che ci seguiva. All'inizio tornava continuamente dal gattino morto, e poi, quando la distanza aumentò, lo prese in bocca e così ci seguì. Dopo un po', tuttavia, lo abbandonò visto che prese a tenerci dietro da sola; evidentemente doveva averne nascosto il cadavere da qualche parte. L'ansia di Amelia crebbe all'insistenza della gatta e una volta ancora ripeté il suo avvertimento; ma l'americano rideva sempre divertito, finché, rendendosi conto di quanto ella fosse in  apprensione, esclamò:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;— Dico, signora, non dovete spaventarvi per quel gatto. Vado in giro armato io! — A questo punto si diede una pacca all'altezza del taschino posteriore. — Piuttosto che farvi stare in pena, ammazzo quella bestia qui sui due piedi, a rischio di far intervenire la polizia nei confronti d'un cittadino americano che se ne va a spasso con armi da fuoco contro ogni regolamento! — Mentre parlava, teneva gli occhi puntati verso la muraglia, ma il gatto, scorgendolo, rinculò con un miagolio in mezzo ai fiori, celandosi alla vista. Lui continuò: — Mi si possa impiccare se quel gatto non ha più buon senso di un cristiano. Ci scommetto che non lo rivedrò più. C'è da scommetterci che se ne tornerà ora dal suo povero micino e organizzerà un funerale privato, tutto per sé.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Amelia preferì non aggiungere altro, temendo che lui, in uno slancio di malintesa gentilezza nei suoi confronti, portasse a compimento la minaccia di sparare al gatto; e così proseguimmo e attraversammo il piccolo ponte di legno che conduceva all'erto sentiero lastricato 'fra la Fortezza e la Torre pentagonale delle torture. Stavamo attraversando il ponte quando scorgemmo ancora il gatto sotto di noi. Allorché ci vide, la sua furia sembrò rinnovarsi e compì sforzi immani per risalire la muraglia. Hutcheson rideva guardando giù e disse:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;— Ti saluto, vecchia mia. Spiacente di averti colpita nei tuoi affetti più cari, ma col tempo ti passerà. Ciao! — Subito dopo oltrepassammo l'arcata lunga e oscura e arrivammo al cancello della Fortezza. Quando riemergemmo dopo aver visitato questo incantevole luogo che neppure gli sforzi deliberati dei restauratori di quarant'anni fa sono riusciti a rovinare (e questo anche se l'opera restaurata era allora di un bianco accecante), sembravamo pressoché dimentichi del penoso episodio del mattino. Il vecchio platano con il suo tronco tutto segnato da nove secoli e il profondo pozzo scavato nel cuore della roccia da prigionieri di giorni remoti, e la bella vista, e lo scampanio che per un quarto d'ora aveva riempito il cielo, ebbene tutto ciò ci aveva aiutato a spazzar via dalle nostre menti l'incidente del gattino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Eravamo gli unici visitatori quel mattino alla Torre delle torture, così almeno ci assicurò il vecchio custode, e avendo il luogo a nostra completa disposizione potevamo fare una visita minutissima, cosa che altrimenti non sarebbe stata possibile. Il custode, considerandoci la sua unica fonte di guadagno della giornata, era molto premuroso. La Torre delle torture è luogo veramente cupo, perfino ora che migliaia di visitatori vi hanno immesso un flusso di vita e la gioia che la vita comporta; ma ai tempi cui io mi riferisco aveva un aspetto fra i più sinistri e cupi. La polvere degli anni sembrava essersi posata su di esso, e il buio e l'orrore dei suoi ricordi sembravano essere compenetrati nel luogo a tal punto da soddisfare le anime panteistiche di Filone o Spinoza. La prima stanza in cui entrammo sembrava l'immagine stessa dell'oscurità; si aveva l'impressione che persino il sole che entrava dalla porta si perdesse nel vasto spessore delle pareti; la sua luce mostrava soltanto il muro ancora grezzo come doveva essere stato allorché i muratori avevano compiuto la loro opera; ora era però ammantato di polvere, e segnato qua e là di macchie scure che, se le pareti avessero potuto parlare, avrebbero narrato le loro terribili testimonianze di paura e di dolore. Fummo lieti di salire la scala di legno polverosa, mentre il custode lasciava la porta aperta perché ci giungesse un po' di luce, in quanto il candelabro infisso nella parete con quella sua candela maleodorante serviva a ben poco. Quando dalla botola aperta spuntammo in un angolo della stanza superiore, Amelia si strinse a me così forte che potevo sentire il battito del suo cuore. Devo dire che non fui sorpreso dalla sua paura, perché questa stanza era ancora più terrificante di quella di sotto. Qui c'era senz'altro più luce, ma solo quel tanto che bastava per afferrare tutto l'orrore del luogo. Colui che aveva costruito la torre certamente intendeva riservare la gioia della luce e della vista solo ai pochi che ne avessero raggiunto la cima. Lassù, come avevo notato da sotto, si aprivano alcune finestrelle, sia pure di dimensioni ridotte:  altrimenti, nel resto della torre erano state praticate solo strette fessure, quali si  possono  vedere  nelle  fortezze  medioevali.  Solo  alcune di queste si aprivano sulla stanza, e anche queste situate talmente in alto che da nessuna parte si poteva scorgere il cielo attraverso Io spessore delle pareti. Contro il muro erano appoggiate alla rinfusa varie spade dalla lama larga, con la punta aguzza. Non lontano vi erano dei ceppi su cui le vittime posavano il collo, segnati qua e là dove il ferro, vinta la protezione della carne, era riuscito ad arrivare fino al legno, intaccandolo. Tutto attorno alla camera, accatastati senza alcun ordine, vi erano vari strumenti di tortura che facevano stringere il cuore solo a vederli... poltrone provviste di aculei che provocavano un dolore immediato e lancinante, poltrone e letti dagli aculei spuntati, la cui azione, sebbene più lenta e a prima vista meno atroce, era ugualmente terrificante; ruote, cinture, stivali, guanti, collari, tutti ideati per stritolare; elmetti di acciaio in cui il cranio poteva essere lentamente ridotto in poltiglia; uncini dalle lunghe impugnature e coltelli appositamente ideati dai tutori dell'ordine di Norimberga; e molti altri giochetti fatti apposta perché alcuni uomini potessero distruggere altri uomini. Amelia era impallidita alla vista di tali orrori, ma fortunatamente non perse i sensi, perché, sentendosi mancare, si lasciò cadere su una sedia e subito dopo balzò in piedi con un grido: e tutta la sua voglia di svenire se n'era andata. Tutti e due fingemmo di credere che causa del turbamento fosse il fatto di aver rovinato l'abito con la polvere e con gli aculei arrugginiti. Hutcheson rise di cuore e accettò la spiegazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ma il punto focale di tutta questa stanza degli orrori era quel congegno noto come la Vergine di Norimberga, sistemato al centro del locale. Era vagamente sagomato come una figura di donna, ma ricordava più che altro una campana o, per fare un paragone più preciso, la figura della moglie di Noè così come se la figurano i bambini nei loro disegni dell'arca; solo che questa non aveva la vita snella e la rotondità perfetta delle anche, canoni estetici che contraddistinguono gli elementi femminili della famiglia di Noè. Difficilmente si sarebbe potuto comprendere che questo congegno avrebbe dovuto rappresentare una figura umana, se il forgiatore, arrivato al viso, non l'avesse modellato con una vaga rassomiglianza a sembianze femminili. All'interno era coperto di ruggine, e ammantato di polvere. Trattenuta da un anello di fronte alla figura, e all'incirca all'altezza del punto della vita, vi era una fune, inserita in una carrucola fissata al pilastro di legno che sosteneva il pavimento della stanza di sopra. Quando il custode prese a tirare questa corda, vedemmo che la sezione anteriore era munita di cardini come una porta; vedemmo anche che il ferro era di uno spessore considerevole, lasciando all'interno giusto il posto per un uomo. La porta era di uguale spessore e molto pesante, visto che ci volle tutta la forza del custode, aiutato sia pure dalla carrucola, per aprirla, e questo era in parte dovuto al fatto che la porta era sistemata di proposito in modo da richiudersi automaticamente una volta che la fune non fosse più in tensione. L'interno era crivellato dalla ruggine... anzi no, la ruggine soltanto difficilmente, anche con il passare degli anni, avrebbe potuto corrodere così a fondo le pareti di ferro; tuttavia fu soltanto quando guardammo all'interno della porta che la diabolica utilizzazione di quello strumento ci fu manifesta appieno. Scorgemmo parecchi aculei, quadrati e massicci alla base e aguzzi in cima, sistemati in modo da trafiggere occhi, cuore e punti vitali richiudendo la porta. A tale vista la povera Amelia stavolta perse davvero i sensi e dovetti condurla giù per le scale e sistemarla su una panca, finché non rinvenne. Che lo choc fosse stato notevole ne è prova il fatto che il mio figlio maggiore porta tuttora sul torace una certa voglia che, a detta di tutta la famiglia, rappresenta la Vergine di Norimberga.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continua...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica"&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-5306065971728077708?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/5306065971728077708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=5306065971728077708' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5306065971728077708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5306065971728077708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/05/la-vergine-di-norimberga-bram-stoker_30.html' title='La Vergine di Norimberga - Bram Stoker - Seconda Parte'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm2.static.flickr.com/1245/1485340772_838f00beb4_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-2231066626988062552</id><published>2008-05-29T17:21:00.002+01:00</published><updated>2008-05-29T17:57:59.812+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bram Stoker'/><title type='text'>La Vergine di Norimberga - Bram Stoker - Prima Parte</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2416/2083354457_e7c75753aa_m.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2416/2083354457_e7c75753aa_m.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;M&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;onster in Nuremberg #1 by Devilsdocry / flickr&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Umh... ci sono un po' di ragnatele su questo blog, è ora di toglierne qualcuna...E così, mentre continua a piovere su tutto il nord Italia... il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ticino"&gt;Ticino&lt;/a&gt; ha abbandonato le sue sembianze di rigagnolo per tornare ad essere un vero fiume..., e così, dicevo, approfittiamo dell'atmosfera un po' "dark" di questi giorni per tirar fuori dal cappello un altro racconto del maestro B&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bram_Stoker"&gt;ram Stoker&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vergine_di_Norimberga"&gt;La Vergine di Norimberga&lt;/a&gt;. Il racconto fa parte di una raccolta ormai introvabile che prende il titolo proprio da questo testo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di lasciarvi alla lettura segnalo due edizioni molto interessanti che ho avuto il piacere di trovare alla recente &lt;a href="http://www.fieralibro.it/"&gt;Fiera del Libro di Torino&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;a href="http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=455-3"&gt;Il Paese del tramonto&lt;/a&gt;" di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bram_Stoker"&gt;Bram Stoker&lt;/a&gt; edito da &lt;a href="http://www.stampalternativa.it/"&gt;Stampa Alternativa&lt;/a&gt; costo € 9 e "P&lt;a href="http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=978-88-7226-529-1"&gt;rima di Dracula - Rare storie di vampiri dell'Ottocento&lt;/a&gt;", sempre pubblicato da &lt;a href="http://www.stampalternativa.it/"&gt;Stampa Alternativa&lt;/a&gt;, che raccoglie racconti di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prosper_Mérimée"&gt;Mérimée&lt;/a&gt;, Schwob, Stenbock oltre ad un paio di anonimi, costo sempre € 9. In generale merita un'occhiata tutto il &lt;a href="http://www.stampalternativa.it/collane.php"&gt;catalogo&lt;/a&gt; di questa casa editrice!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Vergine di Norimberga di Bram Stoker&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A quel tempo Norimberga non era meta di tanti turisti come sarebbe invece avvenuto in seguito: Irving non vi aveva ancora recitato il suo Faust e ai più il nome della vecchia città non diceva nulla. Mia moglie ed io eravamo alla seconda settimana di luna di miele e come è naturale cominciavamo a desiderare la compagnia di qualcun altro; così, quando a Francoforte ci imbattemmo in Elias P. Hutcheson, un bontempone arrivato fresco fresco da Isthmian City, Bleeding Gulch, Maple Tree County, Neb, e venimmo a sapere per caso da lui che avrebbe proseguito fino a quel diabolico vecchio buco della vecchia Europa e che pensava che, alla lunga, quel viaggio da solo avrebbe finito per far impazzire anche un attivo e intelligente cittadino come lui, non lasciammo cadere l'argomento e suggerimmo di far fronte comune. In seguito, riparlandone, appurammo che era nelle intenzioni di entrambi condurre la cosa con una certa circospezione, per non lasciar trapelare un entusiasmo che non sarebbe stato lusinghiero per il buon andamento della nostra vita matrimoniale. Ma l'effetto fu ben diverso, per il fatto che tutti e due cominciammo a parlare contemporaneamente: per interromperci nello stesso momento e riattaccare di nuovo insieme. Comunque l'accordo fu raggiunto ed Elias P. Hutcheson venne a far parte della nostra comitiva. Subito Amelia ed io ne cogliemmo il piacevole potere benefico; invece di litigare, come fino a quel momento avevamo fatto, scoprimmo che l'effetto inibitore di una terza persona era tale che ora ogni occasione diventava buona per appartarsi e amoreggiare. Amelia afferma che sempre da allora, a ricordo di quella esperienza, consiglia a tutti di partire per il viaggio di nozze con un amico. Ordunque, visitammo insieme Norimberga e ci divertimmo molto ai mordaci commenti del nostro compagno di viaggio d'oltre oceano che, con un tale bagaglio di meravigliose avventure e quel suo vivo modo di raccontarle, avrebbe potuto benissimo uscire dalle pagine di un romanzo. Ci tenemmo come ultimo punto di interesse la Fortezza e quando arrivò il giorno prestabilito costeggiammo piano piano le mura esterne della cittadella dal lato orientale. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La Fortezza è situata su una rocca che domina la città; sul lato nord corre un fossato molto profondo. Norimberga ha avuto la buona sorte di non essere mai stata messa a ferro e fuoco; in caso contrario non avrebbe potuto conservare quel suo aspetto lindo. Il fossato è in disuso da secoli e ora il fondo è tutto un rigoglio di vegetazione, giardini e giardinetti, e certi alberi hanno raggiunto un'altezza considerevole. Bighellonando lungo le mura al caldo sole di luglio, spesso ci fermavamo ad ammirare il panorama che si apriva davanti a noi, e in special modo la vasta spianata disseminata di città e paesini e delimitata da una linea turchina di colline, come un paesaggio di Claude Lorrain. Da qui sempre lo sguardo tornava con gioia rinnovata alla cittadella stessa, con la sua miriade di vecchi tetti appuntiti e di ardesie rosse, tetti su cui si apriva un duplice ordine di mansarde. Quasi alla nostra destra si ergeva la torre della Fortezza e ancora più dappresso si levava truce la Torre delle torture che era, e forse lo è tutt'ora, il punto di maggior interesse della città. Per secoli la tradizione della Vergine di Norimberga è stata portata ad esempio dell'orrenda crudeltà di cui l'uomo può essere capace; il nostro desiderio di vederla era grande e finalmente eccoci alla sua dimora. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;In una sosta, ci chinammo sulla spalletta del fossato e guardammo giù. Il giardino si stendeva sotto di noi a non meno di quindici se non venti metri e il sole vi si riversava infocandolo del calore fermo di un forno. Più in là si ergeva la muraglia grigia, sinistra, che sembrava alzarsi a perdita d'occhio, e che si stendeva in angoli tra bastione e controscarpa. Alberi e cespugli la incoronavano e al di sopra troneggiavano le case più alte sulla cui beltà massiccia il tempo aveva posto mano solo per consacrarne la bellezza. Il sole scottava e noi ci lasciavamo andare alla pigrizia: avevamo tutto il tempo a disposizione e così ce la prendevamo con calma, sostando di tanto in tanto contro la spalletta. Proprio sotto di noi potevamo goderci un piacevole quadretto: una grossa gatta nera distesa al sole, con un micino nero che le zampettava attorno. La madre agitava la coda per divertire il piccolo o alzava una zampa per allontanarlo, come incoraggiamento a nuovi giochi. Erano proprio ai piedi della parete e Elias P. Hutcheson, per dar man forte, si fermò e prese dalla muraglia un ciotole di notevoli proporzioni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;— State a vedere — disse. — Lo lascerò cadere vicino al piccolo e tutti e due si chiederanno da che parte possa essere arrivato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;— Oh, fate bene attenzione — raccomandò mia moglie. — Potreste colpire il micino. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;— Non io, signora, — disse Elias. — Sono di cuore tenero, io. Che Dio vi benedica, non vorrei far del male a quel batuffolo più di quanto non voglia infierire su un bambino. E potete scommetterci quell'accidenti che vi pare. Lo farò cadere verso l'esterno, così che non vada a finire troppo vicino. — &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Pronunciate queste parole, si chinò sulla spalletta e lasciò cadere la pietra. Può darsi che per qualche influsso le vicende di minima importanza si trasformino in situazioni gravi, o, più probabilmente, il muro non scendeva perpendicolare ma si inclinava alla base: cosa che d sfuggì dall'alto: fatto sta che la pietra cadde con un orrendo tonfo che rimbalzò fino a noi nell'aria soffocante proprio in testa al gattino, facendogli schizzar fuori  la  materia cerebrale. La gatta nera lanciò un rapido sguardo in alto: ne scorgemmo gli occhi, simili a una verde fiammata, fissi un istante su Elias P. Hutcheson; e poi la sua attenzione fu tutta per il piccolo, che giaceva immobile, con un lieve fremito delle zampe, mentre una striscia rossa si allungava dalla ferita aperta. Con un grido soffocato, quale solo un essere umano avrebbe potuto emettere, si chinò sul gattino lambendo le ferite e mugolando. All'improvviso sembrò capire che era morto e ancora levò gli occhi verso di noi. Mai dimenticherò quel che vidi, perché la gatta sembrava la personificazione stessa dell'odio. Gli occhi verdi fiammeggiarono cupi, e i denti bianchi, aguzzi, sembrarono scintillare fra il sangue di cui erano intrisi muso e baffi. Digrignò i denti, si rizzò sugli artigli. Poi fece un balzo selvaggio contro la parete per arrivare fino a noi, ma, perso lo slancio, ricadde all'indietro e peggiorò ancora il suo aspetto già terribile giacché cadde sul piccolino e si rialzò con il mantello nero lordo di sangue e materia cerebrale. Temetti che Amelia perdesse i sensi e dovetti allontanarla da lì. Poco discosto c'era un sedile all'ombra di un platano fronzuto e lì la sistemai, perché si riavesse. Poi tornai da Hutcheson che non si era mosso e guardava la gatta furiosa in fondo alla fossa. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;— Per dio, — disse quando lo raggiunsi — non ricordo di aver mai visto una furia così eccetto una volta, quando una squaw Apache riuscì a mettere le mani su un mezzosangue, soprannominato Splinters proprio per il modo in cui aveva « sistemato » il piccolo di questa squaw, che aveva rapito durante una scorribanda fatta al campo tanto per far capire d'avere apprezzato la tortura riservata alla propria madre da parte degli Apaches. La donna aveva dipinta in faccia la stessa espressione di questa bestia. Diede la caccia a Splinters per tre anni e alla fine i suoi lo acciuffarono e gliene fecero dono. Dissero che nessun uomo, ne bianco ne indiano, aveva mai avuto morte più lenta sotto le torture degli Apaches. L'unica volta in cui vidi sorridere la squaw fu quando la freddai. Arrivai al campo giusto in tempo per vedere Splinters tirare le cuoia, e non è che fosse così spiacente di morire. Era un tipo duro e per quanto non mi sentissi più tanto suo amico dopo quella faccenda con il piccolo indiano, perché era stata una grossa carognata la sua, e lui avrebbe potuto benissimo essere un uomo bianco come me, almeno così sembrava all'aspetto... ebbene vidi che era stato ripagato appieno; dannazione, presi un brandello di pelle che era rimasto appiccicato a un palo... me ne sono fatto un portafoglio. L'ho qui, ora! — e così dicendo si diede una pacca all'altezza del taschino interno della giacca. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Mentre parlava, la gatta insisteva nei suoi sforzi immani per dare la scalata alla muraglia. Sembrava indifferente al fatto che ogni volta finiva con il ripiombare giù, perché tornava a lanciarsi con rinnovato vigore. E ad ogni caduta il suo aspetto si faceva più orribile. Hutcheson era uomo di cuore gentile: ne a mia moglie ne a me erano sfuggiti certi suoi atti delicati nei confronti sia degli animali che degli uomini, e sembrava preoccupato del grado di furibonda smania della gatta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;— Su, non fare così, — disse. — Accidenti, quel povero gatto se l'è proprio presa! Su, piccina, ti assicuro che non l'ho fatto apposta, anche se questo non servirà a renderti il tuo micino. Pagherei chissà che cosa, per ridartelo. Guarda un po' che cosa può combinare un maldestro come me quando si mette in mente di fare il buffone. A quanto pare sono una pappamolla tale da non riuscire a giocare neppure con un gatto. Dico, colonnello!, — era, questo di distribuire titoli a destra e a manca, un suo divertente vezzo — spero che vostra moglie non se la prenda con me per quel che ho combinato. Accidenti, chissà che cosa pagherei per passarci un bei colpo di spugna. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Si avvicinò ad Amelia e si profuse in scuse, e lei con la sua usuale gentilezza d'animo si affrettò ad assicurargli che capiva benissimo come si fosse trattato di un incidente. Poi tutti ci riavvicinammo al parapetto e guardammo giù.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Continua...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; text-indent: 35.4px; font: 12.0px Times New Roman"&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-2231066626988062552?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/2231066626988062552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=2231066626988062552' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2231066626988062552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2231066626988062552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/05/la-vergine-di-norimberga-bram-stoker.html' title='La Vergine di Norimberga - Bram Stoker - Prima Parte'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2416/2083354457_e7c75753aa_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-1902148317592214654</id><published>2008-04-11T19:33:00.004+01:00</published><updated>2008-04-11T20:07:03.728+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Progetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Autostrada del Sole in un Giorno di Eclisse</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_qN6Hx5-MsvI/R_-zleNc4OI/AAAAAAAAAO0/fEpRwbAbwpc/s1600-h/Autostrada+del+sole+in+un+giorno+di+eclisse_web_fronte.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_qN6Hx5-MsvI/R_-zleNc4OI/AAAAAAAAAO0/fEpRwbAbwpc/s320/Autostrada+del+sole+in+un+giorno+di+eclisse_web_fronte.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188062752100114658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.mupa.it/"&gt;O.M.P.&lt;/a&gt; torna alla carica con una nuova collana editoriale: L'Arabesco e il primo libro della - ci auguriamo - lunga e prosperosa serie è "&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; "&gt;Autostrada del Sole in un Giorno di Eclisse&lt;/span&gt;" di Alfonso Maria Petrosino. I libri saranno presentati in anteprima alla &lt;a href="http://www.fieralibro.it/"&gt;Fiera del Libro di Torino&lt;/a&gt; presso lo stand di &lt;a href="http://www.mupa.it/"&gt;O.M.P.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordiamo che questa iniziativa nasce dalla collaborazione con l'&lt;a href="http://www.farepoesia.it/"&gt;Associazione FarePoesia&lt;/a&gt;, grazie alla quale era già stato presentato su questo blog il volume "&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Assalti Poetici&lt;/span&gt;" di Tito Truglia nella collana Antilogos.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.mupa.it/"&gt;O.M.P.&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.farepoesia.it/"&gt;FarePoesia&lt;/a&gt; saranno presenti anche allo Slam Poetry del 17/20 aprile in piazzetta San Marino a Pavia con un banchetto dove sarà possibile acquistare le prime copie dei volumi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Venite a cercarci, non rimarrete delusi!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-1902148317592214654?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/1902148317592214654/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=1902148317592214654' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/1902148317592214654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/1902148317592214654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/04/autostrada-del-sole-in-un-giorno-di.html' title='Autostrada del Sole in un Giorno di Eclisse'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_qN6Hx5-MsvI/R_-zleNc4OI/AAAAAAAAAO0/fEpRwbAbwpc/s72-c/Autostrada+del+sole+in+un+giorno+di+eclisse_web_fronte.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-4602038502679855788</id><published>2008-04-02T17:11:00.002+01:00</published><updated>2008-04-02T17:42:13.489+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Pavia Slam Poetry 2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://picasaweb.google.com/Stefano.Menegon/Blog/photo#5184680781537654706"&gt;&lt;img src="http://lh3.google.com/Stefano.Menegon/R_Ovs4FYt7I/AAAAAAAAAM8/P46WjRqCLOw/s400/slampoetry08.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solo per dire che ne facciamo un altro, insistiamo e resistiamo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa volta però ci spostiamo all'aperto in piazzetta San Marino nella famigerata via Siro Comi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non solo poesia ma anche musica, ogni sera dal 17 al 20 aprile dopo lo slam  e fino a mezzanotte inoltrata si alterneranno gruppi folk e jazz per dare un tono all'ambiente. E ci saranno anche i ragazzi del &lt;a href="http://www.radio-aut.it/new/"&gt;Circolo Arci Radio Aut&lt;/a&gt;, Laura con la bancarella del cibo bio e vegetariano, la &lt;a href="http://www.kronstadt.it"&gt;Kronstadt Armata&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.farepoesia.it"&gt;Farepoesia&lt;/a&gt; e un intero banchetto di libri poetici e non. &lt;a href="http://www.mupa.it"&gt;O.M.P.&lt;/a&gt; Presenterà le sue nuove collane in occasione della prossima partecipazione al &lt;a href="http://www.fieralibro.it/"&gt;Salone Internazionale del Libro di Torino&lt;/a&gt; e chissà che altro ancora.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per informazioni e iscrizioni telefonate direttamente all'Osteria Letteraria del Sottovento - 038226350 - e chiedete di Riccardo oppure di Jimmy.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ah, dimenticavo, chiaramente non mancherà un buon bicchiere di vino!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-4602038502679855788?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/4602038502679855788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=4602038502679855788' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4602038502679855788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4602038502679855788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/04/pavia-slam-poetry-2008.html' title='Pavia Slam Poetry 2008'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-5049019733399676801</id><published>2008-03-12T18:23:00.004Z</published><updated>2008-03-12T18:54:33.394Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giochi Gratis'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Giochi per riflettere: Hapland!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre persistono i problemi di connessione rendendo la vita abbastanza complicata e accumulando ritardo nel lavoro - fortunatamente la rete di casa resiste e abbiamo alcuni lavori off-line... presto un importante libro! - la vita continua.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Trattiamo stasera il tema dei giochi flash, fenomeno che ultimamente ha preso piede su larga scala nel web. Tralasciando commenti denigratori del tipo: "Abbattono drasticamente la produttività di una persona - tra l'altro abbastanza vero -" oppure "Finalmente gli sviluppatori &lt;a href="http://www.adobe.com/it/products/flash/"&gt;Flash&lt;/a&gt; hanno trovato qualcosa da fare che non danneggi l'intero mondo del WWW!" passiamo ad un brevissima e seria analisi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inizio breve e seria analisi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La maggior parte dei giochi in questione è una banale e divertente rivisitazione di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Videogioco_arcade"&gt;giochi arcade&lt;/a&gt; di moda qualche decennio fa nelle console dei bar.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fine breve e seria analisi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma anche in questo panorama abbastanza deludente ci sono alcune perle che brillano di luce propria! Due fenomeni in particolare: la serie di giochi &lt;a href="http://foon.co.uk/farcade/"&gt;Hapland&lt;/a&gt; - tre capitoli - e la serie &lt;a href="http://www.eyezmaze.com/eyezblog_en/blog/2005/09/grow_cube.html#monster"&gt;Grow&lt;/a&gt; - fantastico &lt;a href="http://shingakunet.com/special/16608701/0285/index.html"&gt;Grow Island&lt;/a&gt; - della &lt;a href="http://www.eyezmaze.com/"&gt;Eyezmaze&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Simpatici rompicapo con divertenti animazioni che non rendono l'utente un semplice fruitore dell'arcade, ma che lo costringono a compiere dei ragionamenti. Se fossero leggermente diversi si potrebbero chiamare &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Avventure_grafiche"&gt;avventure grafiche&lt;/a&gt;, ma essendo come sono non mi arrischio nel farlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui sotto trovate il link a &lt;a href="http://foon.co.uk/farcade/hapland/"&gt;Hapland&lt;/a&gt; nel sito &lt;a href="http://www.giochigratisonline.it/"&gt;www.giochigratisonline.it&lt;/a&gt; - bel portale con altri divertenti giochi -. I link agli altri giochi e ai loro siti originali sono sparsi nel testo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buon divertimento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="float:left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;    &lt;a href="http://www.giochigratisonline.it/giochi-online/giochi-vari/Hapland/index.php?idgioco=768" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.giochigratisonline.it/giochi-online/giochi-vari/Hapland/hapland.gif" align="left" border="0" hspace="4" vspace="2" style="text-align: justify;" /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.giochigratisonline.it/giochi-online/giochi-vari/Hapland/index.php?idgioco=768" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.giochigratisonline.it/giochi-online/giochi-vari/Hapland/index.php?idgioco=768" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;Hapland&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;    &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un gioco all'apparenza semplice, ma molto intrigante. Si tratta di individuare l'esatta sequenza di mosse necessarie per arrivare alla soluzione del gioco. (Kb:245)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;    &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.giochigratisonline.it/giochi-online/giochi-vari/Hapland/index.php?idgioco=768" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.giochigratisonline.it/giochi-online/giochi-vari/Hapland/index.php?idgioco=768" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;Gioca »&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;float: right; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ah, dimenticavo, dopo un paio di giorni di fallimenti, a volte, è consigliabile cercare le soluzioni sul web!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-5049019733399676801?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/5049019733399676801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=5049019733399676801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5049019733399676801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5049019733399676801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/03/giochi-per-riflettere-hapland.html' title='Giochi per riflettere: Hapland!'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-3834581264792783285</id><published>2008-03-11T13:19:00.002Z</published><updated>2008-03-11T13:56:10.073Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Lovecraft e Paesaggi Immaginari</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo di esperienze, un Grafico, ne deve provare nella vita per definirsi veramente un Grafico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono però provato dalla visione di "&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=43455"&gt;Road to L.&lt;/a&gt;" altresì conosciuto come "&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=43455"&gt;Il Mistero di Lovecraft&lt;/a&gt;", uno pseudo documentario in stile "&lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=32918"&gt;The Blair Witch Project&lt;/a&gt;". Capisco il fascino della produzione letteraria di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lovecraft"&gt;Lovecraft&lt;/a&gt;, capisco l'alone di mistero delle terre nella zona del delta del Po, capisco che non è la prima volta che &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lovecraft"&gt;Lovecraft&lt;/a&gt; venga scomodato per vendere prodotti di dubbio livello... - qualche anno fa &lt;a href="http://www.fanucci.it/"&gt;Fanucci&lt;/a&gt; pubblicava il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Necronomicon"&gt;Necronomicon&lt;/a&gt; -, ma non capisco proprio che bisogno c'è di infierire così gratuitamente sulla figura del grande scrittore. E soprattutto non capisco che bisogno c'era di scomodare dei pazzi che parlano in inglese sottotitolato italiano, interpretando dall'inizio alla fine delle finte scene drammatiche che dovrebbero far intuire le dinamiche complesse di una squadra documentaristica alle prese con un progetto molto difficile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Orribile! Disgutoso! Gratuito! Non ci sono parole per definirlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E poi perchè rovinare scenari così belli come quelli del Delta del Po con questa pantomima? Vorrei poter parlare con il regista...&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ok, fine delle sfogo. In effetti questo blog non parla di cinema, ne si occupa di recensioni... però quando è troppo è troppo... qualcuno deve dire qualcosa!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vebbè, rilassiamoci con questa immagine prodotta con Bryce 5.5 che, torno a ricordare, si può scaricare liberamente dal sito della &lt;a href="http://www.daz3d.com/i.x/0/0/-/?&amp;amp;_m=d"&gt;Daz Production&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/Stefano.Menegon/Blog/photo#5176481940462578226"&gt;&lt;img src="http://lh4.google.com/Stefano.Menegon/R9aO5g9_KjI/AAAAAAAAAMc/j2wmE5pBmCM/s400/Tramonto%20tropicale.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-3834581264792783285?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/3834581264792783285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=3834581264792783285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3834581264792783285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3834581264792783285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/03/lovecraft-e-paesaggi-immaginari.html' title='Lovecraft e Paesaggi Immaginari'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-4748995656410725884</id><published>2008-03-05T22:30:00.003Z</published><updated>2008-03-05T22:53:20.969Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Deliri Primaverili'/><title type='text'>Farepoesia n°22 - Videozine</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oh, finalmente dopo settimane di strenuante attesa la gentilissima compagnia &lt;a href="http://www.eutelia.it/tlc/"&gt;Eutelia s.p.a.&lt;/a&gt; ha allacciato questa piccola roccaforte vicino ad una delle &lt;a href="http://www.liutprand.it/origpv.htm"&gt;vecchie porte della città&lt;/a&gt; che io chiamo casa alla rete internet... Wi Fi, mica cazzate!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così, durante le fredde serate pre-primaverili, posso finalmente dare libero sfogo ai veri deliri di un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grafica"&gt;Grafico&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comincio con il riportare una cosa che mi ha spedito un Amico: è &lt;a href="http://www.farepoesia.it/"&gt;il numero 22 di una Fanzine abbastanza famosa&lt;/a&gt;, questa volta in via straordinaria in formato &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=GByqBQBVcz0"&gt;Videozine&lt;/a&gt;, il titolo di questo "speciale" è "Scherzo Romantico, Omaggio a F. Schlegel"... buona visione!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GByqBQBVcz0"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/GByqBQBVcz0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordiamo anche che di questo Amico è stato da poco pubblicato il libro "&lt;a href="http://www.farepoesia.it/"&gt;Assalti Poetici - Poesie d'Amore e di Contestazione"&lt;/a&gt; una edizione &lt;a href="http://www.mupa.it/"&gt;O.M.P. - Farepoesia&lt;/a&gt;. In attesa che qualche anima gentile metta in rete il testo, essendo pubblicato in Copyleft, e possibile ordinare una copia cartacea del libro ad un prezzo veramente equo visitando il link, cioè cliccando sul titolo qui sopra. A presto nuove novità... &lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-small;"&gt;Si sono mai viste vecchie novità?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-4748995656410725884?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/4748995656410725884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=4748995656410725884' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4748995656410725884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4748995656410725884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/03/farepoesia-n22-videozine.html' title='Farepoesia n°22 - Videozine'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-2006047008173274907</id><published>2008-03-04T12:15:00.003Z</published><updated>2008-03-04T12:29:22.213Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pavia'/><title type='text'>Marzo, nuovamente Marzo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sono tornato, un Grafico che si rispetti non oserebbe mai scrivere un post sul suo blog nel mese di febbraio... le spiegazioni le posticipiamo ad altri post che verranno...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Ma Marzo è cominciato e quindi ecco i tanto attesi post.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Riprendiamo da dove eravamo rimasti e segnaliamo le iniziative di questo mese che ci sono state presentate dalla Libreria Delfino di Piazza della Vittoria a Pavia.&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;"Mercoledì 5 marzo, all'interno del &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.csvpavia.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=section&amp;amp;id=8&amp;amp;Itemid=160"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;Festival dei Diritti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;, Andrea Grisi  presenterà "Sotto l'occhio dell'orologio" di Nolan per affrontare l'argomento del mese, l'handicap. Questo appuntamento si svolge ogni  primo mercoledì del mese, per tutta la durata del festival. L'argomento di marzo è l'handicap.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sabato 8 marzo, inaugurazione di una mostra fotografica al primo piano  della libreria a cura del gruppo Amnesty di Pavia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;Martedì 11 marzo, alle 17 e 30, alla scuola Ada Negri, presentazione  dei libri selezionati dal coordinamento delle Librerie per ragazzi.  Alle 21 a &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.spaziomusicapavia.it/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;Spazio Musica&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;, all'interno della rassegna "Di libri &amp;amp; di  altri piaceri", è organizzata la serata tributo a Tommy River, per  festeggiare &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mino_Milani"&gt;Mino Milani&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Mercoledì 12 marzo Federico Francucci presenta il volume inedito di  Giorgio Manganelli "Intervista a Dio" seduzioni. Sarà presente  l'editore Diego Dejaco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Giovedì 13 marzo Harmonica Bert (Bertrnado Goio) suonerà per gli amici  della libreria (tutti, voi compresi) Blues e Foot Stomping in "the  solo harp man".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Venerdì 14 marzo con l'associazione "Per Fare un albero" organizziamo  in Santa Maria Gualtieri un'incontro sulla narratività. Forniranno un  contributo alla chiacchierata Andrea Grisi, libraio, Andrea Valente,  illustratore e scrittore per ragazzi, Mario Sala Gallini, attore e scrittore per ragazzi, Francesco Mastrandrea, storico, attore e  narratore. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Sabato 15 marzo alle 16 Claudio Landolfi e Elisa Califano leggeranno, in preparazione all'incontro con l'autore, brani rivolti a ragazzi e adulti dal volume "Le favole della Maria" di Antonio Moresco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Martedì 18 marzo alle 18 Anna Ruchat parla del libro "Le favole della Maria" con l'autore Antonio Moresco."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;E questo è quanto: un mese ricco di iniziative per festeggiare il ritorno della primavera e la ritrovata voglia di uscire all'aperto... cosa che vale anche per noi Grafici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-2006047008173274907?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/2006047008173274907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=2006047008173274907' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2006047008173274907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2006047008173274907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/03/marzo-nuovamente-marzo.html' title='Marzo, nuovamente Marzo'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-833757709237712638</id><published>2008-01-28T15:10:00.000Z</published><updated>2008-01-28T15:16:42.300Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pavia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Estera'/><title type='text'>In Ricordo di Anna Politkovskaja</title><content type='html'>Un brevissimo Post per segnalare che grazie a &lt;a href="http://www.radioradicale.it/"&gt;Radio Radicale&lt;/a&gt; è disponibile la &lt;a href="http://www.radioradicale.it/scheda/245381/in-ricordo-di-anna-politkovskaja"&gt;registrazione completa della conferenza&lt;/a&gt; "In Ricordo di Anna Politkovskaja" tenutasi settimana scorsa in quel di Santa Maria Gualtieri a Pavia. Vi invito all'ascolto e vi rimando alle prossime iniziative!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-833757709237712638?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/833757709237712638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=833757709237712638' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/833757709237712638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/833757709237712638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/01/in-ricordo-di-anna-politkovskaja.html' title='In Ricordo di Anna Politkovskaja'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-6363426525617733662</id><published>2008-01-28T14:49:00.000Z</published><updated>2008-01-28T15:06:54.004Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pavia'/><title type='text'>Eventi della settimana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre ferve il lavoro facciamo ancora un piccola pausa per segnalare alcuni eventi molto importanti di questa settimana nella città di Pavia, città che sembra in procinto di tornare allo splendore culturale degli anni passati. I seguenti appuntamenti sono segnalati da Guido della Libreria Delfino:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lunedì 28 gennaio (oggi per i più sbadati) Daniele Scaglione, presenta il suo nuovo libro "&lt;a href="http://www.edizionieo.it/catalogo_visualizza.php?Id=662"&gt;Centro permanenza temporanea vista stadio&lt;/a&gt;" alle ore 18.30 Presso la Libreria Delfino in piazza della Vittoria. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Insieme all'autore ci sarà la professoressa di Filosofia del Diritto, Tecla Mazzarese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Daniele Scaglione è nato a Torino nel 1967 e nella stessa città ha sia lavorato in Fiat sia preso la laurea in Fisica. Ha passato diversi anni nel mondo delle cooperative, prima in una lavanderia industriale poi nella sede centrale di una grande organizzazione di rappresentanza imprenditoriale. Ha inoltre lavorato nel campo della formazione professionale. E' socio di &lt;a href="http://www.amnesty.it/"&gt;Amnesty International&lt;/a&gt;, della cui sezione italiana è stato presidente dal 1997 al 2001. Ha collaborato con alcuni giornali, tra cui l'inserto domenicale de &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/"&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/a&gt;. Attualmente vive a Roma ma non perde occasione per tornare dalle parti della curva Maratona. E' capo della comunicazione di ActionAid, organizzazione internazionale che lotta contro la povertà. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha pubblicato Istruzioni per un genocidio. Rwanda: cronache di un massacro evitabile (Ega, 2003), Baghdad, Kabul, Belgrado. La democrazia va alla guerra (AdnKronos Libri, 2003), Diritti in campo. Storie di calcio, libertà e diritti umani (Ega 2004).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tiene un blog personale, &lt;a href="http://www.edizionieo.it/blog_visualizza.php?Id=11"&gt;Il buco nella rete&lt;/a&gt;, sul sito delle Edizioni E/O.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;IL LIBRO &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è un libro molto originale e profondo per riflettere su cosa l'Italia e il mondo stanno diventando. Due iraniane dirette a Lione, la giovane Sharmin e sua madre, sperimentano sulla propria pelle la reclusione in un Centro di permanenza temporanea (CPT) nei pressi di Torino. Ma Sharmin – una fanatica di calcio al pari di tantissime altre donne in Iran – vive questa drammatica situazione anche come un'opportunità: quella di conoscere il paese dei campioni del mondo e delle superstelle come Totti. Scoprirà un universo dominato da una passione che ben presto la contagerà, ma comunque molto diverso da quello che si immaginava. La storia di Sharmin si intreccia con quella di Lucia, avvocatessa interessata ai temi dell'immigrazione. Anche lei considera Torino come una tappa nel suo percorso di vita sebbene, al contrario di Sharmin, non abbia affatto chiara la sua destinazione finale. "&lt;a href="http://www.edizionieo.it/catalogo_visualizza.php?Id=662"&gt;Centro permanenza temporanea vista stadio&lt;/a&gt;" racconta i CPT visti dall'interno con gli occhi innocenti di una ragazzina. Una storia sul valore dello sport e della solidarietà fra donne e non solo, un vero e proprio romanzo di formazione scritto con uno stile limpido come lo sguardo della sua protagonista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovedì 31 gennaio, alle 17 in Santa Maria Gualtieri, collaboriamo con l'ADOV, per l'incontro con Nedo Fiano, autore del libro A 5405. il coraggio di vivere - edizioni Monti. Durante l'incontro alcuni soci dell'ADOV, associazione donatori voce, leggeranno dei brani.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Alle 15:45 dell'11 aprile 1945 Nedo Fiano, prigioniero A 5405 nel Campo di sterminio di Auschwitz, è liberato dalle truppe americane nel Lager di Buchenwald, dove era stato trasferito dai nazisti in fuga. Comincia per l'autore e per molti altri prigionieri un lungo viaggio di ritorno alla libertà e alla vita. Oggi, dopo sessant'anni, questo viaggio non è ancora concluso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Laureato all'Università Bocconi di Milano, alla sua attività professionale di manager Nedo Fiano affianca un'intensa attività di conferenze e testimonianze sulla Shoah. Ora, dopo anni di trasmissione orale della memoria della Shoah, ha scelto di raccontare per la prima volta in questo libro la sua esperienza. Ricordiamo che INCIPIT associazione culturale per la promozione del libro - amici della libreria il Delfino - collabora con alcuni eventi a Pavia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;LE MANI DI MANI - l'opera narrativa di Mino Milani attraverso le immagini dei suoi illustratori, dal 18 gennaio al 2 marzo 2008, Pavia, Palazzo del Broletto – piazza Vittoria. Inaugurazione: venerdì 18 gennaio 2008 alle 18.30.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;IL - FESTIVAL dell'ILlustrazione con le mostre personali:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Michele Tranquillini dal 1° al 16 febbraio 2008 – Pavia, Santa Maria Gualtieri – Piazza Vittoria; Inaugurazione: venerdì 1° febbraio 2008 alle 18.30&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Chiara Carrer, dal 20 febbraio al 2 marzo 2008 – Pavia, Santa Maria Gualtieri – Piazza Vittoria l'autrice sarà presente il 2 marzo alle 18.30&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial"&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-6363426525617733662?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/6363426525617733662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=6363426525617733662' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6363426525617733662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6363426525617733662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/01/eventi-della-settimana.html' title='Eventi della settimana'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-9213338182752452191</id><published>2008-01-21T13:58:00.000Z</published><updated>2008-01-28T15:01:20.640Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pavia'/><title type='text'>"Da Pavia alla Mongolia" e "In Ricordo di Anna Politkovskaja"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'altra segnalazione per due grandi eventi nella città di Pavia, riporto i due comunicati stampa:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 204, 204);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); "&gt;&lt;img src="http://lh5.google.com/Stefano.Menegon/R5SpYmUK9xI/AAAAAAAAAI4/LzoXjzddJIw/s400/orizzontale%20copy.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"Da Pavia alla Mongolia, storia di un viaggio" &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Mercoledì 23 gennaio ore 18.30 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Scuderie del Castello Visconteo, Pavia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Fino a martedì 5 febbraio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il team 241 e il Comune di Pavia, in collaborazine con docenti delle Università degli Studi di Milano e Pavia e con l'associazione "Soyombo" di Milano, promuovono la mostra "Da Pavia alla Mongolia, storia di un viaggio", un racconto per fotografie e parole dell'avventura del Mongol Rally, cui hanno partecipato lo scorso anno un equipaggio formato da Alessandro Cini (Pavia), Giovanni Veronelli e Daniele Valera (Milano) su una fiat Uno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I duecento equipaggi del Mongol Rally 2007 sono partiti da Londra, Hyde Park e hanno attraversato paesi e deserti fino a Ulaan Bator, capitale della Mongolia. La corsa ha visto al partecipazione di vecchie auto, al massimo con 1000 cc di cilindrata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mostra sarà inaugurata mercoledì 23 gennaio alle ore 18.30 alla presenza delle autorità provinciali e cittadine e del Console di Mongolia, per proseguire con serate tematiche ed esposizioni fino al 5 febbraio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’idea della mostra è nata da uno dei team italiani che per la prima volta ha partecipato al Mongol Rally che, al ritorno, ha pensato di raccontare questa avventura e di proporre anche in Italia lo spettacolo dei paesaggi sconfinati di una terra lontana e ricca di fascino.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attraverso fotografie, video, oggetti, abiti e con l’allestimento di una tipica tenda mongola completa d’arredamento – la yurta -, sarà possibile immergersi nel lungo itinerario tra deserti e montagne che gli sportivi hanno compiuto in 29 giorni di viaggio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faranno da corollario alla mostra alcune serate tematiche di approfondimento sul popolo Kazako e Mongolo e sui problemi connessi a queste terre: &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Venerdi 25 gennaio alle ore 18,30 si parlerà dei problemi del Kazakhstan (scomparsa del Lago d’Aral, petrolio del Mar Caspio e radioattività del suolo), temi di spunto per una riflessione più ampia su ambiente ed energia a livello mondiale, ospiti due docenti dell’Università di Milano e Pavia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovedì 31 gennaio alle ore 20,45 si parlerà di leggende e racconti delle terre mongole, guidati dagli attivisti dell’associazione Soyombo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il ricavato delle donazioni e della vendita degli oggetti tipici della cultura mongola, verrà devoluto alla ONG Ai.Bi - Associazione Amici dei Bambini (www.aibi.it), a favore dei suoi progetti in Mongolia, destinati all’infanzia abbandonata o in difficoltà familiare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 16.0px 0.0px; text-align: justify; font: 16.0px Arial"&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giovedì 24 gennaio, in S.Maria Gualtieri alle ore 21 si svolgerà la Conferenza: "In ricordo di Anna Politkovskaja".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’evento nasce per iniziativa di alcune associazioni giovanili (OMP, Kronstadt, Radio Aut) in collaborazione con il Comune di Pavia - Unità Operativa Progetto Giovani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Interverranno in qualità di relatrici Anna Raffetto (editor della casa editrice Adelphi, curatrice dell'edizione italiana di "la Russia di Putin" e “Diario russo”) e Anna Zafesova (collaboratrice del quotidiano La Stampa, autrice di "E da Mosca è tutto", Utet). Nel corso della serata una giovane attrice pavese darà lettura di un brano tratto da “La Russia di Putin”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I giovani hanno mostrato la volontà di rendere omaggio alla figura della giornalista assassinata a Mosca nell’ottobre del 2006, e il desiderio di approfondire la conoscenza delle tematiche che furono al centro della sua attività di scrittrice. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Aderiscono all’iniziativa: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Diogene Filosofare oggi, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Amnesty International Gruppo 37 Pavia &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-9213338182752452191?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/9213338182752452191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=9213338182752452191' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/9213338182752452191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/9213338182752452191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/01/da-pavia-alla-mongolia-e-in-ricordo-di.html' title='&quot;Da Pavia alla Mongolia&quot; e &quot;In Ricordo di Anna Politkovskaja&quot;'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-6398208075084841597</id><published>2008-01-14T11:36:00.000Z</published><updated>2008-01-28T15:02:57.962Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pavia'/><title type='text'>Si ricomincia...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Georgia"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:16px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Georgia; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Eccoci, ritornati dopo lunghe settimane di ferie e riposo, pronti a portare a termine i lavori ancora in sospeso e a cominciarne di nuovissimi...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;Ma il post di oggi è dedicato ad una serie di iniziative - alcune già cominciate, altre che inizieranno durante i prossimi giorni - firmate dalla città di Pavia e dalla Libreria Delfino.&lt;br /&gt;Scendendo nei dettagli:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;La Provincia di Pavia, Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali organizza per ricordare la Giornata della Memoria, dal 26 gennaio al 23 febbraio 2008,  la quarta edizione di "MATITE PER LA MEMORIA". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La mostra, che verrà inaugurata sabato 26 gennaio 2008, alle ore 11,00, presso il Liceo Classico Foscolo, via Defendente Sacchi 15, Pavia, potrà essere visitata dalle classi fino al 23 febbraio 2008 con il seguente orario: dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 13.00. Provvederemo ad  inviarVi la locandina e l'opuscolo informativo della stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Anche per quest'anno è prevista la realizzazione di un laboratorio per insegnanti sulla didattica della Shoah. Il laboratorio, che si terrà presso l'Aula Magna del Liceo Foscolo,  dalle 15.30 alle 17.30, prevede quattro incontri:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;martedì 15 gennaio – La didattica della Shoah con Matteo Corradini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;mercoledì 16 gennaio – Letteratura e Shoah con Guido Affini e Andrea Grisi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;lunedì 21 gennaio – La Shoah al cinema con Paolo Castelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;giovedì 24 gennaio -  La Shoah nella storia del Novecento con Antonio Sacchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;A tutti i partecipanti verranno forniti materiali di documentazione e approfondimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Inoltre martedì 15 e mercoledì 16 gennaio alle ore 9.30, presso il Cinema Corallo di Pavia, è prevista la proiezione del film La strada di Levi di Davide Ferrario, prezzo del biglietto € 4,00 (in allegato una scheda illustrativa)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Per  prenotarsi e per qualsiasi ulteriore informazione potete rivolgerVi al Settore Beni e Attività Culturali – Piazza Italia 2 (tel. 0382 597425 – fax 597418 – e-mail angela.gramegna@provincia.pv.it)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Inoltre:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La Provincia di Pavia, Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali, in collaborazione con la Regione Lombardia e la Fondazione Teatro Fraschini, organizza in occasione del  trentennale della scomparsa di Charlie Chaplin, una mostra fotografica e bibliografica dal titolo "Charlot, l'immortale. Charlie Chaplin 1889-1977, realizzata con i materiali della Biblioteca di Cinema "Davide Turconi" della Provincia di Pavia e dell'Università degli Studi di Pavia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;La mostra potrà essere visitata dalle classi fino al 26 gennaio 2008, presso il Ridotto del Teatro,   con il seguente orario: dal lunedì al sabato dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00 (è gradita la prenotazione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Nei giorni 11, 15 e 23 gennaio 2007, alle ore 11.30, per le classi delle scuole primarie e secondarie inferiori, è prevista una lezione-spettacolo sulla figura di Charlie Chaplin condotta dall'attore  Francesco Mastrandrea. Per questi incontri è necessario prenotarsi entro il 9 gennaio p.v.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Per finire due eventi che riguardano la Libreria Delfino e SpazioMusica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Alla Libreria il Delfino di Pavia, giovedì prossimo, 17 gennaio, alle 17e 30, Andrea Valente incontra Matteo Corradini per parlare del suo libro "Creare" - edizioni Erickson.   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il volume è inserito nella collana "dattica per operazioni mentali" e la casa editrice ha preparato la scheda seguente.   Cercando di superare la difficoltà di descrivere la mente umana quando s'appresta a «creare» e la diffusa diffidenza nei confronti di una descrizione del processo creativo, lo scopo del volume è quello di approfondire meccanismi e ingranaggi della mente creatrice.  La complessa dinamica del creare, che implica una distruzione necessaria della storia passata, di possibilità alternative, del silenzio e del vuoto che erano prima della creazione, è considerata la base della vita mentale e della vita attiva; non un'attività prerogativa di pochi dotati di capacità innate, ma un'operazione mentale, appunto, a cui bambini e ragazzi vanno educati. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Il volume propone quindi diversi percorsi attraverso i quali s'impara a creare e si cerca di allenare il pensiero divergente, l'abilità di vedere il mondo, ad esempio, attraverso il buco di un cartoncino, di raccontarlo agli altri e di aprirsi ai loro mondi.   Matteo Corradini è insegante all'Università di Piacenza, dove svolge la sua attività nei corsi di Tecnologia dell'istruzione e dell'apprendimento e Metodi e tecniche del gioco e dell'animazione.E non solo. L'invito a partecipare è rivolto a tutte le persone che vogliono approfondire, in modo divertene e profondo, il tema dello stimolo della creatività. Segnalo il suo sito &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Mentre a SpazioMusica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Martedì 22 gennaio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Gianni Mura, Giallo su giallo (Feltrinelli ed.), con Stefano Pallaroni, Gianni Sacco, Andrea Grisi Accompagnamento musicale di Betti Verri e Alessio Lega sur la chanson française &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Degustazioni sobrie di formaggi e vini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Gianni Mura, cronista sportivo di “Repubblica”, si inventa un Tour bagnato di sangue. Il protagonista, nonché io narrante, fa più o meno il mestiere di Mura: segue il Tour insieme alla “banda” dei giornalisti internazionali, quando può mangia bene – e beve meglio –, si industria con passione e stile a ricreare per i lettori il clima delle tappe, telefona di tanto in tanto alla saggia moglie, esercita il suo sguardo umano sulla quotidianità bizzarra di una delle manifestazioni sportive più fascinosamente epiche. Ma guardare costa. E comincia a costare da subito. Una giovane prostituta che ha tentato di adescarlo viene trovata senza vita davanti alla porta della camera d’albergo del nostro cronista. Che naturalmente viene subito sospettato, portato in galera e interrogato a sangue. Non fosse per la durevole ostilità del giudice al quale sono affidate le indagini, l’episodio sembrerebbe rientrare, ma ecco un nuovo, terribile omicidio: nel bagno di un elegante ristorante viene rinvenuto il cadavere di Dédé, giornalista sportivo caro a tutti gli amici del Tour. È a questo punto che entra in scena il detective Magrite – il solitario, riservato, acuto Monsieur Magrite –, che si mette sulle tracce dell’assassino. Ma ci vorranno un altro morto, una dark lady e un nugolo di appetitosi personaggi minori per scoprire il legame fra l’una e l’altra morte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal normal 12px/normal Georgia; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:arial;font-size:13px;"&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-6398208075084841597?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/6398208075084841597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=6398208075084841597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6398208075084841597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6398208075084841597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2008/01/si-ricomincia.html' title='Si ricomincia...'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-1365342507610055443</id><published>2007-12-28T20:04:00.000Z</published><updated>2008-01-14T12:19:46.250Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura Fantastica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie di Fantasmi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Narrativa Fantastica - Racconti di Fantasmi - Introduzione</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;La figura dello spettro compare ben presto nel vasto mare delle letteratura. Già gli autori classici fanno incontrare ai protagonisti delle loro opere spettri e esseri non più viventi che conservano la sapienza e le sembianze degli avi scomparsi. Chiaro è che, se dovessimo analizzare la figura del fantasma da un punto di vista antropologico, a livello cosmogonico, sarebbe la fine. Ogni cultura ha una o più leggende legate al regno dei morti che tornano a discutere con i vivi per tramandare insegnamenti e conoscenze, piuttosto che a punire chi commette azioni disdicevoli o semplicemente infrange i tabù che la società impone. Visto da questo lato il problema ha una soluzione maggiormente complessa, i fantasmi sono sempre esistiti e sempre esisteranno. La grande innovazione portata dagli Stati Uniti nel XIV secolo fu quella della corrente dello spiritismo. Se prima il fantasma era inserito all'interno del romanzo, del racconto o del poema sotto forma di sogno, di incontro casuale o comunque con un ruolo marginale, con l'avvento dello spiritismo, il fantasma assume i ruolo di protagonista assoluto ed indiscusso dell'opera. Il carattere distintivo che viene conservato di racconto in racconto, ma meglio sarebbe dire di autore in autore riguarda la tradizione della zona geografica d'appartenenza di chi scrive. Avremo quindi una serie di caratteristiche ben precise per la zona italiana, altre per la zona anglosassone, altre ancora diversissime nonostante la vicinanza per la zona irlandese. Una buona selezione di racconti e testi utili ad analizzare e a individuare queste differenze sono state pubblicate da Newton &amp;amp; Compton editori in sei volumetti di circa cento pagine ciascuno, nella famosa collana “cento pagine mille lire”. Tutti i volumi sono curati da Gianni Pilo e Sebastiano Fusco. Assieme all'altro grande volume: Storie di Fantasmi, sempre edito da Newton &amp;amp; Compton e sempre curato da Fusco e Pilo, che raccoglie cento storie dei più grandi scrittori  a cavallo fra settecento e novecento che hanno come soggetto i fantasmi e il regno dello spiritismo, rappresentano la base dalla quale questa serie di post partirà per esaurire il tema.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-1365342507610055443?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/1365342507610055443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=1365342507610055443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/1365342507610055443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/1365342507610055443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/12/narrativa-fantastica-racconti-di.html' title='Narrativa Fantastica - Racconti di Fantasmi - Introduzione'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-7731591338979905260</id><published>2007-12-24T13:58:00.000Z</published><updated>2007-12-24T14:16:55.862Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bram Stoker'/><title type='text'>L'Ospite di Dracula - Bram Stoker - Parte 2°</title><content type='html'>&lt;img src="http://lh6.google.it/Stefano.Menegon/RyNYW69zgPI/AAAAAAAAAFg/jeB0MggPb9U/s400/Incisione%20tedesca%20del%201500_web.png" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Incisione tedesca del 1500 raffigurante Dracula mentre banchetta tra gli impalati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finisce qui la seconda parte del racconto di Bram Stoker dal titolo l'Ospite di Dracula. Tornerò ancora sulla produzione letteraria di Stoker con una nuova serie di post nell'anno che verrà!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Ospite di Dracula - seconda ed ultima parte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il paesaggio era davvero prodigioso. Non che ci fosse di quando in quando qualche particolare che richiamasse lo sguardo; dovunque ci si soffermasse, tutto appariva immerso in un incantesimo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il pomeriggio moriva; cadeva il crepuscolo quando cominciai a chiedermi da che parte sarei tornato a Monaco. La luce splendente del giorno era spenta, il freddo aumentava, le nuvole si ammucchiavano nel ciclo, si facevano minacciose, le accompagnava un lontano brontolio, in mezzo al quale di tanto in tanto si elevava quell'urlo misterioso che il cocchiere aveva attribuito a un lupo. Esitai un istante, ma ormai l'avevo detto, dovevo vedere quel villaggio abbandonato. Continuando a camminare, arrivai dopo poco ad un vasto altopiano, tra le colline dai fianchi boscosi. Seguii con&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;lo sguardo il sinuoso sentiero: spariva ad una curva dietro un assembramento di cespugli.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Stavo ancora contemplando quel quadro, quando, improvviso, soffiò un vento gelido e la neve cominciò a cadere. Pensavo ai chilometri fatti in quella campagna deserta e andai a rifugiarmi sotto gli alberi che avevo di fronte. Il ciclo si scuriva sempre di più, i fiocchi di neve cadevano sempre più veloci e più fitti, non ci volle molto perché la terra intorno e di fronte a me divenisse un tappeto di un candore abbagliante, di cui non vedevo la fine, persa in una sorta di nebbia. Mi rimisi in cammino, ma la strada era pessima. Il suo tracciato si confondeva a volte coi campi, a volte col sottobosco. La nebbia non semplificava le cose:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ben presto mi resi conto che ero uscito di strada e che i miei piedi, sotto la neve, sprofondavano sempre più nell'erba, in una specie di muschio. Il vento soffiava con violenza, il&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;freddo&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;pizzicava,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;cominciavo a sentirmi a disagio nonostante che concentrassi tutte le mie forze per poter avanzare. Il turbine di nevischio mi impediva di tenere gli occhi aperti. Ogni tanto un lampo strappava le nuvole e per un secondo distinguevo davanti a me alberi immensi, abeti e cipressi coperti di neve. Al riparo sotto gli alberi, nel silenzio circostante, sentivo solo il vento sibilarmi sopra la testa. L'oscurità nata dalla bufera fu inghiottita dalla definitiva oscurità della notte. Poi la tormenta sembrò allontanarsi: per qualche tempo vi furono solo raffiche di estrema violenza e, ad ogni raffica, ebbi l'impressione che l'urlo misterioso, quasi soprannaturale del lupo, si ripetesse in molteplici eco.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Tra le enormi nuvole nere talvolta appariva un raggio di luna a schiarire l'intero paesaggio. Potei rendermi conto così di essere giunto davvero ai margini del bosco di abeti e cipressi. La neve ora non cadeva più, lasciai il mio rifugio per veder meglio. Pensai che avrei probabilmente trovato&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;da quelle parti una casa, magari in rovina, un rifugio più stabile. Costeggiando il bosco, mi resi conto che ne ero diviso da un muro; ma dopo un po' trovai l'apertura. Proprio in quel punto la foresta di cipressi si dipartiva in due file parallele formando un viale che portava ad una mas-&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;sa cubica, un edificio probabilmente. Ma l'avevo appena intravisto che nuvole velarono la luna: dovetti risalire il viale nel buio più completo. Camminando, rabbrividivo di freddo, ma mi aspettavo un rifugio e la speranza guidava i miei passi; avanzavo ne più ne meno come un cieco.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Poi mi fermai, stupito dall'improvviso silenzio. La tormenta era cessata e, in sintonia con la calma della natura il mio cuore aveva smesso di battere. Durò appena un istante, poi la luna si fece di nuovo strada tra le nuvole e vidi che ero in un cimitero e che l'edificio cubico in fondo al viale era una grande tomba di marmo, bianco come la neve che la ricopriva quasi interamente e che velava l'intero cimitero. Col chiaro di luna mi giunse un nuovo brontolio tempestoso insieme all'ululato sordo dei lupi o dei cani. Impressionato, sentivo il freddo trapassarmi da parte a parte, colpendomi, mi sembrava, anche il cuore.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La luna rischiarava ancora la tomba di marmo quando il&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;temporale ritornò su suoi passi.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Come subendone il fascino, mi accostai al mausoleo che così stranamente si ergeva in quel punto solitario; gli girai attorno e lessi sulla porta di stile dorico quest'iscrizione in tedesco:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:CourierNewPSMT;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span  lang="FR" style="font-family:TimesNewRomanPS-ItalicMT;"&gt;Contessa Doligen de Gratz&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:TimesNewRomanPS-ItalicMT;"&gt;Stiria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:TimesNewRomanPS-ItalicMT;"&gt;Ella cercò e trovo la morte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:TimesNewRomanPS-ItalicMT;"&gt;1801&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:CourierNewPSMT;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Sulla tomba, piantato apparentemente nel marmo (il monumento funebre era composto di diversi blocchi) stava un lungo piolo di ferro. Dalla parte opposta decifrai queste parole incise in caratteri cirillici:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:CourierNewPSMT;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:TimesNewRomanPS-ItalicMT;"&gt;I morti sono veloci.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:CourierNewPSMT;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tutto era così insolito e misterioso che mi sentii quasi mancare. Cominciai a pentirmi di non aver seguito il consiglio di Johann. Mi balenò un'idea spaventosa. Era la notte delle Valpurghe: Walpurgis Nacht!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Sì, la notte delle Valpurghe, durante la quale milioni di persone credono che il diavolo balzi in mezzo a noi, che i morti escano dalle loro tombe, che tutti i genii malefici della terra, dell'aria e delle acque si abbandonino a un baccanale. Io mi trovavo proprio nel luogo che il cocchiere aveva voluto evitare ad ogni costo, in un villaggio abbandonato da secoli. Qui era stata sepolta la suicida ed io ero solo davanti alla sua tomba, impotente, tremante di freddo sotto un sudario di neve, con la minaccia imminente di un altro temporale! Dovetti fare appello a tutto il mio coraggio, a tutta la mia ragione,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;alle credenze&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;religiose nelle quali ero stato allevato, per non soccombere al terrore.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dopo poco fui travolto dalla bufera. Il terreno sussultava come sotto il trotto di centinaia di cavalcature, questa volta non fu più neve ma grandine a precipitar sulla terra, e con tale forza che i chicchi strappavano le foglie e spezzavano i rami. Poco dopo, nemmeno i cipressi furono più per me un riparo. Mi buttai sotto a un altro albero, ma anche quel rifugio fu spazzato via dopo poco, cercai qualcosa di più sicuro: notai che la porta del mausoleo, di stile dorico, comportava una nicchia profonda. Là, appoggiato al bronzo massiccio, mi sentii un po' protetto da quella grandine fitta. I chicchi mi venivano addosso solo di rimbalzo dopo essere caduti sul viale o sui blocchi di marmo; D'un tratto la porta cedette al mio peso e si schiuse verso l'interno. Considerai una fortuna il tetto insperato che mi offriva il sepolcro e feci per entrare.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Proprio&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;allora un lampo forcuto rischiarò tutto il ciclo. Immersi lo sguardo nel buio della fossa e, vero come sono vivo, vidi distesa su un giaciglio una donna bellissima dalle guance piene e le labbra vermiglie che pareva dormire. Scoppiò un tuono e la mano di un gigante mi trascinò di nuovo fuori, sotto la tormenta. Fu così rapido che prima che io potessi rendermi conto dello choc morale e fisico subito, mi sentii nuovamente bersaglio della grandine. Nello stesso tempo, non avevo più l'impressione di essere solo. Guardai ancora verso la tomba. La porta era rimasta aperta. Un altro lampo accecante parve abbattersi sul piolo di ferro piantato nel marmo e farsi strada fino al cuor della terra, riducendo in briciole il possente mausoleo. La morta, in preda ad orribili tormenti, si rizzò per un attimo: era avvolta nelle fiamme, ma il tuono soffocava le sue grida di sofferenza. L'ultima cosa che sentii fu questo sinistro concerto, poi la mano ciclopica mi riafferrò, ritrascinandomi nella tempesta, mentre le colline che mi accerchiavano si rimandavano l'un l'altro l'ululato del lupo. L'ultima visione di cui mi sovvenga è quella di una bianca folla in movimento, dalle forme imprecise, come se tutte le&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;tombe si fossero spalancate per lasciar uscire degli spettri. Nel turbine della grandine li intravedevo avvicinarmisi sempre di più.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Poco a poco tuttavia ripresi conoscenza, poi provai una tale stanchezza da spaventarmene. Mi ci volle parecchio per ricostruire quel che mi era successo. I piedi mi dolevano, ma non riuscivo più a muoverli. Si erano intorpiditi. La mia nuca era di ghiaccio, la colonna vertebrale e le orecchie anch'esse intorpidite e dolenti. Ma sul cuore provavo un senso di calore davvero squisito se comparato a tutte le altre sensazioni. Era un incubo, un incubo fisico, se così posso dire: un indefinibile peso mi gravava sul petto, rendendomi la respirazione difficile.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Restai a lungo in questo stato semiletargico e non ne uscii che per sprofondare nel sonno, a meno che non si trattasse di una specie di svenimento. Poi provai come una nausea, il bisogno insopprimibile di liberarmi da qualcosa, non sapevo che cosa. Tutt'intorno a me regnava un silenzio&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;profondo, come se il mondo intero dormisse o fosse morto da poco. Il silenzio era rotto, però, di tanto in tanto dall'ansimare di un animale che non doveva essere affatto lontano da me. Sentii ancora qualcosa di caldo bruciarmi sul petto, e fu allora che compresi la spaventosa realtà. Una bestia enorme mi stava sdraiata addosso col muso incollato al mio petto. Non osavo muovermi, sapendo che solo una prudente immobilità poteva salvarmi, ma anche la bestia dovette capire che qualcosa era cambiato in me, perché alzò la testa. Attraverso le ciglia, scorsi su di me gli occhi fiammeggianti di un lupo gigantesco. Zanne bianche, lunghe e puntute, brillavano nelle sue fauci rosse spalancate, il suo alito caldo ed acre mi penetrava le narici.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Passò un altro lungo momento di cui non riesco a ricordare più nulla. Poi mi resi conto di un brontolio, di una specie di latrato a intervalli regolari. Mi parve di sentire, molto lontane, diverse voci gridare — Olà, olà! — tutte insieme. Con precauzione sollevai il capo per guardare nella direzione da cui provenivano quelle grida, ma il cimitero mi toglieva la visuale. Il lupo continuava ad ululare bizzarramente, un bagliore rossastro aureole il bosco di cipressi, e mi sembrò che si accordasse alle voci. Queste erano sempre più vicine e intanto il lupo ululava sempre più alto e più fitto. Temevo più che mai di lasciarmi sfuggire la minima vibrazione, il minimo sospiro. Anche il bagliore rossastro si avvicinò, lambendo il bianco sudario che ricopriva intorno la notte. D'un tratto, di dietro agli alberi, sbucarono al trotto un gruppo di cavalieri, che brandivano torce. Il lupo lasciò immediatamente il mio petto e con un balzo dileguò nel cimitero. Vidi uno dei cavalieri (erano soldati, riconoscevo la divisa militare) impugnare una carabina e mirare. Un suo compagno lo urtò col gomito, la pallottola mi sibilò a fil d'orecchio. Doveva aver preso il mio corpo per quello del lupo. Un altro soldato aveva visto invece l'animale allontanarsi e si udì un secondo sparo. Poi tutti i cavalieri ripartirono al galoppo, certuni verso di me, altri verso il lupo scomparso sotto i cipressi gravati dalla neve.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Quando me li sentii vicini, volli muovere infine le braccia e le gambe, ma mi era impossibile, non avevo più forze, benché nulla mi sfuggisse di quel che si diceva e faceva in-&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;torno a me. Due o tre soldati scesero di sella e mi si inginocchiarono accanto per esaminarmi. Uno mi sollevò il capo, mi palpò il cuore.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Va tutto bene, amici! — gridò. — II cuore ancora gli batte!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Mi versarono un po' di cognac in gola, ripresi del tutto i sensi, spalancai gli occhi. Le luci e le ombre giocavano tra gli alberi, sentivo gli uomini interpellarsi l'un l'altro. Le loro grida esprimevano spavento e, poco dopo, quelli che erano andati a caccia del lupo rivennero come indemoniati. Gli altri li interrogarono con voce d'angoscia:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— E allora, l'avete trovato?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— No! no! — fu la risposta concitata e si capiva che non avevano perso il timore. — Andiamocene presto di qui. Che idea starsene ad indugiare in un luogo simile, in una&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;notte simile.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Che cos'era? — chiesero ancora gli altri, ognuno vibrando della sua particolare emozione. Le risposte furono disparate e soprattutto impacciate, come se tutti avessero in&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;un primo tempo voluto dire la stessa cosa, e poi la stessa paura li avesse impediti di andare in fondo al loro pensiero.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Era... era... sì! — balbettò uno di loro evidente mente ancora in stato di choc.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Un lupo... ma non un vero lupo — disse un altro rabbrividendo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Non serve a niente sparargli addosso se non si ha una pallottola benedetta! — fece notare un terzo che dimostrava maggiore padronanza dei suoi nervi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Abbiamo scelto proprio bene la notte per uscire — esclamò un quarto. — Certo che i nostri mille marchi ce li siamo guadagnati.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— C'era sangue sui frammenti di marmo — osservò un quinto, — e non sarà certo stato il fulmine a provocarlo. E questo qui? Non è in pericolo per caso? Guardategli il collo. Vedete, amici, il lupo gli si è sdraiato addosso e gli ha tenuto il sangue in caldo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L'ufficiale si chinò su di me, poi dichiarò:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Niente di grave, la pelle non è stata neppure intaccata. Che significa dunque tutto questo? Non dimentichiamo che non l'avremmo mai trovato senza le grida del lupo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ma il lupo dove sarà andato? — chiese il soldato che mi sosteneva la nuca e che pareva fra tutti il più controllato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Sarà tornato nella sua tana — rispose il suo compagno. Aveva il viso livido e tremava guardandosi intorno. — Non ci sono forse abbastanza tombe qui dove ha potuto rintanarsi? Andiamocene amici, presto! Lasciamo questo luogo dannato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il soldato mi aiutò a mettermi seduto, l'ufficiale impartì alcuni ordini. Diversi uomini mi vennero a prendere e mi issarono in sella. Allora l'ufficiale balzò dietro di me sul mio stesso cavallo, mi cinse con un braccio la vita e diede il via. Al galoppo, mantenendo un allineamento prettamente militare, ci lasciammo dietro i cipressi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Non avendo ancora ritrovato l'uso della parola, mi fu impossibile in quel momento raccontare la mia inverosimile avventura. Senza dubbio caddi addormentato perché mi ricordo solo di essermi ritrovato in piedi più tardi sorretto da due soldati. Era l'alba e a nord un lungo raggio di sole si specchiava nella neve, disegnando un sentiero di sangue. L'ufficiale stava raccomandando ai suoi uomini di non parlare con anima viva di quello che avevano visto, dovevano dire soltanto di aver trovato un inglese, con un grosso cane che gli faceva la guardia.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Un cane! Ma non era mica un cane! — esclamò il soldato che fin dal primo momento era parso il più spaventato. — Non sono mica tanto sciocco da non saper distinguere un cane da un lupo, io!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L'ufficiale ribatté glaciale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ho detto che era un cane.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— SI, un cane! — ripeté l'altro sarcastico.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Si vede che il sole gli aveva ridato coraggio: infatti, segnandomi a dito, continuò:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Guardategli un po' il collo! Non vorrete mica farmi credere che un cane possa fare una cosa simile?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Istintivamente mi portai una mano alla gola e subito urlai di dolore. Mi vennero tutti intorno. Cerumi, rimasti in sella, si sporgevano per vedere meglio. Ma di nuovo si alzò la voce calma dell'ufficiale:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ho detto un cane! Se raccontassimo dell'altro, ci faremmo prendere in giro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Un altro soldato mi rissò in sella e continuammo a cavalcare fino alla periferia di Monaco. Là mi fecero salire su un carro che mi ricondusse alla locanda delle Quattro Stagioni. L'ufficiale era rimasto con me, uno dei suoi uomini si era preso l'incarico di custodire il suo cavallo mentre gli&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;altri rientravano in caserma.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nel venirci incontro Herr Deibrùck rivelò con le sue premure l'impazienza con cui aveva atteso il mio ritorno. Mi afferrò le mani senza lasciarmi finché non fui al sicuro nel suo corridoio. L'ufficiale mi salutò e stava per andarsene se io non l'avessi pregato di venire con noi nella mia stanza. Gli feci servire un bicchiere di vino e gli dissi la mia riconoscenza, per lui e per i suoi amici, che mi avevano salvato la vita. Mi rispose con semplicità che il contribuirvi era stata una gioia per lui, che era stato Herr .Delbruck a prendere le prime disposizioni necessario e che in definitiva le&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;ricerche non erano state neppure spiacevoli; a quell'ambigua dichiarazione, il padrone della locanda sorrise. L'ufficiale ci pregò di lasciarlo partire, era l'ora per lui di rientrare in caserma.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ma, Herr Delbruck, — chiesi, dopo che l'ufficiale se ne fu andato. — Come mai quei soldati sono venuti a cercarmi? E perché?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Alzò le spalle, come se quel che aveva fatto non fosse importante e rispose:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Il comandante del reggimento, di cui facevo parte un tempo, mi ha permesso di fare appello a dei volontari.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ma come facevate a sapere che mi ero perduto?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Il cocchiere è tornato qui con quel che restava della sua carrozza: era stata quasi completamente distrutta dai cavalli imbizzarriti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ma non sarà soltanto per questo che avete mandato dei soldati a cercarmi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Oh, no... Guardate qui, prima ancora che il cocchiere tornasse ho ricevuto un messaggio dal boiardo di cui voi sarete ospite...&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tirò fuori di tasca un foglio, me lo tese e lessi:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:CourierNewPSMT;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:TimesNewRomanPS-ItalicMT;"&gt;Bistritz.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:CourierNewPS-ItalicMT;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:TimesNewRomanPS-ItalicMT;"&gt;Abbiate cura del mio futuro ospite: la sua sicurezza è per me preziosa. Se gli dovesse accadere qualcosa dì spiacevole, se dovesse sparire, fate tutto quel che è in vostro potere per ritrovarlo e per salvargli la vita. È Un inglese, quindi ama l'avventura. La neve, la notte, i lupi possono essere per lui altrettanti pericoli.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Non perdete un solo istante se avete qualche preoccupazione per lui. Ho i mezzi per ricompensare il vostro zelo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:CourierNewPS-ItalicMT;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:TimesNewRomanPS-ItalicMT;"&gt;Dracula&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:CourierNewPSMT;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:CourierNewPSMT;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tenevo in mano la lettera ed avevo l'impressione che la camera mi girasse intorno: se il padrone della locanda non mi avesse sorretto certo sarei caduto. Tutto era così strano, misterioso, incredibile che avevo a poco a poco sempre più la sensazione di essere in balia di forze contrarie. La sola idea bastava a paralizzarmi. Certo dovevo trovarmi sotto la protezione di qualche forza misteriosa: proprio al momento giusto, un messaggio giunto da un paese lontano mi aveva difeso dal pericolo di addormentarmi sotto la neve e sottratto alle fauci del lupo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-7731591338979905260?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/7731591338979905260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=7731591338979905260' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7731591338979905260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7731591338979905260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/12/lospite-di-dracula-bram-stoker-parte-2.html' title='L&apos;Ospite di Dracula - Bram Stoker - Parte 2°'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-7735120223532299584</id><published>2007-12-23T19:03:00.000Z</published><updated>2007-12-23T19:35:19.028Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bram Stoker'/><title type='text'>L'Ospite di Dracula - Bram Stoker - Parte 1°</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continua la serie di post sull'opera di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bram_Stoker"&gt;Bram Stoker&lt;/a&gt; e continua con alcune notizie utili e un racconto in due parti: L'Ospite di Dracula.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima parte di notizie utili riguarda alcuni testi che si possono reperire gratis in rete e che, chiaramente, fanno parte del &lt;a href="http://www.gutenberg.org/wiki/Main_Page"&gt;progetto Gutenberg&lt;/a&gt;. I testi sono tutti in lingua originale e potete trovarli seguendo &lt;a href="http://onlinebooks.library.upenn.edu/webbin/book/search?author=Bram+Stoker&amp;amp;amode=words&amp;amp;title=&amp;amp;tmode=words"&gt;questo link&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui di seguito invece, troverete la prima parte del racconto sopra citato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Ospite di Dracula di Bram Stoker&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Partivo per una gita, il sole illuminava Monaco e l'aria vibrava dell'esultanza tipica degli inizi dell'estate. La carrozza era già in moto quando Herr Deibriick, il padrone della locanda delle Quattro Stagioni dove ero sceso, accorse ad augurarmi una buona passeggiata; prima di togliere la mano dallo sportello, si rivolse al cocchiere:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ritornate prima di sera, mi raccomando. Adesso il tempo è bello, però questo vento del nord potrebbe anche portarci un temporale. Ma i miei consigli di prudenza sono superflui: voi sapete quanto me che non è questa la notte più adatta per starsene in giro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Disse le ultime parole mantenendo un sorriso a fior di labbra.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— ]a, mein Herr — fece Johann con aria d'intesa, si toccò con due dita il cappello e lanciò i cavalli a tutta velocità.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Usciti di città, gli feci segno di fermarsi, ero impaziente di chiedergli:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Come mai, Johann, il padrone ci ha messo in guardia contro la prossima notte?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Si fece il segno della croce e rispose secco:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Walspurgis Nacht!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Poi tirò fuori di tasca l'orologio, un antico orologio tedesco d'argento, grosso quanto una rapa; lo consultò, aggrottò le sopracciglia e alzò le spalle visibilmente contrariato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Capii che era un modo rispettoso di protestare per quell'inutile perdita di tempo e mi ributtai in fondo alla carrozza. Si rimise subito in moto a forte andatura, come se volesse ricuperare il tempo perduto. Di tanto in tanto i cavalli alzavano il muso a fiutare l'aria, come se li insospettisse un odore che loro soltanto fossero in grado di percepire. E ogni volta che mi rendevo conto così della loro inquietudine guardavo anch'io preoccupato il paesaggio che mi stava d'intorno. La strada era battuta dai venti, già da un pezzo stavamo arrampicandoci su una salita ed eravamo ormai giunti a un altopiano. Subito dopo vidi un sentiero apparentemente poco frequentato, che pareva inoltrarsi in una angusta vallata. Fui tentato di dirigermi da quella parte e, pur sapendo di irritare Johann, gli gridai di nuovo di fermarsi e gli spiegai le mie intenzioni. Con mille scuse mi lasciò capire che era impossibile:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;si fece diverse volte il segno della croce mentre parlava. Incuriosito, moltiplicai le mie domande. Fu sempre più evasivo e guardava ad ogni istante l'orologio per farmi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;capire l'intempestività della mia insistenza. Non riuscii più a trattenermi:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Johann — esclamai. — Voglio andare da quella parte. Non vi obbligo mica ad accompagnarmi: vorrei solo sapere perché rifiutate di farlo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Per tutta risposta saltò giù dal sedile. Appena a terra giunse le mani e mi supplicò di dimenticare quel sentiero. Inframmezzava il suo tedesco di un numero sufficiente di parole inglesi perché potessi comprenderlo. Sembrava sempre sul punto di dire non so quale cosa, il cui solo pensiero bastava a terrorizzarlo, ma al momento buono si riprendeva, limitandosi a ripetere, con gran segni di croce:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="DE"&gt;— Walspurgis Nachf! Walspurgis Nachtf&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Mi sarebbe piaciuto approfondire la questione, ma provatevi un po' voi a discutere con qualcuno di cui non capite la lingua! Restò in vantaggio su di me, perché anche quando si sforzava di usare le poche parole di inglese che conosceva, finiva sempre nella sua eccitazione per rimettersi a parlare tedesco:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;dopodiché, invariabilmente ricominciava a guardare l'orologio per farmi capire quel che c'era da capire. Anche i cavalli cominciavano ormai ad impazientirsi e le loro narici riprendevano a palpitare; il cocchiere se ne accorse, impallidì, si guardò intorno spaventato e d'un tratto afferrò le briglie e trascinò le bestie qualche metro più in là. Lo seguii, chiedendogli che cosa lo avesse spinto a lasciare all'improvviso il luogo in cui ci eravamo fermati. Si fece un ennesimo segno di croce, indicò col dito il luogo in questione, portò la carrozza ancora più lontano ed infine,&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;mostrandomi una croce piantata in quei pressi, mi disse prima in tedesco e poi in un cattivo inglese:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— È lì che è stato sepolto il suicida.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Mi ricordai allora dell'antico costume di seppellire i suicidi agli incroci.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ah, sì? — feci. — Un suicida? Interessante...&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Non per questo capivo che cosa avesse Impaurito i cavalli. Mentre stavamo lì a conversare, ci giunse l'eco confusa di un ululato o di un latrato; veniva di lontano, ma i cavalli se ne innervosirono oltremodo e Johann ebbe il suo daffare a calmarli. Si voltò verso di me e la voce gli tremava:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Sembra l'urlo di un lupo, eppure di lupi qui non ce ne sono.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;—&lt;span style=""&gt;        &lt;/span&gt;Ah, no? È da molto che i lupi non vengono nei dintorni della città?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Da moltissimo tempo, perlomeno in primavera e in estate. Casomai se ne son visti con la neve.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Continuava ad accarezzare i cavalli per tentare di tranquillizzarli. Intanto il sole fu nascosto da grosse nuvole nere, che in pochi istanti invasero il cielo. Quasi nello stesso momento soffiò un vento gelido, ma un soffio soltanto, un semplice preavviso, perché subito dopo il sole brillò di nuovo. Facendosi schermo con la mano, Johann scrutò l'orizzonte, poi sentenziò:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Tormenta. L'avremo tra poco.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Guardò ancora una volta l'orologio, poi, stringendosi sempre più forte le redini giacché il nervosismo dei cavalli gli faceva temere il peggio, rimontò sul sedile come se fosse proprio venuto il momento di tornare indietro. Io però volevo saperne di più.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ma dove porta, allora, quel sentiero che non volete prendere? Dove si arriva di lì?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Altro segno di croce seguito da una preghiera borbottata tra i denti, poi la risposta lapidaria:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Proibito l'ingresso.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ma l'ingresso a che cosa?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ma al villaggio!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Dunque, c'è un villaggio laggiù?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— No, no. Da secoli non ci abita più nessuno.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Ma non avete parlato di un villaggio?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Sì, ce n'era uno una volta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— E che ne è stato?&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Si lanciò allora in una prolissa spiegazione, nella quale il tedesco si mescolava all'inglese in modo tanto confuso che mi era arduo il seguirlo; mi parve comunque di capire che una volta — centinaia e centinaia d'anni prima — alcuni uomini di quel villaggio erano morti ed erano stati debitamente sepolti. Dopo un certo tempo, però, si eran sentiti strani rumori sotto terra, si erano aperte le tombe e si eran visti quegli uomini — tra cui c'erano pure alcune don- ne — vivi e vegeti con del sangue che gli scorreva tra le labbra. Temendo per la propria vita, e ancor di più per la propria anima, come precisò Johann facendosi il segno della croce, gli abitanti fuggirono allora verso altri luoghi dove i vivi vivessero normalmente ed i morti facessero i morti e non qualcos'altro. Il cocchiere evidentemente stava per pronunciare una certa parola, ma in extremis era riuscito a evitarla. Mentre parlava, aumentava la sua eccitazione. Sembrava sconvolto da quel che lui stesso stava immaginando. Concluse il suo racconto in preda a una vera e propria crisi di terrore. Era più pallido di un morto, sudava a goccioloni, tremava, si guardava intorno angosciato come se si aspettasse di vedere apparire qualcosa di temibile sull'altopiano illuminato dal sole. Le sue ultime parole furono un lamento disperato e straziante:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Walpurgis Nacht! e mi indicò la carrozza, supplicandomi tacitamente di riprendere posto. Il mio sangue britannico mi montò alla testa, arretrai di un passo o due e dissi al tedesco:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Voi avete paura, Johann! Avete paura! Riprendete la strada di Monaco, io tornerò con i miei mezzi. Una passeggiata a piedi mi farà bene.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Lo sportello era ancora aperto, presi sul sedile il mio bastone da passeggio di castagno, da cui, in campagna, non mi separavo mai.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;— Sì, sì, Johann, tornatevene pure a Monaco — ripresi. — Walpurgis Vinchi, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;non è roba che riguardi gli inglesi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;I cavalli erano sempre più nervosi, Johann non ce la faceva più a trattenerli, eppure continuava a pregarmi di desistere dal mio proposito insensato. Vedendo che se la prendeva tanto a cuore, provai pena per lui. Tuttavia non potevo fare a meno di ridere. Lo spavento gli aveva fatto dimenticare che, per farsi capire, avrebbe dovuto parlare inglese: continuava quindi a masticare tedesco. Stava diventando noioso. Gli indicai la sua strada col dito teso, gridai — Munich! — gli voltai le spalle e mi diressi verso la valle.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Lo vidi allora dirigere i cavalli verso Monaco con il volto della disperazione. Appoggiandomi al bastone, seguii cogli occhi la carrozza;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;si allontanava con grande lentezza. In cima alla collina apparve allora una figura d'uomo, alta e magra, che mi riuscì di distinguere malgrado la lontananza. Man mano che essa si avvicinava ai cavalli, questi prendevano a inarcare la schiena, ad agitarsi, a nitrire di terrore. Johann non li dominava più:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;si imbizzarrirono. Ben presto mi uscirono di vista, volli guardare di nuovo lo straniero, ma anche lui era scomparso.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Mi incamminai verso il sentiero che spaventava tanto Johann con la massima tranquillità. Penso di aver camminato almeno un paio d'ore senza neppure accorgermi del tempo che passava e senza incontrare anima viva. E senza vedere l'ombra di una casa, neppure in lontananza. Il luogo era completamente deserto. Me ne resi conto, però, solo quando, al termine di una curva, mi ritrovai al limite di un bosco rado. Solo allora presi coscienza dell'impressione che mi aveva fatto quel paesaggio desolato.&lt;/p&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:georgia;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Mi sedetti per riprender fiato ed osservai quel che mi circondava. Mi parve, dopo poco, di sentir molto più freddo che all'inizio della mia passeggiata. Percepii inoltre un suono che somigliava più che altro ad un lungo sospiro inframmezzato a intervalli regolari da una sorta di grugnito soffocato. Alzai gli occhi e vidi passare nel ciclo delle nuvole gonfie sospinte da nord verso sud. Di certo un temporale stava per scoppiare. Rabbrividii: pensai che ero rimasto seduto troppo a lungo. Ripresi quindi a camminare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-7735120223532299584?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/7735120223532299584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=7735120223532299584' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7735120223532299584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7735120223532299584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/12/lospite-di-dracula-bram-stoker-parte-1.html' title='L&apos;Ospite di Dracula - Bram Stoker - Parte 1°'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-6801212883730015799</id><published>2007-12-22T18:57:00.000Z</published><updated>2007-12-22T19:10:30.048Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Il Medioevo Fantastico</title><content type='html'>&lt;img src="http://lh5.google.it/Stefano.Menegon/R21gBz2cjgI/AAAAAAAAAIY/aoCdHtyYBrA/s400/Il%20Medioevo%20Fantastico.jpg" /&gt;&lt;br /&gt; &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Un buon Grafico, oltre che realizzare i desideri dei clienti deve, per forza di cose, avere un suo senso artistico ed estetico. Per arrivare a questo scopo, ogni Grafico che si rispetti deve seguire una sua strada attraverso innumerevoli tomi di storia dell'arte. La fortuna di un Grafico italiano sta nascosta&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;nella bellezza del nostro paese e nella ricchezza del nostro patrimonio artistico. Chiaro che non bisogna esagerare nel nazionalismo fino a chiudere gli occhi sulla visione generale dell'arte come grade insieme di archetipi universali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Ecco allora venire in aiuto al Grafico l'opera di un grande maestro della storia dell'arte: Jurgis Baltrusaitis. Nato in Lituania e formatosi a Parigi, Baltrusaitis unisce la profonda conoscenza dell'arte asiatica e russa ad una incredibile elasticità mentale. Lo studioso raccoglie e confronta decine e decine di immagini e di schemi grafici fino a trovare una genesi comune per quasi tutti gli stili che segnarono il nostro medioevo artistico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt; Per comodità, e forse un poco per pigrizia, normalmente lo stile gotico viene fatto nascere nel nord Europa e in seguito diffuso nel resto del continente fino alla nostra bella Italia. Baltrusaitis, con le sue argomentazioni sempre corredate da immagini a confronto, ci permette di tracciare una storia più antica, che va dalle immagini presenti sulle monete latine e greche, dagli amuleti alle pietre scolpite, fino ai sommi capisaldi dell'arte medievale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt; Ma Baltrusaitis non tralascia nemmeno di ricordare quanto in comune ci sia tra l'arte islamica e quella occidentale, e tra l'arte orientale, quella islamica e quella occidentale. Il grande scambio di merci e uomini che ricominciò dopo gli anni controversi delle invasioni barbariche dell'occidente portò un nuova ricchezza non soltanto economica ma anche culturale ed artistica. A visione di un medioevo oscuro che tanto andò di moda nei secoli passati, viene ancora una volta smentita da questa saggio dello studioso lituano. Saggio che viene pubblicato diviso in due parti, “Il Medioevo fantastico. Antichità ed esotismo nell'arte gotica” e “Risvegli e prodigi. Il Gotico fantastico” due parti complementari e non separabili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt; Fondamentale è la lettura di questo saggio che riprende e chiarisce alcuni temi molti importanti anche a livello grafico/illustrativo e non solo architettonico o pittorico. Se alcune parti sono più indicate agli storici dell'arte, nel complesso, però, tutto il libro è interessante per un Grafico poiché lo aiuterà a chiarire come mai alcuni temi ed alcuni stili vengono usati in occidente, da dove hanno avuto origine e perchè. Un saggio che trattando della storia dell'arte di tre grani macro aree – orientale, islamica e occidentale – non può che essere anche un ricco saggio di sociologia e storia della civiltà, oltre che, ancora una volta, cercare di ricucire i divari che sempre più nel mondo si sta stanno venendo a creare in questo XXI secolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-6801212883730015799?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/6801212883730015799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=6801212883730015799' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6801212883730015799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6801212883730015799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/12/il-medioevo-fantastico.html' title='Il Medioevo Fantastico'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-3786327158886881025</id><published>2007-12-17T13:25:00.000Z</published><updated>2007-12-17T14:00:01.187Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Accessibilità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>L'Evoluzione dell'Accessibilità Informatica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Grafici non dovrebbero partecipare ai convegni, mai!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure, venerdì mi sono concesso di lusso di investire una giornata per vedere a che punto siamo arrivati in materia di accessibilità...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al di là del rinfresco e della bellissima sala che ci ospitava - Sala del Piovego, Palazzo Ducale, Venezia - il panorama che è stato presentato non è certo rassicurante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mondo del WWW appare oggi più che mai scisso in due parti ben distinte: su un versante troviamo i componenti del &lt;a href="http://www.w3c.it/"&gt;W3C&lt;/a&gt; che da anni ormai si impegnano a rilasciare "raccomandazioni" che puntualmente vengono ascoltate soltanto da piccoli e rari professionisti sensibili alle tematiche dell'accessibilità, dell'interoperabilità etc. etc. e, altrettanto puntualmente vengono evase dalle grandi software house e dai maggiori studi italiani ed esteri. Sull'altro versante, appunto, tutti gli enti e le organizzazioni che si riempiono la bocca di belle parole ma che non muovono un dito verso le "raccomandazioni" del &lt;a href="http://www.w3c.it/"&gt;W3C&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tralasciando questo enorme particolare, durante la giornata mi sono dovuto ricredere riguardo alcune mie ferree convinzioni...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcuni addetti dell'&lt;a href="http://www.ibm.com/it/"&gt;IBM&lt;/a&gt; hanno presentato un progetto molto interessante che vi ripresenterò sulle pagine di questo blog non appena mi sarò rimesso in contatto con i diretti interessati. Il progetto riguarda una tecnologi assistiva che permette il completo controllo di un testo mediante comandi esclusivamente vocali, una comodità non solo ad uso delle persone non vedenti, ma utile anche alle persone normodotate. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche la presentazione del progetto &lt;a href="http://www.aib.it/aib/cen/ifla/minerva.htm"&gt;MINERVA&lt;/a&gt; in alcuni dei suoi sviluppi è sembrata molto interessante e apre alcune prospettive di riflessioni in ambito lavorativo che, credo, molti di quelli che come me lavorano in questo settore dovrebbero prendere in considerazione. La via verso una uniformazione del sito web nelle pubbliche amministrazioni è, senza dubbio alcuno, un immenso vantaggio sia per la Pubblica Amministrazione, sia, soprattutto, per l'utente finale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pessimi, invece, sono stati gli interventi di Microsoft e Adobe, ristretti al loro piccolo campo di applicazione e inutili poichè trattavano l'accessibilità nel solo caso di componenti Microsoft, entrando in conflitto con uno dei principi base dell'accessibilità: interoperabilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In conclusione... i Grafici non dovrebbero mai, e sottolineo MAI, andare ai convegni, il Grafico è polemico per natura e dopo aver passato sei ore ad ascoltare persone che parlano, passerà a sua volta giorni giorni a lamentarsi delle cose dette - lodando però alcune parti interessanti... -.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-3786327158886881025?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/3786327158886881025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=3786327158886881025' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3786327158886881025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3786327158886881025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/12/levoluzione-dellaccessibilit.html' title='L&apos;Evoluzione dell&apos;Accessibilità Informatica'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-9013301201026215121</id><published>2007-12-05T12:39:00.000Z</published><updated>2007-12-05T13:03:52.508Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>K37 e i Supermercati GS</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' uscito il &lt;a href="http://www.kronstadt.it/"&gt;numero 37 di Kronstadt&lt;/a&gt;, periodico di cultura, cronaca e arte. Questo numero contiene l'inchiesta sulla nuova apertura del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Supermercati_GS"&gt;supermercato GS&lt;/a&gt; a Pavia che ha causato diversi problemi e sollevato innumerevoli polemiche. Di seguito potete leggere un breve estratto dalla prima pagina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div&gt;"Sono passati quasi tre anni da quando una sera, durante una festa in aula del Quattrocento, mentre cercavo di prendere una birra venni avvicinato da un signore di mezza età che molto cortesemente, in un italiano abbastanza stentato, mi chiese cosa ne pensavo della produzione letteraria di Kafka.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si chiamava Johannes, era armeno di origine, ma era nato e cresciuto negli States. Nel breve periodo della sua permanenza in Italia avemmo modo di discutere diverse questioni politiche e sociali. Johannes raccontò di alcuni costumi made in U.S.A. e una di queste discussione riguardava i centri commerciali. Una storiella sulla quale dovremmo riflettere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Raccontava, Johannes, di come i centri commerciali stavano uccidendo le piccole città americane. I supermercati arrivavano, fiorivano le opere strutturali, le imprese edili. C'era lavoro per tutti, chi aveva un negozio lo chiudeva per trasferirlo all'interno del centro commerciale, chi non aveva un lavoro andava a lavorare nel supermercato. Nessuno si poneva il problema che per andare a fare la spesa doveva usare l'automobile, si trattava semplicemente di dieci minuti di tragitto. E se l'attività del supermercato era buona, se la cosa funzionava, la voce si spargeva, come dal nulla arrivavano altri supermercati, sempre più grandi, con dentro tutto, dal ristorante al cinema. Poi succedeva una cosa...  la troppa concentrazione di centri commerciali diventava dannosa, i rendimenti dei supermercati erano sempre minori costringendoli a spostarsi un po' più in là, in un altra città. I dieci minuti in macchina diventavano trenta, poi quaranta... poi... poi il disastro. Tutti i centri commerciali nel “raggio d'azione” della città chiudevano e per chi non aveva un'auto erano guai. Chi aveva aperto un negozio all'interno del supermercato che aveva chiuso era costretto a ricomprare il vecchio negozio, ma a volte questo non era più possibile... e tutto un tessuto sociale era ridotto a brandelli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Johannes, questi non sono gli States!”, rispondemmo quella sera...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io non vengo dagli States, ma da una città del nord Milano. Intorno al territorio urbano dove vivono i miei genitori, negli ultimi anni, sono nati molti centri commerciali, ben cinque nel raggio di una decina di chilometri. Il fenomeno che Johannes descriveva tre anni fa non si è ancora verificato...  credo per una certa qual arretratezza del nostro paese. Ma vedendo la coda alle casse di quei supermercati diventare sempre più corta comincio a credere che presto la questione si ripeterà identica anche qui. I supermercati non sono associazioni benefiche, come tutte le attività hanno bisogno di utili per continuare ad esistere. Quando un negozio chiude è un piccolo danno per il tessuto urbano e sociale, un danno facilmente recuperabile. Ma se dovesse chiudere da un giorno con l'altro un intero supermercato, diciamo l'equivalente di una cinquantina di negozi... beh il danno sarebbe di più difficile riparazione. La gente dovrebbe riflettere anche su queste ipotesi. Non è questione di essere retrogradi, la grande distribuzione è un bene, abbatte i prezzi... ma qual'è il vero prezzo che la città paga per questo servizio?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;N.B. Questo articolo non può essere accompagnato né da statistiche, né da fonti perché il fenomeno è ancora scarsamente studiato. L'Autore, oltre a declinare ogni responsabilità, spera vivamente che Johannes gli abbia raccontato un sacco di stupidaggini, ma più ci pensa... più lo scenario sembra tanto reale quanto prossimo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;M.S."&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-9013301201026215121?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/9013301201026215121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=9013301201026215121' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/9013301201026215121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/9013301201026215121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/12/e-uscito-il-numero-37-di-kronstadt.html' title='K37 e i Supermercati GS'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-3709230729741077244</id><published>2007-12-03T12:48:00.000Z</published><updated>2007-12-03T13:19:33.664Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>W3C, Validatore CSS e PotereFotografico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.blogger.com/%3Ca%20href=" com="" menegon="" blog=""&gt;&lt;img src="http://lh3.google.com/Stefano.Menegon/R1P9v2IssuI/AAAAAAAAAH4/_szaDi_fL34/s400/PotereFotografico.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultimi ritocchi a &lt;a href="http://www.poterefotografico.com"&gt;PotereFotografico&lt;/a&gt;, abbiamo sistemato l'&lt;a href="http://www.poterefotografico.com"&gt;Home Page&lt;/a&gt; del portale in maniera che gli ultimi articoli scritti siano velocemente raggiungibili senza accedere all'archivio dei singoli contenuti per venire incontro alle esigenze che numerosi utenti avevano fatto notare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre abbiamo ottenuto la validazione del foglio di stile dal validatore ufficiale del &lt;a href="http://www.w3.org"&gt;W3C&lt;/a&gt;, in questo modo &lt;a href="http://www.poterefotografico.com"&gt;PotereFotografico&lt;/a&gt; può fregiarsi dell'inconfondibile tastino giallo che potete trovare sotto la pubblicità a sinistra dell'&lt;a href="http://www.poterefotografico.com"&gt;Home Page&lt;/a&gt;. Infine, grazie alla comoda tecnologia RSS sarà possibile restare aggiornati su ogni novità che verrà pubblicata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora per qualche giorno sarà possibile osservare, nella sezione Primo Piano, il bellissimo reportage "Sheik Yassin" di Valerio Serravezza, in attesa delle future novità.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-3709230729741077244?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/3709230729741077244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=3709230729741077244' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3709230729741077244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3709230729741077244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/12/w3c-validatore-css-e-poterefotografico.html' title='W3C, Validatore CSS e PotereFotografico'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-4194096998078827676</id><published>2007-11-29T18:14:00.000Z</published><updated>2007-11-29T19:13:07.433Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>CamminaLeggero - Animal Free Shoes</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src="http://lh3.google.com/Stefano.Menegon/R08Ki_8cZMI/AAAAAAAAAHY/CAAiLYDxrJs/s400/homepage1000x550.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una nuova linea di calzature si affaccia sul mercato - per ora informatico -, il famoso progetto a cui si accennava qualche post fa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.camminaleggero-animalfreeshoes.com/"&gt;CamminaLeggero - Animal Free Shoes&lt;/a&gt; è un marchio che produce e distribuisce calzature in materiali eco-compatibili e nel cui processo di produzione non vengono coinvolti animali... in nessun modo. On-line troverete l'home page del sito, tutto il resto arriverà nei prossimi giorni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per informazioni potete inviare una mail a: &lt;a href="mailto:info@camminaleggero-animalfreeshoes.com"&gt;info@camminaleggero-animalfreeshoes.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il progetto grafico e la concezione del sito, oltre che lo sviluppo, è stato eseguito da &lt;a href="http://bitvark.blogspot.com/"&gt;BitVark&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Potete avere maggiori informazioni su questo nuovo progetto visitate l'indirizzo &lt;a href="http://www.bitvark.blogspot.com"&gt;www.bitvark.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-4194096998078827676?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/4194096998078827676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=4194096998078827676' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4194096998078827676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4194096998078827676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/11/camminaleggero-animal-free-shoes.html' title='CamminaLeggero - Animal Free Shoes'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-4450962061633038437</id><published>2007-11-26T12:47:00.000Z</published><updated>2007-11-26T13:11:26.636Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giochi Gratis'/><title type='text'>Aevum Obscurum</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.aevumobscurum.com/original/image/screenshots/screenshot-2.5.0-01.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://www.aevumobscurum.com/original/image/screenshots/screenshot-2.5.0-01.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Un buon consiglio per tutti quelli che, oltre al lavoro, amano anche dedicarsi a qualche minuto di svago... pur restando in ambito informatico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.aevumobscurum.com/"&gt;Aevum Obscurum&lt;/a&gt; è un gioco di strategia basato su una piattaforma &lt;a href="http://www.java.com/"&gt;Java&lt;/a&gt; che lo rende compatibile con ogni sistema operativo. Il Gioco - on-line - ricalca le fattezze di giochi moto molto famosi come &lt;a href="http://www.editricegiochi.it/risiko/default.htm"&gt;Risiko&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diplomacy"&gt;Diplomacy&lt;/a&gt;, e il fratello maggiore, sempre a livello di videogiochi, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa_Universalis"&gt;Europa Universalis&lt;/a&gt;... Insomma, lo scopo del gioco è quello di conquistare lo scenario con diversi strumenti: truppe di fanteria, mercenari, navi, diplomazia etc. etc. un classico gioco strategico a turni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gioco è free. Ogni mese, circa, viene proposto un torneo che mette in palio un account professional o, in alternativa, una trentina di dollari sonanti... La cosa interessante è che anche gli altri tornei proposti mettono in palio diversi premi, a secondo dell'importanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A differenza di altri giochi simili visti nel corso del tempo, &lt;a href="http://www.aevumobscurum.com/"&gt;Aevum Obscurum&lt;/a&gt;, porta via pochissimo tempo, la durata dei turni va da 8 a 168 ore, quindi basta scegliere la partita o il torneo che meglio si adatta alla proprie esigenze... chiaro che poi, in tornei che mettono in palio centinaia di dollari il grado di impegno richiesto per non scomparire dalla mappa in due turni è diverso, ma si tratta più di riflessioni personali che di tempo di gioco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta che si è passati all'account professional sarà possibile creare delle nuove partite oltre ad aderire a quelle già create da altri - cosa che è possibile fin da subito anche con l'account free... -.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prossima volta che un collega vi dirà che state perdendo tempo giocando sul posto di lavoro, rispondetegli che state guadagnando dei soldi, altro che buttando tempo!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-4450962061633038437?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/4450962061633038437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=4450962061633038437' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4450962061633038437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4450962061633038437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/11/aevum-obscurum.html' title='Aevum Obscurum'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-5432584372902802964</id><published>2007-11-16T17:29:00.000Z</published><updated>2007-11-29T18:51:48.513Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Progetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Centro Antiviolenza Pavia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualche buona notizia dopo alcuni giorni di silenzio...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sembrerebbe che qualcosa di nuovo e molto interessante si sia affacciato nel panorama del web... un nome misterioso, un nuovissimo progetto... ma circolano ancora pochissime informazioni... il nome è &lt;a href="http://www.bitvark.blogspot.com/"&gt;BitVark&lt;/a&gt;... chissà se qualcuno ne sa qualcosa...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(85, 26, 139); "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://lh3.google.com/Stefano.Menegon/Rz3TGf8cZLI/AAAAAAAAAGg/IMZ-bGV12Zc/s288/Donne%20Contro%20la%20Violenza.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul versante lavorativo un'altra buona notizia: è on-line il nuovo sito del &lt;a href="http://www.centroantiviolenzapv.it/"&gt;Centro Antiviolenza di Pavia&lt;/a&gt;, gestito dalla Cooperativa LiberaMente. Qui sopra potete vedere un'immagine dell'&lt;a href="http://www.centroantiviolenzapv.it/"&gt;home page&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-5432584372902802964?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/5432584372902802964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=5432584372902802964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5432584372902802964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5432584372902802964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/11/centro-antiviolenza-pavia.html' title='Centro Antiviolenza Pavia'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-3006344488135260782</id><published>2007-11-15T13:26:00.000Z</published><updated>2007-11-16T17:48:35.676Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>PotereFotografico sbarca sui quotidiani...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Beh, per adesso soltanto nel web!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;amp;ID_articolo=3477&amp;amp;ID_sezione=38&amp;amp;sezione=News"&gt;La Stampa&lt;/a&gt; ne parla grazie ad un breve quanto incisivo articolo di Mozartiano nella sezione &lt;a href="http://www.poterefotografico.com/"&gt;Editoriale&lt;/a&gt;. Un piccolo ma importante successo per la nostra creatura!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-3006344488135260782?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/3006344488135260782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=3006344488135260782' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3006344488135260782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3006344488135260782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/11/poterefotografico-sbarca-sui-quotidiani.html' title='PotereFotografico sbarca sui quotidiani...'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-1261147990577113902</id><published>2007-11-09T19:27:00.000Z</published><updated>2007-11-16T17:47:54.594Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>The Gimp, notizie utili</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per chiudere in bellezza quest'altra giornata di stremante lavoro una piccola segnalazione sperando di farvi cosa gradita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come sempre, in corrispondenza dell'uscita di una nuova release di &lt;a href="http://www.gimp.org/"&gt;Gimp&lt;/a&gt; capita che vecchi e nuovi utenti &lt;a href="http://www.apple.com/it/"&gt;Machintosh&lt;/a&gt; e vecchi e nuovi utenti del software si facciano una domanda: dove sono i filtri? I filtri come quelli di &lt;a href="http://www.adobe.com/it/products/photoshop/photoshop/"&gt;Photoshop&lt;/a&gt;, quelli per fare tante cose utili... ammetto che anch'io, oggi, dopo anni di lavoro con questo software, mi sono trovato in imbarazzo...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ultimo aggiornamento per Mac risaliva a qualche mese fa... quasi un anno se non ricordo male, avevo già dovuto affrontare il problema con l'acquisto di questo nuovo &lt;a href="http://www.apple.com/macbookpro/"&gt;Mac Book Pro&lt;/a&gt;, e oggi, complice la mia "ferrea memoria", il problema si è ripresentato... dove cavolo sono finiti i filtri ed i plugs-in? Ecco che allora, adesso... dopo qualche minuto di panico..., mi è venuto in mente dove si cela la risposta a questa misteriosa domanda...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un Anima Pia ha scritto un post molto utile sul suo blog: &lt;a href="http://pandalife.wordpress.com/2007/05/12/gimp-far-funzionare-i-plug-in-su-macintel/"&gt;Gimp - Far funzionare i Plug-in su Mac-Intel&lt;/a&gt;. In pochi secondi la questione è risolta e si può cominciare a lavorare utilizzando completamente le mille funzionalità della nuovissima &lt;a href="http://www.gimp.org/"&gt;release 2.4&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-1261147990577113902?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/1261147990577113902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=1261147990577113902' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/1261147990577113902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/1261147990577113902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/11/gimp-notizie-utili.html' title='The Gimp, notizie utili'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-3255683289780944409</id><published>2007-11-08T19:34:00.001Z</published><updated>2007-11-09T20:24:49.749Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>Fuori dagli schemi...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo post si allontana un poco dalla linea di questo blog, che aiuta e promuove molti progetti di software per la grafica open source, per segnalare due software molto curiosi che non serviranno mai ma che a volte è utile avere nella propri suite di programmi... proprio per la loro curiosità...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo è &lt;a href="http://www.ambientdesign.com/artrage.html"&gt;ArtRage&lt;/a&gt; e permette di fare un sacco di cose divertenti... E' un software per il disegno artistico bidimensionale che oltre ai classici strumenti tipo pennello, matita etc.etc. permette di utilizzare alcune interessanti novità. Già da una prima vista e dopo pochissimi click ci si accorge che il programma è molto raffinata, la realizzazione degli strumenti, anche quelli più comuni è curatissima e presenta un brio e delle soluzioni innovative! Poi vengono le cose divertenti come la possibilità di utilizzare brillantini, rulli, pennarelli colorati e tante altre cose. Notevole la selezione di stencil, normografi e curvilinee... insomma, non è uno strumento indispensabile, soprattutto per un grafico professionista, però in alcuni casi permette di dare dei tocchi "creativi" a delle grafiche un po' "neutre"...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img src="http://www.groboto.com/gallery-i-01/Webpages/previews/324.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Immagine realizzata da Darrel Andreson con Groboto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il secondo software è una cosa geniale... tanto geniale quanto inutile... si chiama &lt;a href="http://www.groboto.com/"&gt;Groboto&lt;/a&gt;... ci ho giocato un po' e l'unico utilizzo che sono riuscito a trovargli è creare dei fantastici paesaggi e delle illustrazioni a metà tra il fantasy e lo psichedelico...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scherzi a parte, il software è molto interessante e versatile. Appartiene alla categoria dei modellatori tridimensionali pur avendo un'interfaccia molto molto intuitiva e rapida. Notevolissime sono le funzioni di pre-rendering praticamente in tempo reale. La casa produttrice dichiara che lo strumento è utilissimo nella creazione di grafici animati e altre cose così serie... io un po' ne dubito. Però... però è ipnotico... soprattutto la possibilità di creare delle primitive secondo le proprie esigenze e poi, tramite diversi parametri spaziali e seriali, si possono distribuire automaticamente in vari modi nello spazio tridimensionale... l'immagine aiuta più di tutto a capire di cosa stiamo parlando.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel caso di &lt;a href="http://www.ambientdesign.com/artrage.html"&gt;ArtRage&lt;/a&gt; il prezzo contenutissimo invoglia all'acquisto ed è difficile pentirsi. &lt;a href="http://www.groboto.com/"&gt;Groboto&lt;/a&gt; costa qualche dollaro in più ed è più per appassionati e modellatori tridimensionali professionisti, però potrebbe essere usato senza troppi problemi da chiunque, in particolare da disegnatori ed illustratori, oltre che da artisti digitali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E per finire una segnalazione che troverete anche qui di lato nei link consigliati: il portale degli &lt;a href="http://www.italia-liberazione.it/"&gt;Istituti Nazionali per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia&lt;/a&gt; contente migliaia di informazioni utili e documenti, molti dei quali in formato immagine, diretta scansione degli originali del tempo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-3255683289780944409?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/3255683289780944409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=3255683289780944409' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3255683289780944409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3255683289780944409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/11/fuori-dagli-schemi.html' title='Fuori dagli schemi...'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-2484512282407942590</id><published>2007-11-07T19:18:00.000Z</published><updated>2007-11-26T13:08:46.774Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Lavoro, lavoro, sempre e solo lavoro...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dove finisce un Grafico quando non lo si vede per giorni?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Semplice, è una di quelle rare occasioni nella vita in cui il Grafico lavora. Questi strani giorni, che solitamente sono segnati con un marcatore nero sul calendario davanti alla postazione di lavoro del suddetto sfortunato, rientrano anche nella categoria consegna lavori, o nella più divertente categoria: assegnazione di nuovi lavori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così, mentre i mille test su &lt;a href="http://www.poterefotografico.com/"&gt;Potere Fotografico&lt;/a&gt; sono quasi terminati e il sito viaggia dolcemente verso le sue prime mille visite, mentre il sito per l'Architetto Alessandro Traldi è in fase di completamento e si affaccerà sul vasto oceano della rete nelle prossime settimane... mentre il globo terracqueo continua lentamente a girare su se stesso... piovono i nuovi lavori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Associazione Liberamente ha chiesto i nostri servizi per creare il sito del progetto "Donne Contro la Violenza", tema importantissimo che ci vedrà impegnati nei prossimi giorni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non solo, l'impegno del nostro studio rimane nel campo dell'etica e della socialità anche con il secondo nuovo lavoro della giornata. Un Cliente ci ha chiesto di realizzare un sito web per una nuova linea di calzature. Per motivi di segreto industriale non posso aggiungere nient'altro, ma presto, molto presto, su questo blog riprenderò l'argomento sviluppandolo a dovere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altre due news, le ultime... un team di nostri esperti parteciperà ad alcuni concorsi a livello nazionale ed internazionale con progetti di diversa complessità, che permetteranno alla squadra di confrontarsi con artisti di fama mondiale. Anche su questo versante presto nuovi aggiornamenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-2484512282407942590?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/2484512282407942590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=2484512282407942590' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2484512282407942590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2484512282407942590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/11/lavoro-lavoro-sempre-e-solo-lavoro.html' title='Lavoro, lavoro, sempre e solo lavoro...'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-5712174127295207506</id><published>2007-10-30T11:33:00.000Z</published><updated>2007-11-09T19:27:22.899Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Progetti'/><title type='text'>Uno Slam Video a Pavia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono lieto di annunciare quanto segue, una bella iniziativa da parte di chi da molti anni si occupa di cultura in città...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Osteria Sottovento, &lt;a href="http://www.radio-aut.it/"&gt;Radio Aut&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.farepoesia.it/"&gt;FarePoesia&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.kronstadt.it/"&gt;Kronstadt&lt;/a&gt; organizzano, dal 14 al 18 novembre 2007, il VIDEOSLAM: gara di cortometraggi autoprodotti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Partecipare è facilissimo, la gara è aperta a tutti, il tema è libero (fiction e videoarte, per ora è escluso il documentario) e iscriversi costa solo 3 euro.Il lavoro non deve superare i 22 minuti, e deve essere consegnato  assieme ad una breve sinossi (due righe sul video presentato, due righe sugli autori) &lt;b&gt;entro il 10 novembre&lt;/b&gt; o all'Osteria Sottovento (via Siro Comi 8) o al &lt;a href="http://www.radio-aut.it/"&gt;circolo ARCI Radio Aut&lt;/a&gt; (via Siro Comi 11). Nel corso di quattro serate una giuria estratta a sorte tra il pubblico sceglierà il video che andrà in finale il 18 di novembre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le gare inizieranno alle 18.30.E' previsto un premio popolare al video giudicato migliore.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;I video possono essere girati mediante qualsiasi tecnica (dall'archeologia audiovisiva del super-8 al videocellulare), importante è che siano consegnati in formato DVD video, possibilmente in autorun.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'iniziativa è 'Creative Commons'.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per ulteriori informazioni: cell. 3391601793&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-5712174127295207506?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/5712174127295207506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=5712174127295207506' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5712174127295207506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5712174127295207506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/10/uno-slam-video-pavia.html' title='Uno Slam Video a Pavia'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-4615699970122857604</id><published>2007-10-29T13:49:00.000Z</published><updated>2007-10-29T13:56:40.800Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>Kronstadt 36</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' uscito oggi il numero 36 di &lt;a href="http://www.kronstadt.it/"&gt;Kronstadt&lt;/a&gt;, on-line sul &lt;a href="http://www.kronstadt.it/"&gt;sito&lt;/a&gt; a partire da questa sera - il tempo di andare a prenderlo in tipografia... - e da domani in distribuzione in tutta la città... Il tema è: Fare inchiesta. Da segnalare uno speciale di due pagine sulla settimana di conferenza per la lotta alle mafie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riporto di seguito, come d'abitudine, l'articolo di fondo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Cito pari pari dal dizionario Zingarelli della lingua italiana:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Palazzinaro [da palazzina; 1978] s. m. (f. -a) ° (spreg.) Costruttore edile che si è arricchito con la speculazione edilizia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fenomeno della speculazione edilizia esiste, a livello storico, praticamente da quando esistono le prime città. Alcuni storici lo attestano addirittura nella Roma imperiale, mentre altre correnti di pensiero lo legano a fenomeni come la rivoluzione industriale e la grande corsa all'urbanizzazione degli ultimi secoli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il concetto di speculazione applicato al campo dell'edilizia è molto semplice, o almeno lo è stato fino ad ora. Un imprenditore, un immobiliarista o più precisamente un palazzinaro, è proprietario di un'area edificabile. Solitamente quest'area edificabile è un terreno “vergine”, a destinazione agricola. Il terreno viene comprato ad un prezzo di mercato in base alla destinazione d'uso. Col passare del tempo – e la storia ha dimostrato come non servano decenni per far cambiare questa destinazione d'uso – il terreno acquisisce l'idoneità all'urbanizzazione e quindi cresce enormemente di valore. A questo punto il palazzinaro può vendere il terreno al nuovo prezzo oppure cominciare a costruire. Nel secondo caso, a fronte di un investimento per l'edificazione di appartamenti, spazi per il commerciale o per il terziario, industrie o chissà cos'altro, il nostro imprenditore si trova con un grande capitale immobiliare da immettere sul mercato. Con i soldi guadagnati potrà riprodurre questo ciclo più o meno all'infinito.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è accaduto in particolare a cavallo fra gli anni 50 e 60 del secolo passato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma oggi? Oggi, i vari piani regolatori adottati dalle diverse città dovrebbero intervenire a livello preventivo per evitare manovre del genere. Cambiare la destinazione d'uso di un area posta sotto vincolo agricolo dovrebbe essere più difficile e, di fatto, questa difficoltà ha comportato una svolta nelle operazione speculative. Ora il nostro imprenditore, immobiliarista o meglio palazzinaro – che potremmo chiamare, per differenziarlo da quello precedente, “Signor Z.” - diventa proprietario di un'area che potremmo definire inutilizzata, “dismessa”. Diciamo, per semplificare il discorso, che il “Signor Z.” ha pagato 100 euro un'area di 100 mq. A questo punto il “Signor Z.” vende al “Signor C.” 50 mq. di quest'area per 100 euro... facendo intuire a tutti – e soprattutto alle Banche – che il valore dell'area da lui comprata, e in parte rivenduta, è passato da 1 euro al mq. a 2 euro al mq. Le banche concedono prestiti sulla base di questo “nuovo” valore ed il gioco per il “Signor Z.” è fatto, si ritroverà in mano un surplus di capitale che gli permetterà grosse libertà d'azione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La storia dei grandi imprenditori nel settore dell'edilizia in Italia è ricca di grandi nomi, nomi che sono stati per molto tempo alla ribalta nelle cronache dei telegiornali e sulle pagine dei quotidiani, nazionali e non. Un invito è rivolto a tutti per approfondire le carriere nel ramo edile di Silvio Berlusconi, Stefano Ricucci, Francesco Gaetano Caltagirone, Danilo Coppola e di Luigi Zunino. Come dire che il mattone non è mai fuori moda e non ha nemmeno una bandiera politica di appartenenza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;M.S.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per rendersi conto di come in verità la nuova metodologia speculativa adottata, nel nostro ipotetico caso, dal “Signor Z.” conduca soltanto verso grossi guai, può essere utile leggere due articoli comparsi su “Il Sole 24 Ore”: “La cura per Risanamento: al via la vendita di asset” del 10/10/07 e “Il cantiere Milano nel segno delle banche” del 21/10/07"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-4615699970122857604?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/4615699970122857604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=4615699970122857604' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4615699970122857604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4615699970122857604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/10/kronstadt-36.html' title='Kronstadt 36'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-8918326508123530066</id><published>2007-10-27T16:20:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T19:37:05.205Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bram Stoker'/><title type='text'>Letteratura Horror - Dracula di Bram Stoker - 2° parte/2</title><content type='html'>&lt;a href="http://picasaweb.google.co.uk/Stefano.Menegon/Blog/photo#5126037955981574402"&gt;&lt;img src="http://lh3.google.co.uk/Stefano.Menegon/RyNYXK9zgQI/AAAAAAAAAFo/1gRjF_KtCFQ/s400/Libello%20tedesco%20del%20XV%20secolo_web.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;"Circa un malvagio tiranno detto Dracula il Voivoda". (Libello tedesco del XV secolo.)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;La giustizia di Dracula&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Leggenda Romena)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Al tempo di Vlad l'Impalatore, un mercante che viaggiava nelle nostre terre fece gridare dai banditori la notizia che aveva perso un sacchetto con mille lei e che prometteva cento lei a chi lo avesse trovato e restituito. Non passò molto che un cristiano, un uomo timorato di Dio come erano molti romeni al tempo dell'Impalatore, si presentò da lui e gli disse: «Signor mercante, mentre camminavo vicino all'angolo dell'incrocio che sta dietro il mercato del pesce, ho trovato questo sacchetto. Credo che sia vostro, perché ho sentito gridare che avete perso un sacchetto con del denaro».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; «In effetti è mio, e ti ringrazio tanto di avermelo riportato.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Il mercante, mentre contava il denaro, pensava come trovare il modo per non dargli i cento lei che aveva promessi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Finito di contare il denaro, lo rimise nel sacchetto e poi disse all'uomo che glielo aveva portato: «Ho contato, mio caro, e ho visto che vi siete trattenuto il compenso. Anziché mille lei, ne&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ho trovati novecento. Avete fatto bene, perché era vostro diritto».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; «Signor mercante», rispose il cristiano «vi sbagliate se dite che dal sacchetto mancano cento lei. Io non lo ho neanche aperto, per vedere quanti soldi ci sono dentro. Come lo ho trovato, così ve l'ho portato!»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; «Vi ho detto», replicò il mercante tagliando corto «che ho perso il sacchetto con mille lei e che me lo hai portato con soli novecento. Così è!»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; L'uomo non disse più nulla, ma si allontanò e andò dritto dal Principe, per dolersi dell'accaduto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; «Altezza», disse «non mi ha dato i cento lei promessi; ma non è tanto per i cento lei che sono indispettito, quanto per il fatto che sospetta che io non sia stato onesto. Io sono stato corretto e&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non mi è nemmeno passato per la testa di toccare la roba di un altro.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Il Principe comprese l'inganno del mercante e ordinò che lo portassero davanti a lui. Ascoltando l'uno e l'altro e ponendo le loro parole sulla bilancia della giustizia, vide da che parte questa pendeva. Poi, guardando il mercante dritto negli occhi, disse: «Se tu, mercante, hai perduto un sacchetto con mille lei e quest'uomo ne ha trovato uno con novecento, allora è chiaro che questo sacchetto non è il tuo. Tu, cristiano, prendi il sacchetto che hai trovato e consegnalo a chi dimostrerà di aver perduto un sacchetto con novecento lei; tu, mercante, aspetta che si ritrovi il sacchetto dei mille lei che dici di aver perduto!».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; E così si fece, perché non c'era modo di fare altrimenti. Il principe Vlad l'Impalatore aveva dato il giudizio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Il mercante dovette fare buon viso a cattiva sorte e si dolse per tutta la vita dell'azione disonesta che aveva commessa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-8918326508123530066?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/8918326508123530066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=8918326508123530066' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/8918326508123530066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/8918326508123530066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/10/letteratura-horror-dracula-di-bram_7741.html' title='Letteratura Horror - Dracula di Bram Stoker - 2° parte/2'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-4402865129200964491</id><published>2007-10-27T15:33:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T19:38:36.494Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bram Stoker'/><title type='text'>Letteratura Horror - Dracula di Bram Stoker - 2° parte/1</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ORIGINE DELLA FIGURA DI DRACULA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bram Stoker, da buon studioso di matematica quale era, si documentò con cura e approfonditamente riguardo le tradizioni e sopratutto le superstizioni delle popolazioni transilvane. Collocò infine il suo Conte Dracula nella regione dei carpazi e gli diede una origine medievale. Gli studiosi concordano nell'immedesimare il Dracula del romanzo con il principe Vlad Tepes, detto l'Impalatore, sembrerebbe a causa della sua predilezione per questo metodo di uccisione dei nemici.&lt;br /&gt;Prima di proseguire con le analisi letterarie sul romanzo è doveroso collocare nell'immaginario la figura di questo personaggio realmente esistito. Di seguito sono riportate due leggende contenute nel libro "Miti, Fiabe e Leggende della Transilvania" - Cura e Traduzione di Claudio Mutti - Edizioni Newton &amp;amp; Compton - Roma, 1996.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.co.uk/Stefano.Menegon/Blog/photo#5126023061034991842"&gt;&lt;img src="http://lh3.google.co.uk/Stefano.Menegon/RyNK0K9zgOI/AAAAAAAAAFY/UDtbrEVvWt0/s400/Ritratto%20di%20Dracula_web.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:78%;" &gt;Ritratto di Dracula. Incisione tedesca XV secolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dracula e i mendicanti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Leggenda Romena)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Si tramanda che al tempo del principe Vlad l'Impalatore [1] si erano straordinariamente moltiplicate le persone pigre. Per vivere, dovevano mangiare, perché il ventre impietoso lo richiedeva. E per mangiare andavano a chiedere l'elemosina. Mendicavano e così vivevano senza lavorare. Se qualche insolente a cui piaceva immischiarsi nelle faccende altrui chiedeva a qualcuno di questi mendicanti perché non facesse anche lui un lavoro, gli rispondevano: «Come? Non mi do da fare tutta la giornata? E se non trovo da lavorare, che colpa ne ho io?»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Altri trovavano il pelo nell'uovo: il farsettaio si arrabatta giorno e notte, ma non guadagna nulla; il sarto lavora tutta la vita e il suo gruzzolo è grande come l'ombra d'un ago; il ciabattino quando è vecchio è diventato gobbo, e per fargli i funerali bisogna fare la colletta... E così via, avevano da ridire su ogni mestiere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Tutto ciò giunse agli orecchi del Principe e lui stesso vide coi suoi occhi quella folla di accattoni, tutta gente in grado di lavorare. Restò pensieroso e disse tra sé e sé: «Solo col sudore della sua fronte, dice la Scrittura, l'uomo si guadagnerà il pane. Costoro vivono del sudore altrui, quindi sono inutili all'umanità. Questa è una sorta di rapina. Il bandito di strada ti chiede la borsa o la vita. Se sei più svelto di mano e più coraggioso, ne scampi. Questi invece ti portano via i beni un po' alla volta e supplicando, ma te li portano via continuamente. Perciò sono peggio dei ladroni. Questa razza di individui deve essere estirpata dalla mia terra!».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Dopo aver così riflettuto, ordinò che venisse dato dappertutto questo avviso: tutti i mendicanti si dovevano radunare, in un certo giorno e in un certo luogo, perché il Principe doveva distribuire tra loro dei vestiti e doveva invitarli a un banchetto straordinario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Nel giorno stabilito, Târgoviste era piena zeppa di pitocchi. I servi del Principe distribuirono gli abiti, uno per ciascuno; poi li portarono in certe case grandi dove c'erano mense apparecchiate. I mendicanti si meravigliarono della generosità del Principe e dicevano l'uno all'altro: «Una vera benevolenza principesca!»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; «Anche questa carità proviene dal sudore del popolo! Pensate che venga dalle tasche del Principe?»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; «Il Principe è cambiato; non è più come lo conoscevate voi!»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; «Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Si sedettero a tavola. Che cosa c'era? Piatti da mensa principesca. Vini, di quelli che ti fanno girare la testa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; I pitocchi fecero una baldoria indimenticabile. Mangiarono a quattro ganasce; bevvero fino a ubriacarsi, tanto che molti finirono sotto la tavola. Quando ormai farfugliavano e non riuscivano più a capirsi tra loro, si trovarono circondati dal fuoco. Il Principe aveva ordinato ai suoi servi di dar fuoco alla casa. Si precipitarono tutti contro le porte, per uscire, ma le porte erano state sprangate. Il fuoco avanzava, le lingue della fiamma si levavano in alto come dei giganti infuocati. Grida, urla, lamenti uscivano dalla gola dei mendicanti rinchiusi là dentro. Ma la fiamma non poteva ascoltare i loro lamenti. Si gettavano gli uni sopra gli altri. Si abbracciavano. Chiedevano aiuto. Ma non c'era orecchio umano che li udisse. Cominciarono a dimenarsi in mezzo alla fiamma che li bruciava. Il fumo ne soffocò alcuni, la brace ne incenerì altri, le fiamme li bruciarono tutti. Quando il fuoco si &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;spense, non c'era più anima viva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ma credete che sia stata estirpata la razza dei pitocchi? Macché! Non credete alle chiacchiere! Guardate intorno a voi! Oggi è come allora. I mendicanti spariranno quando sparirà il mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] Vlad l'Impalatore (Vlad Tepes) è il leggendario Dracula.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Continua...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-4402865129200964491?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/4402865129200964491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=4402865129200964491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4402865129200964491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4402865129200964491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/10/letteratura-horror-dracula-di-bram_27.html' title='Letteratura Horror - Dracula di Bram Stoker - 2° parte/1'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-296246082267572877</id><published>2007-10-26T20:44:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T19:41:42.924Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bram Stoker'/><title type='text'>Letteratura Horror - Dracula di Bram Stoker - 1° parte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una delle prime sere di vero autunno, tutto il nord Italia sotto la pioggia... quale momento migliore per aprire un capitolo di discussione che può essere soggettivo e controverso come ad esempio il filone horror nella letteratura? E quale romanzo più di tutti può incarnare il classico romanzo horror per antonomasia se non il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dracula"&gt;Dracula&lt;/a&gt; di Bram Stoker? Già questa semplice affermazione può suscitare alcune critiche e differenti pareri. In effetti, sarebbe più corretto affermare che il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dracula"&gt;Dracula&lt;/a&gt; di Stoker rappresenta l'ultimo vero capitolo di un filone importantissimo quanto sottovalutato: il romanzo “gotico”. Il fatto poi che questo romanzo sia il più importante della suddetta categoria non dipende dalla qualità o dalla complessità della scrittura dell'autore irlandese, quanto piuttosto dal seguito che questa opera ha avuto nella storia. Decine e decine di riproduzioni cinematografiche, migliaia di “prodotti” legati a questo famoso &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dracula"&gt;Conte Dracula&lt;/a&gt;, altri romanzi, fumetti, serie televisive, videogiochi, giochi di ruolo etc.etc. fino a creare un vero e proprio mito, un seguito di fedelissimi ed appassionati.&lt;br /&gt;Vediamo qualche dettaglio in più:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INQUADRAMENTO STORICO:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dracula"&gt;Dracula&lt;/a&gt; di Bram Stoker non è il primo romanzo a trattare i temi del vampirismo. Fra i precedenti più famosi è doveroso ricordare il racconto “Braut Von Korinth” di Goethe, pubblicato nel 1797 e il famoso racconto “The Vampire” del 1819 arrivato alla stampa con la firma di George Gordon Byron, ma in verità scritto da Jonh William Polidori, giovane medico di origine italiana, laureato a Edimburgo e medico personale di Lord Byron. Il racconto uscì sulla rivista “Monthly Magazine”. Due anni dopo questa pubblicazione Polidori si uccise avvelenandosi (1821). L'origine del racconto, che aveva come protagonista Lord Ruthven risale ad una giornata del 1916 a Ginevra, in occasione di un soggiorno a Villa Diodati. In quel luogo nacque una sorta di gara di letteratura fra i presenti: Polidori, Byron, Shelley e la moglie, autrice del famoso “Frankenstein”, anch'esso concepito in quella occasione. Polidori, ispiratosi alla realtà, e forse animato da un certo complesso di inferiorità nei confronti del grande Byron, diede al suo vampiro molte delle caratteristiche fisiche del poeta inglese – romantico – che caricarono il racconto di una certa qual valenza erotica – chiaramente a livello simbolico -. Nel 1847 venne pubblicato “Varney The Vampire” di Tomas Peckett Prest e  nel 1872 “Carmilla” di Joseph Sheridan Le Fanu.&lt;br /&gt;Nel 1897 finalmente arriviamo al &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dracula"&gt;“Dracula”&lt;/a&gt; di Bram Stoker.&lt;br /&gt;Nel frattempo si andava modificando la figura del vampiro. Dalla prima descrizione di Polidori basata sull'esempio di Byron si arrivò alla descrizione che ne fa Stoker: &lt;i&gt;“[...] Avevo ora l'oppurtunità di osservarlo, e ho scoperto che i suoi tratti erano molto marcati.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il volto aquilino – decisamente aquilino; il naso sottile con una gobba pronunciata e narici stranamente arcuate; la fronte nobile e spaziosa, i capelli radi sulle tempie, ma abbondanti sulla testa. Le folte sopracciglia quasi si congiungevano sul naso, e i ciuffi parevano arricciarsi tanto erano abbondanti. La bocca, per quel che si scorgeva sotto i folti baffi, era rigida e con un profilo quasi crudele. I denti, bianchi e stranamente aguzzi; sporgevano dalle labbra, il cui colore acceso rivelava una vitalità stupefacente per un uomo dei suoi anni. Le orecchie erano pallide, appuntite; il mento ampio e forte, le guance sode anche se scavate. Tutto il volto era soffuso d'un incredibile pallore.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Alla luce della fiamma, avevo già osservato il dorso delle sue mani poggiate sulle ginocchia, e mi erano sembrate piuttosto bianche, esili; ma vedendole ora più da vicino, non ho potuto fare a meno di notare che erano piuttosto rozze – larghe, con le dita a spatola. Strano a dirsi, c'erano peli al centro del palmo. Le unghie erano lunghe e sottili, tagliate a punta. Mentre il Conte si sporgeva verso di me e le sue mani mi toccavano, non ho potuto reprimere un brivido. Forse è stato il suo alito fetido, ma un'orribile sensazione di nausea si è impossessata di me, e per quanto facessi, non sono riuscita a nasconderla [...]”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Queste sono le parole con cui Stoker, attraverso il personaggio di Jonathan Harker, ci descrive il “suo” &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dracula"&gt;Conte Dracula&lt;/a&gt;. Rendendolo un poco simile ad un uomo lupo, un licantropo... ma anche, secondo l'opinione di molti esperti, caricandolo ancora di più di forti, fortissime valenze erotiche.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-296246082267572877?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/296246082267572877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=296246082267572877' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/296246082267572877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/296246082267572877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/10/letteratura-horror-dracula-di-bram.html' title='Letteratura Horror - Dracula di Bram Stoker - 1° parte'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-4703499256054450504</id><published>2007-10-21T19:43:00.000+01:00</published><updated>2007-10-26T20:52:50.305+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fotografia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Estera'/><title type='text'>Kurdistan</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/52429851@N00/76867955/" title="Condivisione di foto"&gt;&lt;img src="http://farm1.static.flickr.com/6/76867955_8081a3197d.jpg" alt="Il venditore di pesci 02" height="500" width="329" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non posso fare a meno di provare una certa preoccupazione ascoltando ai telegiornali e leggendo sui quotidiani dei fatti che in questi giorni stanno tornando a coinvolgere il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kurdistan"&gt;Kurdistan&lt;/a&gt; iracheno. Sono stato nella parte di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kurdistan"&gt;Kurdistan&lt;/a&gt; ancora compreso nel territorio turco a pochi chilometri dal confine iracheno circa due anni fa. In particolare ho visitato la bellissima città di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diyarbakir"&gt;Diyarbakir&lt;/a&gt;, ricca di esempi archeologici dell'età babilonese e successive e di persone molto molto interessanti ed affascinanti. Purtroppo, già al tempo, parlando con le rappresentanze politiche curde, si capiva come la soluzione pacifica sarebbe stata ancora decisamente lontana dalla realtà dei fatti. Le miei impressioni su quel viaggio non sono mai riuscito a scriverle, parlano le poche &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/52429851@N00/sets/1647757/"&gt;fotografie&lt;/a&gt; che abbiamo riportato in Italia. Per avere maggiori notizie, invece, vi segnalo il sito dell'associazione di Alessandria &lt;a href="http://www.versoilkurdistan.blogspot.com/"&gt;Verso il Kurdistan&lt;/a&gt; che ci aveva accompagnato in quelle terre affascinanti. Speriamo in una soluzione rapida e pacifica della questione... per quanto, purtroppo, sembri difficile.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-4703499256054450504?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/4703499256054450504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=4703499256054450504' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4703499256054450504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4703499256054450504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/10/kurdistan.html' title='Kurdistan'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/6/76867955_8081a3197d_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-5713128699836393643</id><published>2007-10-15T19:52:00.000+01:00</published><updated>2007-10-15T20:07:01.973+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Potere Fotografico è On-Line</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco una notizia dell'ultima ora, proprio adesso, mentre scrivo, la nostra ultima fatica è approdata sulla rete.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'indirizzo &lt;a href="http://www.poterefotografico.com/"&gt;www.poterefotografico.com&lt;/a&gt; potete visitare quello che ambisce a diventare il nuovo e più importante portale di fotografia e fotogiornalismo in Italia. Tanto per cominciare nella sezione Primo Piano potrete vedere in esclusiva le fotografie di Luigi Ciminaghi che hanno formato la bellissima mostra patrocinata da &lt;a href="http://www.taormina-arte.com/"&gt;Taormina Arte&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sito verrà aggiornato costantemente con servizi unici ed esclusivi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per informazioni &lt;a href="mailto:simone.mattoli@poterefotografico.com"&gt;simone.mattoli@poterefotografico.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buona navigazione!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-5713128699836393643?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/5713128699836393643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=5713128699836393643' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5713128699836393643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/5713128699836393643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/10/potere-fotografico-on-line.html' title='Potere Fotografico è On-Line'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-266706846067136513</id><published>2007-10-15T16:46:00.000+01:00</published><updated>2007-10-15T17:15:35.971+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>Etimologia della parola Mafia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccoci, dopo più di una settimana d'assenza causata da una trasferta veneziana e dalla lunga settimana di iniziative per la lotta alle mafie, a tirare le conclusioni di una lunga serie di discorsi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo attente riflessioni ho deciso di rimandare gli articoli di puro giornalismo a chi di dovere - alcuni li potete leggere su &lt;a href="http://www.kronstadt.it/"&gt;www.kronstadt.it&lt;/a&gt;, sulla prossima uscita del giornale e sul sito del &lt;a href="http://www.coordinamento.org/"&gt;Coordinamento Per Il Diritto Allo Studio - UDU&lt;/a&gt; - e di concedermi alla rilettura di un bel racconto di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Sciascia"&gt;Leonardo Sciascia&lt;/a&gt; tratto dalla raccolta "Il Mare color del vino" del 1973, pubblicato da Einaudi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perdonate la lunghezza del racconto, ma come dice lo stesso &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Sciascia"&gt;Sciascia&lt;/a&gt;, "la cultura è una gran bella cosa". Ricordo inoltre che il racconto, a differenza degli altri contenuti di questo Blog non è rilasciato sotto licenza di &lt;a href="http://creativecommons.it/"&gt;Copyleft&lt;/a&gt;, ma da ritenersi proprietà letteraria della casa editrice &lt;a href="http://www.speakers-corner.it/bompiani/index.htm"&gt;Bompiani&lt;/a&gt; dal cui volume è stato tratto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[Leonardo Sciascia - Opere - 1956 - 1971 - Classici Bompiani]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;FILOLOGIA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Lei crede che venga dall'arabo?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Molto probabilmente, mio caro, molto probabilmente... Ma in materia di parole, c'è scienza tutt'altro che sicura: da dove vengono, qual'è la strada che hanno fatto, i significati che hanno mutato: una confusione d'inferno... Questa è poi una di quelle parole su cui si possono dire le più diverse fesserie; fesserie dotte, fesserie che hanno tutte una loro logica... Il fatto è che ognuno, prima di vedere qual'è l'origine della parola, cerca di sapere il significato che in atto ha: e qui cominciano i guai; ché chi ritiene che la parola significhi uno stato d'animo se ne va per una via, e chi invece ritiene significhi uno stato di fatto ne imbocca un'altra... Ecco il Petrocchi, che scrive la parola con due effe, all'italiana: 'Unione di persone d'ogni grado e d'ogni specie che si danno aiuto nei reciproci interessi, senza rispetto né a leggi, né a morale'; e la mette in relazione, ma con molta incertezza, all'antico francese mafler, da cui maflé e maflu: mangiare, ingozzarsi...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Non mi piace.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Dà il voltastomaco... Mangiare, ingozzarsi: che mentalità!... Perché è questione di mentalità: un simile collegamento non sarebbe mai venuto in mente a un uomo come il Pitré; un vecchietto che pareva campasse d'aria, leggere come un uccello. Io me lo ricordo, abitava nel mio quartiere: è morto durante la prima guerra mondiale... Senti che cosa scrive il Pitré: 'La mafia non è setta né associazione, non ha regolamenti né statuti. Il mafioso non è un ladro, non è un malandrino; e se nella nuova fortuna toccata alla parola, la qualità di mafioso è stata applicata al ladro, ed al malandrino, ciò è perché il non sempre colto pubblico non ha avuto tempo di ragionare sul valore della parola, né s'è curato di sapere che nel modo di sentire del ladro e del malandrino il mafioso è semplicemente un uomo coraggioso e valente, che non porta mosca sul naso, ne qual senso l'essere mafioso è necessario, anzi indispensabile. La mafia è la coscienza del proprio essere, l'esagerato concetto della forza individuale, unica e solo arbitra di ogni contrasto, d'ogni urto d'interessi e d'idee; donde la insofferenza della superiorità e peggio ancora della prepotenza altrui. Il mafioso vuole essere rispettato e rispetta quasi sempre. Se è offeso non si rimette alla legge, alla giustizia, ma sa farsi ragione personalmente da sé, e quando non ne ha la forza, col mezzo di altri del medesimo sentire di lui'.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Scrive come un angelo.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Come un angelo, sì: ma non è che non dica qualche fesseria...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Davvero? A me è parso preciso e giusto come il Vangelo.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Leggi il Vangelo, tu?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“E' un modo di dire... Ma qualche volta l'ho sentito leggere.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Sai che dice il Vangelo? 'A chi ti dà uno schiaffo, porgi l'altra guancia': ti senti in animo di farlo?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“A chi mi dà uno schiaffo, io gli sparo in bocca.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Bene... Ci sono delle fesserie anche nel Vangelo, dunque... Ma torniamo al Pitré...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ho capito, ho capito dove casca l'asino: prima ha detto che la mafia non è associazione, e poi che uno può anche farsi ragione per mezzo di altri: e dunque l'associazione c'è.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Sei intelligente, ma devi imparare a parlare: non si dice 'ho capito dove casca l'asino', quando si parla di un grand'uomo, di una gloria della nostra terra.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Era un modo di dire”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Tu devi guardarti dai modi di dire, dai proverbi, dalle parabole: le cose tu devi dirle nel modo più secco e più corretto, con educazione, con tatto.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Cristo di Dio, forse che ho istruzione? L'università io l'ho fatta in mezzo alle pecore.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“E tu lasciati scappare un 'Cristo di Dio' davanti alla commissione...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ma è sicuro che mi chiamerà, la commissione?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Sicuro com'è sicura la morte: e io starei a perdere tempo con te, se non fossi sicuro? Ti chiamerà.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Sudo freddo, a pensarci.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Quante volte sei stato chiamato dai carabinieri, quante volte sei comparso davanti a un giudice istruttore?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Acqua passata, ormai: sono più di dieci anni che nessuno mi dà fastidio... Questa è poi una cosa nuova... La commissione, dico: chi sa come si regola, chi sa quello che domanda... Il carabiniere, il giudice, chiedono di un certo fatto, di una certa persona: se sono stato in mezzo al fatto, se ho rapporti col tizio e col filano; e dove stavo quella sera, a quell'ora... E uno le risposte se le prepara prima, ad ogni botta ha pronta la risposta... Ma la commissione, a quanto capisco, può domandare quello che vuole: e bisogna avere la mente pronta, i nervi sereni...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ti ho mai fatto fare uno sbaglio, un passo falso, una fesseria?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Mai.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“E dunque non ti preoccupare... Io, perché tu lo sappia, chiederò di essere sentito dalla commissione.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Lei”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Sì, mio caro, proprio io: ho anch'io da dare il mio piccolo contributo.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ma...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Un contributo alla confusione, si capisce... E te lo garantisco io che ad un certo punto non si capirà più niente: tra storia, filologia e lettere anonime non si capirà più niente, niente... Hai idea della quantità di lettere anonime che riceverà la commissione? Nel 1943, quando gli americani mi fecero sindaco, io ne ho ricevute un migliaio: un paese intero veniva a risultare, dalle lettere anonime, fatto di spie dell'Ovra; persino l'onorevole Panebianco, che era stato in galera fino alla caduta di Mussolini. E le stesse lettere ricevevano gli americani: e dapprima le ritennero veritiere, arrestarono qualcuno e l portarono ad Orano. Poi le lettere diventarono una valanga: e allora anche loro capirono... Figurati quello che succederà ora... Questa è una terra, mio caro, in cui nella stessa faccia, nella tua o nella mia, un occhio odia l'altro occhio... Vedrai...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Questo è vero.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Torniamo dunque al discorso... Secondo il Fanfani...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“E lei va parlando ancora di Fanfani?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Non Amintore, bestia: parlo di Pietro Fanfani, autore di un vocabolario italiano dove la parola maffia, due effe, è data col significato di 'società segreta in Sicilia' e fatta derivare dall'arabo maefhil, che vuol dire adunanza e luogo di adunanza. Dello stesso parere sono lo Zambaldi e il Rigutini; e un po' tutti, fino al Palazzi... E la definizione del Palazzi te la voglio leggere, ché è spassosa: la prima parte è copiata dal Petrocchi, poi dice che 'non sempre la mafia ha per fine il male, ma i mezzi che essa usa sono sempre illeciti; era diffusa un tempo in Sicilia'. Spassosa, spassosa davvero.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Mi piace; quando dice che la mafia non sempre ha per fine il male, mi piace... Questo qui è un galantuomo.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Non è che sia un galantuomo: è che si è fidato di altri galantuomini... Ma la cosa divertente è questa: 'era diffusa un tempo in Sicilia'.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Lo diciamo anche noi, che la mafia non c'è più... Una volta l'ha detto anche il ministro...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Noi e il ministro non facciamo vocabolari... E considera che questo è stato stampato nel 1948... Un tempo! Al tempo di re Martino, forse... E veniamo ai siciliani, agli studiosi siciliani: il primo vocabolario siciliano che registra la parola è quello del Traina, 1868; e la dà come nuova, forse proveniente dal toscano smàferi, che vuol dire sgherri...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Non mi piace.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“...o, e questo ti piacerà di meno, dice che in Toscana la parola maffia vuol dire miseria, 'e miseria vera è credersi grand'uomo per la sola forza bruta, ciò che mostra invece gran brutalità, cioè l'esser gran bestia'. Ti piace?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Mi fa schifo.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ma poi aggiunge: 'Sicurtà d'animo, apparente ardire: baldanza'.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Comincia a ragionare.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Comunque, per non farla lunga sulla etimologia, e-ti-mo-lo-gia: cioè l'origine della parola, ci fermeremo al Padre Gabriele Maria da Aleppo, missionario cappuccino e professore di arabo, che così conclude una sua dotta analisi: 'Stando adunque al significato delle parole proposte qui sopra, la parola mafia in origine dovette avere il valore di protezione contro le soverchierie dei potenti, esenzione da qualunque legge sociale, riparo da qualunque danno, forza, robustezza di corpo, serenità d'animo, riconoscenza e gratitudine verso chi faceva dei benefizi da un canto, e dall'altro la parte migliore e più squisita di ogni cosa, ciò che corrisponde perfettamente a quanto dice il Pitré'. Le parole proposte dal Padre Gabriele sono queste, arabe: mohafat, che vuol dire difendere; hofuat, la miglior parte di ogni cosa; mohafi, amico, amico riconoscente... Questo per semplificare, per non confonderti la testa...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ne ha di dottrina, questo cappuccino!”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ne ha, ma non mi persuade. Mi persuade di più il Fanfani, a dirla tra noi.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Fanfani? E che è dei nostri ora?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Devi fare attenzione, mio caro, devi fare attenzione... Ho detto il Fanfani, e ti ho già spiegato che non ha niente a che fare con l'uomo politico... Dunque non presti attenzione alle cose che io ti sto spiegando.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Il fatto è, chiaro parlando, che in queste cose stiamo perdendo del tempo, mi pare: Cristo di Dio, e che me ne faccio di questa scienza della parole! Io la mia scienza, tutta la scienza del mondo, la tengo nel portafoglio e nella schioppetta a due canne.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“E allora ha ragione il Traina: ti credi un grande uomo solo perché sei una grande bestia... Ma io me ne fotto, tanto su di me non ci piove: vi lascio in pasto ai cani, vi lascio... Tanto, tu quelli che la pensano come te, avete la scienza del portafoglio, della schioppetta a due canne e delle automobili cariche di dinamite... Perché ora la vostra scienza si è arricchita della dinamite, del tritolo: con questo bel risultato... Lasciatele fare ai tedeschi del Tirolo, queste cose: gente fanatica, gente pazza; fascisti...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Funzionava però, la dinamite, funzionava: anche lei, in principio, quando...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Mettiamo le cose a posto: in principio, come dici tu, ché io non so bene quando è stato il principio voi mi avete detto 'questa storia della lupara deve finire, ormai tutti parlano di lupara, questa è diventata la terra della lupara, facciamo brutta figura all'estero: ci sono mezzi migliori, più sbigativi, più sicuri; e quando non si deve sbagliare il colpo, è meglio servirsene... E abbiamo un giovane che in fatto di esplosivi è un padreterno...': e io vi ho lasciato fare, voi e il vostro padreterno; un padreterno che abbandona l'automobile senza disinnescare l'ordigno... Un padreterno!”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Lei sa com'è andata la cosa: un momento di panico, una distrazione...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Una distrazione! Una distrazione che fa succedere il finimondo, una distrazione che ne sente il botto il mondo intero: con tutte le conseguenze che vedete.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ma avevo fatto telefonare: non toccate la macchina, che succede l'inferno.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“E quelli invece l'hanno toccata... E davvero ti aspettavi che non la toccassero? E perché, per una telefonata anonima? Poteva essere uno scherzo.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Mi dispiace, ma quello che è fatto è fatto... mi dispiace per i soldati, che non c'entravano.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Non c'entrava nessuno, di quelli che sono morti... E il bello è che poi, a me, tocca partecipare ai funerali.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Non è la prima volta.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Sei diventato spiritoso, a quanto vedo.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Io spiritoso? Con lei? Ma non mi permetterei mai!”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Bene... lasciamo stare, dunque, questi mezzi da terroristi: noi non siamo anarchici, siamo persone d'ordine... E i conti che abbiamo da regolare, da oggi in poi li regoleremo all'antica.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“I ragazzi però ci avevano preso gusto...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Certo che l'effetto era grande, non lo posso negare... Ma non ci si può mettere su questa strada... O credi che dobbiamo a lavorare per avere anche noi la bomba atomica?... Discrezione, ci vuole; saggezza, studio, tatto... Il nostro problema, per ora, è quello della commissione d'inchiesta: affrontiamolo con tranquillità di mente... Dunque: il Pitré dice che la parola mafia, quale che sia la sua origine, anche se registrata per la prima volta nel 1868... Da quale dizionario è stata registrata per la prima volta?”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Dal Traina.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Bravo... Anche se registrata per la prima volta nel 1868 esisteva prima della venuta di Garibaldi... E che esistesse anche la cosa, cioè l'associazione, è provato dal fatto (aggiungo io) che i mafiosi della Vicaria, quei mafiosi che erano chiusi in prigione, fecero nel 1860 un proclama, rivolto agli amici che erano liberi, in cui raccomandavano che si comportassero bene, che non commettessero furti, rapine e omicidi che i Borboni potessero di fronte al mondo, per propaganda come oggi si dice, attribuire alla rivoluzione garibaldina...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Questa non la sapevo.”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ci sono tante cose che non sai, e che è bene sapere... La cultura, mio caro, è una gran bella cosa...”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;LEONARDO SCIASCIA&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-266706846067136513?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/266706846067136513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=266706846067136513' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/266706846067136513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/266706846067136513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/10/etimologia-della-parola-mafia.html' title='Etimologia della parola Mafia'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-3061288390047375916</id><published>2007-10-02T18:18:00.000+01:00</published><updated>2007-10-02T18:30:31.410+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>III settimana d’iniziative sui temi della legalità e della lotta alla criminalità organizzata</title><content type='html'>Anche quest'anno torna la settimana di Mafie. Qui di seguito trovate il comunicato stampa a cura del &lt;a href="http://www.coordinamento.org/"&gt;Coordinamento per il Diritto allo Studio - UDU&lt;/a&gt;, altre informazioni sul loro &lt;a href="http://www.coordinamento.org/"&gt;sito&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il grande concorso di pubblico alle iniziative precedenti, per il quarto anno consecutivo il Coordinamento per il Diritto allo Studio - UdU di Pavia propone una nuova settimana di iniziative sul tema della lotta alla mafia. L’inaugurazione si svolgerà l’8 ottobre in Aula Magna (P.zza Leonardo Da Vinci) alle ore 20.30, con la partecipazione del Prof. Sergio Seminara, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia. &lt;br /&gt;L’intento è quello di promuovere una cultura della legalità attraverso incontri e conferenze, alle quali parteciperanno esperti del settore tra cui il giornalista Marco Travaglio, il Consigliere della Corte Suprema di Cassazione Dott. B. Romano De Grazia, il Sottosegretario di Stato alla Giustizia Luigi Li Gotti, il prof. Giovanni Fiandaca dell’università di Palermo. In concomitanza con la settimana di convegni, che si aprirà l’8 ottobre per chiudersi il 12 ottobre, si terrà, sempre all’interno dell’Ateneo, la mostra Mafia Cartoon.&lt;br /&gt;L’iniziativa è realizzata con il contributo concesso dalla Commissione A.C.E.R.S.A.T. dell’Università di Pavia nell’ambito del programma per la promozione delle attività culturali e ricreative degli studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pavia, 24 Settembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;III settimana d’iniziative sui temi della legalità e della lotta alla criminalità organizzata&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 08 ottobre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Legislazione antimafia: traguardi e prospettive&lt;br /&gt;Aula Magna dell’Università di Pavia, ore 20.30&lt;br /&gt;Inaugurazione della settimana con il Prof. Sergio Seminara, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduce e modera:&lt;br /&gt;Vittorio Grevi, ordinario di Procedura Penale presso l’Università di Pavia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervengono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Fiandaca, ordinario di Diritto Penale presso l’Università di Palermo. &lt;br /&gt;B. Romano De Grazia, Consigliere della Suprema Corte di Cassazione e fondatore del centro studi G. Lazzati di Lamezia Terme.&lt;br /&gt;Luigi Li Gotti, Sottosegretario di Stato alla Giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione della mostra permanente Mafia Cartoon, a cura di Marisa Paolucci (in esposizione in Università nel Cortile delle Magnolie)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì 09 ottobre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavoro nero e caporalato in Lombardia&lt;br /&gt;Circolo A.R.C.I. Radio Aut, Via Siro Comi 11, ore 21.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione del documentario “Vite da Cantiere” con il giornalista autore dell’inchiesta “Un giorno di ordinaria schiavitù”, Carmelo Abbate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 10 ottobre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mani pulite: la “cosca” riabilitata&lt;br /&gt;Aula Magna dell’Università di Pavia, ore 21.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discussione con Marco Travaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 11 ottobre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Ecomafie nel Nord Italia&lt;br /&gt;Santa Maria Gualtieri (P.zza Vittoria), ore 21.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interviene:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Pergolizzi, Coordinatore Nazionale Osservatorio ambiente e legalità, Legambiente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-3061288390047375916?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/3061288390047375916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=3061288390047375916' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3061288390047375916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3061288390047375916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/10/iii-settimana-diniziative-sui-temi.html' title='III settimana d’iniziative sui temi della legalità e della lotta alla criminalità organizzata'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-7350811434532641271</id><published>2007-09-28T11:32:00.000+01:00</published><updated>2007-09-28T11:55:08.157+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>Nuove Adesioni alla Manifestazione e Articolo</title><content type='html'>Fioccano le adesioni alla manifestazione di domani pomeriggio - Sabato 29 Settembre 2007 - a Pavia contro il razzismo. Potete leggerle sul sempre aggiornatissimo Blog del &lt;a href="http://circolopasolini.splinder.com/"&gt;Circolo Pasolini&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre è uscito il numero 35 di &lt;a href="http://www.kronstadt.it"&gt;Kronstadt&lt;/a&gt; tutto sulla questione dei Rom pavesi e dell'Ex Area S.N.I.A., chi volesse averne una copia via web può fare richiesta all'indirizzo e-mail &lt;a href="mailto:kronstadt@autistici.org"&gt;kronstadt@autistici.org&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio da questo numero è tratto l'articolo seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Scriveva P.P.P. In un articolo sul Corsera del 1 febbraio '75 della scomparsa delle lucciole e del vuoto di potere in Italia. La stessa metafora venne poi utilizzata da Sciascia nella prefazione ad un suo libro, “L'affaire Moro”, e caricata di nuovi significati, ma il concetto rimase lo stesso: ad un certo punto della storia della Repubblica Italiana si venne a creare una deriva del potere, legata alla scomparsa di grandi punti di riferimento, intesi sia come forze politiche sia come uomini carismatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da luglio in poi, in questa piccola città della Pianura Padana, che vanta una storia da capitale del Regno Longobardo, un'Università fra le più antiche al mondo e un costosissimo quanto sconosciuto Festival, non solo le lucciole sono scomparse definitivamente, non solo si sono spenti i fuochi guida della politica – intesa come l'Arte che dovrebbe occuparsi della vita sociale dei cittadini – ma è stata la democrazia stessa – intesa come il potere del popolo di esprimere il proprio parere - a spegnersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema in questione, quello dell'ex area S.N.I.A., riguarda molti aspetti della vita politica della città. Lo sgombero della popolazione Rom che in quella zona risiedeva abusivamente e il conseguente “scandalo mediatico” è soltanto la punta dell'iceberg. Ben nascosto sotto il livello dell'acqua – torbida – c'è un discorso legato alla riqualificazione dei 171.000 mq. dell'ex fabbrica; e come insegna l'esperienza in questo paese, quando si ha a che fare con grossi progetti è facile commettere sviste o errori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che allora, alla luce di questa esperienza che quotidianamente riempe le pagine dei giornali italiani, alcuni fatti cominciano ad acquistare un senso. Ecco che allora gli edifici indicati da Vittorio Gregotti nella relazione che accompagna il piano regolatore del 2002[1] con queste parole “senza essere le migliori rappresentanze dell'archeologia industriale, conservano un carattere di un certo interesse” vengono abbattuti per errore. Gregotti continuava le sue considerazioni consigliando di mantenere gli edifici che si affacciano lungo la strada per non mutare l'immagine storica della zona. Da buon architetto qual'è Gregotti si preoccupa del fatto che al posto di questi immobili si possa costruire “un insieme disomogeneo di nuovi  capannoni, presumibilmente non troppo dissimili da quelli attualmente posti sull'altro lato della strada”. È chiaro che sia stata una svista il fatto che questo parere professionale non sia stato tenuto in considerazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco che allora, nel quadro generale, sembra un piccolo errore quello che porta la superficie commerciale da 3.500 a 9.000 mq.[2] è un piccolo errore senza apparente senso logico, visto che un punto su cui questa amministrazione aveva insistito, rassicurando i commercianti della zona, era appunto la limitatezza della nuova area commerciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lista degli errori è lunga, ognuno se ne può accorgere facendo un poco di attenzione e ragionando con un pizzico di coerenza. La fallibilità umana è dimostrata e su questo non si discute. Certo, un po' più d'attenzione non guasterebbe da parte di questa amministrazione comunale – non la si può certo pretendere dai proprietari dell'area... non dalla Tradital S.p.a., non dal Gruppo Risanamento S.p.a., proprietario della Tradital S.p.a., non dal Gruppo Zunino – Domus Fin SA, proprietario del Gruppo Risanamento S.p.a. - perché sicuramente molti cittadini darebbero volentieri l'intera S.N.I.A. “in cambio di una lucciola”. E forse, a differenza del momento in cui P.P.P. Scrisse le sue considerazioni politiche, ripeto forse, qualcosa sta cambiando... forse le lucciole stanno per tornare... non tante, ne basterebbero un paio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M.S.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] Comune di Pavia, Piano Regolatore Generale – Relazione Illustrativa – Gregotti Associati Studio (A. Cagnardi, V.Gregotti – Milano, aprile 2002.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[2] 25/6.9 Proposta Iniziale Programma Integrato di Intervento Relativa all'Area Ex Snia – Relatore Assessore Sacchi."&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-7350811434532641271?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/7350811434532641271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=7350811434532641271' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7350811434532641271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7350811434532641271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/09/nuove-adesioni-alla-manifestazione-e.html' title='Nuove Adesioni alla Manifestazione e Articolo'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-8735104952773855442</id><published>2007-09-25T14:36:00.000+01:00</published><updated>2007-09-25T16:07:55.138+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggio in Italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Venezia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fotografia'/><title type='text'>L'Arte Macabra della Fotografia</title><content type='html'>Un paio di anni fa, su &lt;a href="http://www.flickr.com"&gt;Flickr&lt;/a&gt; entrai in contatto con Sergio Sanginisi un fotografo ligure che aveva postato sulla nota piattaforma web un bel servizio sul &lt;a href="http://www.cimiterodistaglieno.it/"&gt;Cimitero Monumentale di Staglieno&lt;/a&gt;. Tra qualche chiacchiera e un paio di complimenti riuscì ad appassionarmi alla questione. Ad onor di cronaca c'è da dire che nella mia "carriera fotografica" ho sempre avuto una certa predilezione per le statue e gli elementi architettonici. Complice una fortunata coincidenza, quella stessa estate, ebbi il piacere di essere ospitato in una splendida casa nelle vicinanze di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_San_Marco"&gt;Piazza San Marco&lt;/a&gt; a &lt;a hef="http://it.wikipedia.org/wiki/Venezia"&gt;Venezia&lt;/a&gt;. Ne approfittai, chiaramente, per cominciare un lavoro con un altro splendido &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Michele_%28isola%29"&gt;Cimitero Monumentale, quello di San Michele&lt;/a&gt;, su di un'isola di fronte alla &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serenissima"&gt;Serenissima&lt;/a&gt;. Da quei giorni di fine luglio ed inizio agosto ne usci un portfolio di diciotto fotografie che potete vedere &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/52429851@N00/sets/72157594323354557/"&gt;in questo album&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/52429851@N00/261619804/" title="Condivisione di foto"&gt;&lt;img src="http://farm1.static.flickr.com/104/261619804_10a03aaa30.jpg" width="333" height="500" alt="Venezia" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un po' di storia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino al 1806 i morti vengono sepolti in città, in posti ben precisi - di cui ancora oggi restano le tracce toponomastiche: Campiello dei Morti a San Trovaso, Calle del Cimitero a San Francesco della Vigna - o, nel caso di personalità di spicco, dentro le chiese e le basiliche che abbondavano sul "suolo" di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venezia"&gt;Venezia&lt;/a&gt;. Come in tutta Italia, fu &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoleone"&gt;Napoleone&lt;/a&gt; ad imporre con un decreto che i cimiteri venissero spostati fuori dalle città. A &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venezia"&gt;Venezia&lt;/a&gt; la soluzione non era semplice come negli altri luoghi. Si individuò una zona adatta sull'isola di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Michele_%28isola%29"&gt;San Cristoforo&lt;/a&gt;. Ma già nel 1826 lo spazio a disposizione era insufficiente - senza contare la scontentezza dei veneziani, da sempre abituati ad avere sepolture di lusso ed ora costretti su un'isola desolata in mezzo alla laguna - e così si procedette all'allargamento sull'isola di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Michele_%28isola%29"&gt;San Michele&lt;/a&gt; da cui oggi il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Michele_%28isola%29"&gt;Cimitero&lt;/a&gt; prende il suo nome. nel 1839 viene colmato il canale di circa 80 metri che separa le due isole e sparisce definitivamente il toponimo di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Michele_%28isola%29"&gt;San Cristoforo&lt;/a&gt;. I &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Camaldolesi"&gt;monaci camaldolesi&lt;/a&gt; che si sono insediati nel monastero presente sulle isole diventeranno d'ufficio i custodi dei defunti, occupandosi di ogni pratica dal momento della morte fino alla sepoltura e poi oltre, negli anni, la cura e il mantenimento delle tombe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;[Per altre informazioni storiche e una più approfondita bibliografia rimandiamo al volume "Venezia Quotidiana" di Carla Coco, edizioni Laterza.]&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Michele_%28isola%29"&gt;Cimitero di Venezia&lt;/a&gt; pur non essendo all'altezza di altri monumentali come quello di &lt;a href="http://www.cimiterodistaglieno.it/"&gt;Staglieno&lt;/a&gt;, appunto, piuttosto che i ben noti cimiteri parigini di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pere_Lachaise"&gt;Pere Lachaise&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cimitero_di_Montparnasse"&gt;Montparnasse&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cimitero_di_Montmartre"&gt;Montmartre&lt;/a&gt; o ancora l'italiano &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cimitero_Monumentale_di_Milano"&gt;Monumentale di Milano&lt;/a&gt;, conserva un fascino del tutto straordinario e degli ottimi esempi di scultura funeraria...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-8735104952773855442?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/8735104952773855442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=8735104952773855442' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/8735104952773855442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/8735104952773855442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/09/larte-macabra-della-fotografia.html' title='L&apos;Arte Macabra della Fotografia'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/104/261619804_10a03aaa30_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-3730046160897397976</id><published>2007-09-24T15:47:00.000+01:00</published><updated>2007-09-24T16:24:29.090+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>"Assalti Poetici" e Manifestazione Antirazzismo sabato 29 settembre</title><content type='html'>Come anticipato qualche post fa- notavo oggi come questo blog vada avanti per anticipazioni... - ecco in anteprima assoluta la copertina del volume Assalti Poetici scritto da &lt;a href="mailto:titoxy@libero.it"&gt;Tito Truglia&lt;/a&gt; che uscirà nei primi mesi del 2008. Ricordo a tutti di prendere contatto con l'autore già da subito sul sito &lt;a href="http://www.farepoesia.it"&gt;www.farepoesia.it&lt;/a&gt; per ordinare una copia della raccolta o per avere semplici informazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/14093200@N06/1433604562/" title="Condivisione di foto"&gt;&lt;img src="http://farm2.static.flickr.com/1092/1433604562_3a15966eba.jpg" width="344" height="500" alt="Assalti Poetici" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Diritti riservati - Tito Truglia.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra segnalazione seria...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 29 settembre 2007 si terrà in una piccola città della Pianura Padana - Pavia - un'importante manifestazione contro il razzismo e sul tema dello sgombero delle famiglie Rom che risiedevano nell'area dell'ex S.N.I.A.&lt;br /&gt;Di seguito trovate l'appello che comparirà in questi giorni anche sulla stampa nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PAVIA CONTRO IL RAZZISMO E L'INTOLLERANZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle ultime settimane la provincia di Pavia è stata teatro di numerosi episodi violenti di stampo xenofobo e razzista che hanno colpito le famiglie Rom sgomberate dall'area Ex-Snia. Questi fenomeni sono frutto non solo di un'intolleranza sempre più radicata in larghi strati della nostra società, ma anche dell'incapacità delle istituzioni, sia locali che nazionali, di gestire le richieste di accoglienza e integrazione, forse troppo prese ad assecondare le mire di piccoli e grandi speculatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; I migranti sono una risorsa, non un’emergenza. Per questo è necessario superare completamente le vecchie politiche sull'immigrazione rifiutando la logica del mero assistenzialismo, o peggio, dell'ordine pubblico, e attuando progetti d'integrazione a lungo termine che permettano ai cittadini migranti di avere un lavoro, una casa e una scuola per i bambini. Siamo convinti che questa sia l’unica via per garantire a tutti i migranti pari diritti, pari doveri e pari opportunità.&lt;br /&gt; Denunciamo inoltre il lassismo di chi avrebbe dovuto vigilare per evitare che episodi come quelli avvenuti a Pieve Porto Morone potessero ripetersi per più giorni nella totale impunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Esigiamo che venga applicata la Legge Mancino per impedire il radicarsi, attraverso l'apertura di sedi e l'organizzazione di manifestazioni razziste, di movimenti dichiaratamente fascisti e xenofobi come Forza Nuova.&lt;br /&gt; Non è più possibile rimanere a guardare, fermiamo ora la caccia alle streghe!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; MANIFESTAZIONE REGIONALE ANTIRAZZISTA&lt;br /&gt;PER I DIRITTI DEI MIGRANTI ED IN SOLIDARIETÀ ALLE FAMIGLIE ROM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SABATO 29 SETTEMBRE&lt;br /&gt;h. 14 – PIAZZA DELLA STAZIONE - PAVIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;x adesioni e/o info: 29settembrepv@gmail.com 339 3759156&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ADERISCONO:&lt;br /&gt;Italia dei Valori segreteria provinciale Pavia  &lt;br /&gt;Partito dei Comunisti Italiani  Comitato regionale&lt;br /&gt;Partito dei Comunisti Italiani  Federazione di Pavia&lt;br /&gt;Partito dei Comunisti Italiani  Federazione Val di Cornia (LI)&lt;br /&gt;Partito della Rifondazione Comunista  Comitato regionale&lt;br /&gt;Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Pavia&lt;br /&gt;Partito della Rifondazione Comunista Circolo /E. Gabetta/,Voghera&lt;br /&gt;Federazione Giovanile Comunisti Italiani Coordinamento regionale&lt;br /&gt;Federazione Giovanile Comunisti Italiani Federazione di Pavia&lt;br /&gt;Giovani Comunisti - Lombardia&lt;br /&gt;Giovani Comunisti  Federazione di Pavia&lt;br /&gt;Giovani Comunisti  Circolo di Crema&lt;br /&gt;Giovanni Giovannetti Editore&lt;br /&gt;Irene Campari Consigliere comunale, indipendente&lt;br /&gt;On. Marco Rizzo Europarlamentare PdCI&lt;br /&gt;On. Alberto Burgio - deputato Prc-Se&lt;br /&gt;On. Gianni Pagliarini  Pres. Commissione Lavoro - PdCI&lt;br /&gt;Sen. Maria Pellegatta PdCI&lt;br /&gt;Luciano Muhlbauer - Consigliere Regionale della Lombardia, Prc&lt;br /&gt;Giorgio Balconi  Università di Pavia &lt;br /&gt;Circolo Pasolini&lt;br /&gt;/Essere comunisti/ - Area programmatica del Prc-Se&lt;br /&gt;Associazione La Casa del Sole Onlus - Pavia&lt;br /&gt;Cub - Pavia&lt;br /&gt;Movimento Costitutivo del Partito Comunista dei Lavoratori - Pavia&lt;br /&gt;SdL Intercategoriale Milano&lt;br /&gt;Co.R.S.A.Ri - CSA Barattolo-Pavia&lt;br /&gt;Attac  Lombardia&lt;br /&gt;Attac - Milano&lt;br /&gt;Comitato in difesa della Scuola Pubblica - Pavia&lt;br /&gt;Ciclofficina popolare /I ciclopi/ - Pavia&lt;br /&gt;FalceMartello Mensile marxista&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.kronstadt.it"&gt;Kronstadt&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mupa.it"&gt;Officina Multimediale Pavese&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Associazione Genitori Democratici - Pavia&lt;br /&gt;Comitato Vittime della Globalizzazione  Lodi&lt;br /&gt;Comitato Intercomunale per la Pace - Magenta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-3730046160897397976?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/3730046160897397976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=3730046160897397976' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3730046160897397976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3730046160897397976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/09/assalti-poetici-e-manifestazione.html' title='&quot;Assalti Poetici&quot; e Manifestazione Antirazzismo sabato 29 settembre'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm2.static.flickr.com/1092/1433604562_3a15966eba_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-9043574113679341753</id><published>2007-09-17T15:21:00.000+01:00</published><updated>2007-09-17T15:55:10.142+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fotografia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>Fotografie da un Viaggio in Italia e Varie</title><content type='html'>Come anticipato ecco le fotografie dell'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abruzzo"&gt;Abruzzo&lt;/a&gt; scattate durante il viaggio attraverso le regioni italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/52429851@N00/1396753646/" title="Condivisione di foto"&gt;&lt;img src="http://farm2.static.flickr.com/1262/1396753646_3e46135060.jpg" width="328" height="500" alt="Santo Stefano di Sessanio" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le altre sono visibili su &lt;a href="http://www.flickr.com"&gt;Flickr&lt;/a&gt; visitando l'&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/52429851@N00/sets/72157602044878344/"&gt;album Abruzzo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In alto a destra, invece, una fotografia tratta dal servizio sulle &lt;a href="http://www.circolopasolini.splinder.com"&gt;famiglie Rom sgomberate dall'Ex-S.N.I.A.&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.comune.pv.it"&gt;Pavia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le Varie, invece, vorrei segnalare due video molto interessanti trovati in rete a proposito di argomenti già trattati in questo Blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo video riguarda l'ormai famosa Ex Area S.N.I.A. di Pavia. Realizzato qualche anno fa da un gruppo di studenti Dell'O.S.P. è scaricabile gratuitamente a &lt;a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=BigDownload&amp;id=3196"&gt;questo indirizzo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo video si riallaccia al discorso commemorativo della strage alla stazione di Bologna del 1980 e, sempre gratuitamente, è possibile scaricarlo da &lt;a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=BigDownload&amp;id=144"&gt;quest'altro indirizzo&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-9043574113679341753?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/9043574113679341753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=9043574113679341753' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/9043574113679341753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/9043574113679341753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/09/riflessioni-da-un-viaggio-in-italia-4.html' title='Fotografie da un Viaggio in Italia e Varie'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm2.static.flickr.com/1262/1396753646_3e46135060_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-2285763234541636414</id><published>2007-09-12T14:31:00.000+01:00</published><updated>2007-09-12T14:57:19.834+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>Nuovi Lavori, Rom ed Ex SNIA</title><content type='html'>Breve intermezzo nella pubblicazione delle riflessioni del diario di viaggio per discutere di alcune faccende rilevanti degli ultimi giorni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani mattina sarò con gli altri redattori di &lt;a href="http://www.kronstadt.it"&gt;Kronstadt&lt;/a&gt; in giro per cascine e paesi del pavese per realizzare un breve reportage su quanto sta accadendo riguardo alla faccenda dei Rom sgomberati dalla zona dell'Ex-S.N.I.A. L'intera situazione può essere seguita sul blog di Irene Campari e Giovanni Giovannetti: &lt;a href="http://www.circolopasolini.splinder.com"&gt;Circolo Pasolini&lt;/a&gt;. Seguiranno un numero speciale di &lt;a href="http://www.kronstadt.it"&gt;Kronstadt&lt;/a&gt; e una serie di fotografie visibili anche su questo blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo ripreso in mano i lavori con cui ci eravamo lasciati prima delle vacanze e siamo lieti di annunciare che è terminata l'impaginazione e la grafica del libro "Assalti Poetici" di &lt;a href="mailto:titoxy@libero.it"&gt;Tito Truglia&lt;/a&gt;. Il Volume andrà in stampa quanto prima e sarà pubblicato per la fine di novembre. Sarà possibile mettersi in contatto con l'autore dalle pagine web di &lt;a href="http://www.farepoesia.it/"&gt;FarePoesia&lt;/a&gt; e ordinare direttamente le copie del libro. [seguiranno presto altre notizie ed anteprima della copertina]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prosegue inoltre il lavoro per l'architetto Alessandro Traldi con il disegno e la programmazione di un sito altamente innovativo a scorrimento orizzontale. E prosegue, arrivando ormai alla fine, il lavoro sul portale nazionale di fotografia Potere Fotografico, la cui presentazione ufficiale potrebbe avvenire il 12 ottobre a Milano... fate attenzione a non perdervela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notizia più leggera, anche questa rimasta in sospeso da prima delle vacanze: il &lt;a href="http://www.241mongolrally.it"&gt;Team 241&lt;/a&gt; è arrivato vittorioso al traguardo, leggete sul &lt;a href="http://www.241mongolrally.it/"&gt;sito&lt;/a&gt; le loro avventure e guardate i video mozzafiato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista della ricerca artistica stanno per arrivare le fotografie scattate questa estate durante il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grand_tour"&gt;Grand Tour&lt;/a&gt; italiano... in particolare quelle dell'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Abruzzo"&gt;Abruzzo&lt;/a&gt;, stupenda regione nel cuore della nostra penisola... e presto, molto presto, altre novità legate ad un servizio che realizzai l'anno scorso nel cimitero di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Michele_%28isola%29"&gt;San Michele&lt;/a&gt; a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Venezia"&gt;Venezia&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-2285763234541636414?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/2285763234541636414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=2285763234541636414' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2285763234541636414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/2285763234541636414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/09/nuovi-lavori-rom-ed-ex-snia.html' title='Nuovi Lavori, Rom ed Ex SNIA'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-6524842976680714909</id><published>2007-09-04T14:51:00.000+01:00</published><updated>2007-09-04T15:33:38.544+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggio in Italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Riflessioni da un Viaggio in Italia / 3</title><content type='html'>Dal diario di viaggio:&lt;br /&gt;"18 e 19 agosto con base all'Aquila e rapidi spostamenti nei paraggi. Visitiamo la città, il centro storico, la "Fontana Luminosa", la rocca, la fontana delle 99 cannelle... L'Aquila sembra, vuole la leggenda, che sia stata fondata da 99 famiglie diverse. Ogni famiglia ha costruito in un punto della città una chiesa, una palazzo e una fontana... abbiamo cercato di verificare questa tesi, ma intorno al trentasettesimo controllo ci siamo arresi. Diamo per buona la leggenda riservandoci di approfondire nel tempo il discorso...&lt;br /&gt;Durante tutti i giorni di permanenza nel capoluogo abruzzese il leit-motiv è soltanto uno: gli incendi. Le giornate e le serate vengono accompagnate dal rumore degli elicotteri e dei canadair che gettano acqua e agente schiumogeno sul fuoco. Il fumo e l'odore di bruciato saturano l'aria fin quasi, in alcuni momenti, a togliere il fiato. Al di là dei disagi che questo comporta, il vero dramma lo si legge negli occhi della gente che tiene a queste terre... non si parla d'altro che dei focolai, arrivano notizie di persone che, pala alla mano, sono andate ad aiutare i vigili del fuoco nel loro complicato compito. A Navelli, durante la sagra dei ceci e dello zafferano viene proiettato un video che mostra il prima e il dopo. Una montagna intera è "scomparsa", boschi che prima assomigliavano ad un paradiso terrestre ora sono ridotti a pochi alberi fumanti e carbonizzati... la gente del paese che viveva di agricoltura e di allevamento si è trovata senza più nulla... le fiamme hanno danneggiato anche alcune abitazioni, il palio degli asini che si tiene ogni anno quest'anno non si può fare... gli asini sono morti nell'incendio.&lt;br /&gt;La domanda che sorge spontanea, credo nella mente di tutti, è una sola: perchè?&lt;br /&gt;Le risposte sono tante e sembrano tutte assurde.&lt;br /&gt;C'è chi dice che i boschi vengono bruciati perché la regione riceva i sussidi e gli incentivi al rimboschimento, chi dice che gli incendi aiutano a creare nuovi posti di lavoro... all'interno della guardia forestale e dei vigili del fuoco... chi parla di rivendicazioni, chi di abusi edilizi... ma tutte queste spiegazioni sembrano insensate e assolutamente non logiche di fronte al danno di un bosco centenario che sparisce nel giro di una giornata... e che impiegherà anni per ricrescere... ammesso e non concesso che in quel luogo si voglia far ricrescere un bosco.&lt;br /&gt;Un controsenso se si pensa che la regione Abruzzo ospita sul suo territorio ben tre parchi nazionali: "Abruzzo, Lazio e Molise",  "Gran Sasso e Monti della Laga" e "della Majella", una regione che quindi tiene alla conservazione del territorio... ma dove manca completamente una educazione al territorio e alla sua corretta conservazione. Territorio che è una inestimabile fonte di guadagno, o meglio potrebbe essere..., e un bene nazionale da proteggere molto meglio di come si sta facendo ora.&lt;br /&gt;Il discorso vale per molte altre regioni italiane...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci ammazziamo si arrosticini e di pizza - che in Abruzzo non è soltanto la pizza come la intendiamo classicamente, ma una serie di altre golosità che variano dal dolce al salato a secondo di come la parola pizza viene inserita nel contesto della frase - prima di salire verso Campo Imperatore per ammirare lo spettacolo dei due corni del Gran Sasso... nulla da invidiare ad Alpi e Dolomiti... ritornando verso la città visitiamo velocemente Santo Stefano di Sessanio dove è nato un progetto di albergo diffuso molto interessante, segnale che queste terre si stanno portando al passo con i tempi in maniera ottimale, cioè senza dimenticare il passato dei luoghi e conservando vive storia e tradizioni."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-6524842976680714909?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/6524842976680714909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=6524842976680714909' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6524842976680714909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/6524842976680714909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/09/riflessioni-da-un-viaggio-in-italia-2_04.html' title='Riflessioni da un Viaggio in Italia / 3'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-3769694868477612977</id><published>2007-09-01T13:38:00.000+01:00</published><updated>2007-09-03T16:54:19.752+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggio in Italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Riflessioni da un viaggio in Italia / 2</title><content type='html'>Dal diario di viaggio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"17 Agosto, pranziamo in un locale di cortona a base di cinghiale, dopo aver dormito da Dino in un fantastico agriturismo che costa cinque euro a notte, un vero sogno... se amate le sistemazioni un poco spartane... [farà seguito indicazione geografica del posto e contatti per raggiungerlo]&lt;br /&gt;La sera ci aspettano a L'Aquila per festeggiare la notte delle streghe in un paesino che risponde al nome di Castel del Monte... chiaramente la compagnia di viaggio a cui ci siamo affidati... la Mostri Airlines... viaggia con ore e ore di ritardo, causate dal fatto che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° Gli spostamenti avvengono tutti su strade statali... i mostri se ne fregano altamente della comodità delle autostrade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2° Ogni piccolo borgo sulla strada per l'Aquila equivale ad una sosta per visitarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passano così Città della Pieve, splendido borgo medievale che in questi giorni si sta preparando alla festa e Amelia, altro picclo borgo molto molto grazioso che è già in clima di festa. Sussiste il dubbio che da queste parti ogni scusa sia buona per organizzare una sagra, un palio, una festa di paese e quanto altro ci si possa immaginare... beato centr'Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo a L'Aquila con 6 ore di ritardo sulla tabella di marcia... il bello è che non abbiamo una tabella di marcia che si possa chiamare tabella di marcia, la scansione temporale è dettata soltanto dalle telefonate di chi ci aspetta nel capoluogo abruzzese che si fanno via via più frenetiche avvicinandosi alle dieci di sera, fino a raggiungere la frequenza di una ogni dieci minuti, praticamente un aggiornamento in tempo reale sui nostri spostamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Castel del Monte è splendidamente arroccato su uno sperone di roccia alle pendici del Gran Sasso, visto da fuori non fa una grande impressione, un tipico paesino di montagna, sarà per l'ora tarda o per la stanchezza del viaggio... ma appena ci addentriamo per i vicoli e le scalinate, ecco che compare un mondo completamente fantastico fatto di gradini in pietra, case dai muri spioventi portici e passaggi angusti. Negli angoli delle strade la gente del posto fa rivivere un'antica credenza, quella delle streghe. Il paese si anima di figuranti che raccontano la storia dei tempi passati, tempi in cui le superstizioni erano più vive che mai, vuoi per la periodica assenza degli uomini - da sempre impegnati nella transumanza - vuoi per l'isolamento della valle. La visita guidata - ogni tanto anche i Mostri si concedono il lusso di una visita guidata... - prosegue tra il serio e il comico fino a scoprire ogni angolo nascosto e fascinoso del paese... e uscendo dal centro storico un bel bicchiere di vin brulè aiuta il pubblico a riprendersi dalle gelide correnti d'aria...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spettacolo non è soltanto ludico, è un tuffo nelle credenze e in una cultura abbastanza diversa dalla nostra... così almeno ci viene spiegato dalla gente del posto... in effetti di diverso c'è soltanto la parlata e i differenti dialetti... le superstizioni sono praticamente identiche a quella che possiamo ritrovare in un piccolo borgo di qua... non per nulla, nella zona a cavallo fra Oltrepo' e Piemonte, da che mondo è mondo, le streghe sono una credenza ben viva e fonte di ispirazione anche nella narrativa moderna... basti vedere il romanzo di Vassalli che racconta della strega di Zardino, paese vicino a Novara... per non parlare delle testimonianze storiche che riguardano il Veneto e il Trentino Alto Adige - pochi mesi fa vidi su Fuori Orario un bel film documentario ambientato proprio da quella parti -.&lt;br /&gt;La differenza fra il dialetto parlato dalle donne e quello parlato dagli uomini è molto interessante... in breve la spiegazione filologica è che, mentre la donna parla il dialetto tipico del luogo - molto diverso da quello dell'Aquila, nonostante Castel del Monte sia a circa una trentina di chilometri dal capoluogo -, l'uomo parla un dialetto con molte influenze pugliesi, tipicamente dovute al fenomeno della transumanza che portava i pastori - uomini - ogni stagione verso i pascoli del Tavoliere. Questa è chiaramente una semplificazione, avremo modo di approfondire più avanti."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-3769694868477612977?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/3769694868477612977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=3769694868477612977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3769694868477612977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3769694868477612977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/09/riflessioni-da-un-viaggio-in-italia-2.html' title='Riflessioni da un viaggio in Italia / 2'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-9037599998548978129</id><published>2007-08-30T15:48:00.000+01:00</published><updated>2007-09-04T14:18:55.656+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggio in Italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><title type='text'>Riflessioni da un viaggio in Italia / 1</title><content type='html'>E così si torna lentamente alla normalità... 30 agosto, fine dei viaggi, ritorno a questa piccola città del nord Italia dopo aver viaggiato per il Paese in lungo e in largo... 14 giorni di pensieri, riflessioni e ispirazioni... raccolte in queste poche righe...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Arriviamo a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Siena"&gt;Siena&lt;/a&gt; il 16 agosto, pochi minuti dopo la fine del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palio_di_Siena"&gt;Palio Dell'Assunta&lt;/a&gt;. I televisori per le strade stanno ancora trasmettendo il replay della corsa per pochi capanelli di gente che non è riuscita ad arrivare in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_del_campo"&gt;Piazza del Campo&lt;/a&gt; e per quelli che già l'hanno abbandonata... &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Siena"&gt;Siena&lt;/a&gt; è stranamente silenziosa, le gente è tutta raccolta nel centro. A poco a poco le strade, però, vanno ripopolandosi dei colori dei contradaioli che hanno perso. Veniamo accolti da una lunga serie di moccoli pronunciati ad alta voce da un ragazzina che avrà avuto più o meno sedici anni... non credevo che le ragazzine senesi conoscessero più bestemmie di un veneto ed invece... ho dovuto ricredermi!&lt;br /&gt;Guardandolo in televisione, il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palio_di_Siena"&gt;Palio&lt;/a&gt;, non ci si rende conto di molte cose. La gente delle contrade non fa altro che parlare della corsa e dai gruppetti che mano a mano si formano agli angoli delle strade,  in attesa di vedere sfilare la contrada vincitrice con il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palio_di_Siena"&gt;Palio&lt;/a&gt; in testa al corteo, salgono parole quasi incomprensibili ma cariche di fascino a mistero... si parla di nomi di animali, alcuni molto strani, di curve, di cavalli e di fantini... "Ah... ma noi a San Martino eravamo in vantaggio, se non fosse caduto quel bischero di fantino..." "Eh già, ma noi siamo arrivati terzi..." "Sì, ma uno vince, gli altri..."&lt;br /&gt;Passeggiando per le strette strade si vede la gente che ride e la gente che piange, tutto per una corsa di cavalli... dove non si vincono nemmeno soldi... in gioco c'è soltanto l'onore di una contrada e quasi un anno di preparazione...&lt;br /&gt;Saliamo fino al &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Santa_Maria_Assunta_%28Siena%29"&gt;Duomo&lt;/a&gt; e lì ci fermiamo a bere una birra in attesa che ci raggiungano degli amici di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pavia"&gt;Pavia&lt;/a&gt;, anche loro in vacanza nei paraggi... Nel frattempo scopriamo che la contrada vincitrice è quella del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leocorno"&gt;Leocorno&lt;/a&gt;... pochi minuti per informarsi e magicamente ci scopriamo grandissimi tifosi del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leocorno"&gt;Leocorno&lt;/a&gt; sopratutto in attesa della grande festa della sera... &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palio_di_Siena"&gt;Il Palio&lt;/a&gt; nel frattempo viene portato in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Santa_Maria_Assunta_%28Siena%29"&gt;Duomo&lt;/a&gt; e il fantino portato in trionfo sul sagrato... Mai visto nulla di simile, in tutta &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Siena"&gt;Siena&lt;/a&gt; si respira un misto di sacro e profano, fatto di preghiere, credenze e cavalli portati in chiesa per la benedizione...&lt;br /&gt;Poi il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leocorno"&gt;Leocorno&lt;/a&gt; sfila attorno a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_del_campo"&gt;Piazza del Campo&lt;/a&gt; sul calar della sera, uno spettacolo emozionante, tutto il perimetro della piazza è uno sventolare di bandiere e un rimbombare di tamburi, le altre contrade sono silenziose, come se si vergognassero persino a far sentire il proprio respiro.&lt;br /&gt;A questo punto ci aggreghiamo al corteo dei vincitori e sfiliamo per le vie della città cantando cori e sfottendo le altre contrade vicine... all'inizio della "processione" lo stemma sacro del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palio_di_Siena"&gt;Palio&lt;/a&gt;, il drappo di stoffa benedetto nel sacro &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Santa_Maria_Assunta_%28Siena%29"&gt;Duomo&lt;/a&gt;, e dietro un gruppetto di ragazzine scatenate urlano cori volgarissimi e carichi di beffardaggine e odio rivolti agli avversari, altro che sportività, la sensazione è che un senese potrebbe uccidere la propria madre pur di vincire un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palio_di_Siena"&gt;Palio&lt;/a&gt;... la manifestazione è più che sentita, direi quasi che viene spinta al parossismo delle emozioni, un imbarbarimento dell'uomo... eppure è impossibile, anche come turisti, non sentirsi coinvolti in questo clima di festa e di superiorità... chissà come dev'essere per una persona che vive nella contrada vinvitrice.&lt;br /&gt;I festeggiamenti proseguono fino a tarda notte, con vino gratis e un folto via vai per le strade e nella chiesa del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leocorno"&gt;Leocorno&lt;/a&gt;, altra dimostrazione di come i senesi siano uno strano misto fra sacro e profano..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Memorandum per il Viaggiatore: il modo migliore per scoprire &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Siena"&gt;Siena&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° Arrivare il giorno del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palio_di_Siena"&gt;Palio&lt;/a&gt; pochi minuti dopo la fine della corsa in modo da non vedere com'è andata, onde evitare di affezionarsi a qualche contrada sbagliata...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2° Informarsi con cura sul nome del vincitore, statistiche, quantità di Palii vinti e ubicazione della contrada&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3° Trasformarsi in un accanito tifoso della contrada&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4° Seguire il corteo dei vincitori per le strade della città urlando a squarciagola i cori e sfottendo le altre contrade&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5° Non rifiutare nemmeno un bicchiere di vino offerto dai contradaioli, bere velocemente e con costanza, un giro nella chiesa per vedere il Palio può aiutare a conquistare confidenza, come fingere di parlare con accento toscano e piangere ogni volta che il fantino compare sul sagrato della chiesa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6° Infiltrarsi nel centro di riunione della contrada, alla loro festa e ubriacarsi con loro... quando il livello alcolico è a buon punto attaccare bottone con un vecchio del posto e farsi raccontare la storia del Palio e della Contrada... questo è indiferrente per qualsiasi contrada abbia vinto... tutti i contradaioli diranno sempre le stesso cose: "Abbiamo vinto tot palii, ma i vincitori morali siamo noi, ce ne sono stati rubati con l'inganno tot altri etc. etc. insomma i migliori siamo noi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7° Andandosene, assumere l'aria del vincitore, urlare ad alta voce il nome della contrada vincitrice e fermarsi a bere nei bar "avversari" per sfottere gli abitanti delle altre contrade... quest'ultimo punto potrebbe rivelarsi rischioso, ma è fondamentale per capire l'anima della città... [contrada della civetta] "Cosa volete?" "Una birra ed un Long Island" [dieci minuti più tardi] "'A Civetta, se siete così lenti al Palio come a preprare un Long Island ci voranno anni prima che vinciate ancora!" "Ma Vaffanculo!"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-9037599998548978129?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/9037599998548978129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=9037599998548978129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/9037599998548978129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/9037599998548978129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/08/riflessioni-da-un-viaggio-in-italia-1.html' title='Riflessioni da un viaggio in Italia / 1'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-3094323093380147775</id><published>2007-08-12T14:15:00.000+01:00</published><updated>2007-08-12T14:56:38.263+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Qualche consiglio prima delle ferie</title><content type='html'>E alla fine anche un Grafico va in ferie... oggi chiudiamo a chiave i progetti e i lavori in sospeso e cominciamo a preparare l'itinerario di viaggio che ci porterà verso il Sud Italia... &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Siena"&gt;Siena&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Aquila"&gt;L'aquila&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vallefiorita"&gt;Vallefiorita&lt;/a&gt; e poi si vedrà, forse le &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eolie"&gt;Eolie&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Grazie alle nuove tecnologie di &lt;a href="http://earth.google.it/"&gt;Google Earth&lt;/a&gt; - stupendo software per la visione dell'intero globo con terreno in tre dimensioni ed un sacco di altre funzionalità - individuare la strada ideale è molto semplice, e grazie alle mappe satellitari ci si può fare una prima idea della zona... chiaramente un Grafico che si rispetti, pur apprezzando la tecnologia, non disdegnerà mai di vere con sé una cartina vecchissima, una - o più - &lt;a href="http://www.mondobirra.org/"&gt;bottiglia di birra fresca&lt;/a&gt; e infiniti pacchetti di sigarette. Di comune accordo abbiamo deciso con gli altri compagni di viaggio che il tema della vacanza sarà: "Rotolando Verso Sud" dei &lt;a href="http://www.negrita.com/welcome.php"&gt;Negrita&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di viaggi... continua il folle rally del &lt;a href="http://www.241mongolrally.it/"&gt;Team 241&lt;/a&gt;, tra mille avventure ed imprevisti che potete continuare a seguire sul sito &lt;a href="http://www.241mongolrally.it/"&gt;www.241mongolrally.it&lt;/a&gt;, in attesa che i pochi superstiti raggiungano la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mongolia"&gt;Mongolia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi invece rimane in città ma non vuole rassegnarsi a morire dentro... consiglio il seguente cocktail a base di internet...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° Preparare un bel paesaggio tridimensionale grazie a &lt;a href="http://www.download.com/3120-20_4-0.html?tg=dl-20&amp;qt=Bryce%205.5&amp;tag=srch"&gt;Bryce 5.5&lt;/a&gt;, rilasciato gratuitamente da quei geniacci dellla &lt;a href="http://www.daz3d.com/"&gt;Daz Productions&lt;/a&gt;, i risultati saranno sorprendenti e vi sembrerà quasi d'essere sull'isola tropicale che avete sempre sognato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2° Consultare le pagine di &lt;a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Pagina_principale"&gt;www.nonciclopedia.wikia.com&lt;/a&gt; per mantenere l'umore alto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3° Cercare qualche buona ricetta su &lt;a href="http://www.ilgiornaledelcibo.it/default.asp"&gt;www.ilgiornaledelcibo.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4° Visitare &lt;a href="http://colombo-bt.org/"&gt;www.colombo-bt.org&lt;/a&gt; per decidere quale film vedere, se proprio non si vuole uscire da casa...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buone Ferie a tutti. Ci rivedremo a settembre con i lanci dei nostri nuovi siti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-3094323093380147775?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/3094323093380147775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=3094323093380147775' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3094323093380147775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/3094323093380147775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/08/qualche-consiglio-prima-delle-ferie.html' title='Qualche consiglio prima delle ferie'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-957247598448983046</id><published>2007-08-03T14:20:00.000+01:00</published><updated>2007-08-03T14:43:06.824+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Interna'/><title type='text'>Bologna, 2 agosto 1980</title><content type='html'>Ricorreva ieri il 27° anniversario della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna"&gt;Strage di Bologna&lt;/a&gt;, sabato due agosto 1980...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo post non vuole trattare la storia di questo avvenimento della storia della Repubblica Italiana, per quello rimando al link di sopra sulle pagine di &lt;a href="http://www.it.wikipedia.org"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;, e al &lt;a href="http://www.stragi.it/index.php"&gt;sito ufficiale dell'Associazione Familiari delle Vittime della strage alla stazione di Bologna 2 agosto 1980&lt;/a&gt; che raccoglie in maniera completa e scientifica tutta la documentazione - pubblica - scritta sul caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piuttosto, questo breve, brevissimo post, nasce dai versi di una canzone di &lt;a href="http://www.giorgiogaber.it/default.htm"&gt;Gaber&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.&lt;br /&gt;Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè è dovere di ogni cittadino di questo Paese, se non proprio giudicare, almeno non dimenticare attraverso quali avvenimenti storici siamo arrivati fino ad oggi, e con il sangue di quante persone è stata scritta la storia di una Repubblica "civile" come quella Italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Onore agli innocenti caduti, travolti dalla storia di questo Paese"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-957247598448983046?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/957247598448983046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=957247598448983046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/957247598448983046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/957247598448983046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/08/bologna-2-agosto-1980.html' title='Bologna, 2 agosto 1980'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-1473391441660877475</id><published>2007-06-18T19:37:00.000+01:00</published><updated>2007-06-18T19:56:56.891+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CSS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grafica'/><title type='text'>Breve introduzione ai CSS</title><content type='html'>I &lt;a href="http://www.w3.org/Style/CSS/"&gt;CSS o Cascading Style Sheets&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Foglio_di_stile"&gt;Fogli di Stile a Cascata&lt;/a&gt; - nascono concettualmente nel lontanissimo 1994 quando il web era in piena rivoluzione e soltanto pochi riuscivano già a capire le immense potenzialità delle rete. Le possibilità grafiche offerte dall'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTML"&gt;HTML&lt;/a&gt; erano, allora come oggi, molto ridotte e i designer web lamentavano le scarse possibilità di personalizzare i contenuti di una pagina, di formattarli secondo i propri gusti e di renderli facilmente fruibili al grande pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu proprio grazie a questo problema che due menti geniali, &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hakon_Wium_Lie"&gt;Hakon Wium Lie&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bert_Bos"&gt;Bert Bos&lt;/a&gt; cominciarono a lavorare, con l'appoggio e la benedizione del &lt;a href="http://www.w3.org"&gt;W3C&lt;/a&gt;, ad una soluzione. E in breve tempo nascquero i &lt;a href="http://www.w3.org/Style/CSS/"&gt;CSS&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual'è l'innovazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I &lt;a href="http://www.w3.org/Style/CSS/"&gt;CSS&lt;/a&gt; permettono una netta separazione tra la struttura della pagina, data dall'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTML"&gt;HTML&lt;/a&gt;, e la formattazione del contenuto, permettendo una vasta gamma di modifiche al testo, al posizionamento delle immagini e dei box, alla interattività dei contenuti e alla interdisciplinarità delle piattaforme utilizzate per visualizzare la pagina presa in questione. Inoltre i &lt;a href="http://www.w3.org/Style/CSS/"&gt;CSS&lt;/a&gt; permettono veri e propri miracoli nel campo della grafica, si vedano alcuni esempi sul sito &lt;a href="http://www.csszengarden.com/"&gt;www.csszengarden.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine breve introduzione.&lt;br /&gt;Seguiranno puntate più approfondite, controllate la categoria CSS.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-1473391441660877475?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/1473391441660877475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=1473391441660877475' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/1473391441660877475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/1473391441660877475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/06/breve-introduzione-ai-css.html' title='Breve introduzione ai CSS'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-4727751887348452329</id><published>2007-06-14T18:18:00.000+01:00</published><updated>2007-06-14T18:53:47.599+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riflessioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Estera'/><title type='text'>Un Premio Nobel per la Pace Presidente di Israele</title><content type='html'>&lt;img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e7/Shimon_Peres.jpg"&gt;&lt;/img&gt;&lt;br /&gt;Apriamo una piccola finestra sulla politica mediorientale... Una buona notizia fra tutte quelle terribili che ci giungono dalla zona... Ieri &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shimon_Peres"&gt;Shimon Peres&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/06_Giugno/13/peres_presidente_israele.shtml"&gt;è diventato presidente&lt;/a&gt; d'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Israele"&gt;Israele&lt;/a&gt;. La buona notizia sta nella carriera del neo-presidente, non tanto per quanto riguarda i primi anni di avvicinamento alla politica - ha svolto numerosi incarichi per il ministero della difesa israeliano -, quanto dopo, nel periodo in cui ebbe l'occasione di confrontarsi con &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yitzhak_Rabin"&gt;Yitzhak Rabin&lt;/a&gt;. Vinse il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_Pace"&gt;Premio Nobel per la Pace&lt;/a&gt; nel 1994 assieme a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yitzhak_Rabin"&gt;Rabin&lt;/a&gt; ed a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yasser_Arafat"&gt;Yasser Arafat&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Speriamo che, proprio mentre in queste ore una nuova e violentissima &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/06_Giugno/14/gaza_discorso_mazen.shtml"&gt;guerra civile&lt;/a&gt; insanguina i territori della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Striscia_di_Gaza"&gt;Striscia di Gaza&lt;/a&gt;, la forte personalità di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shimon_Peres"&gt;Shimon Peres&lt;/a&gt; possa permettere di fare dei passi in avanti verso la strada del dialogo, riprendere la strada degli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accordi_di_Oslo"&gt;Accordi di Oslo&lt;/a&gt; e cercare una soluzione a questo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_arabo-israeliano"&gt;conflitto Arabo-Israeliano&lt;/a&gt; che da anni ormai sembra insolubile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-4727751887348452329?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/4727751887348452329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=4727751887348452329' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4727751887348452329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/4727751887348452329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/06/un-premio-nobel-per-la-pace-presidente.html' title='Un Premio Nobel per la Pace Presidente di Israele'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-7889714174168140858</id><published>2007-06-08T17:28:00.000+01:00</published><updated>2007-06-08T17:37:44.274+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Progetti'/><title type='text'>Parte il Progetto Pavia in Tre Dimensioni</title><content type='html'>Come anticipato nel post precedente parte in via ufficiale il progetto "Pavia In Tre Dimensioni".&lt;br /&gt;Di cosa si tratta? Potete leggere alcune anticipazioni sul &lt;a href="http://pavia3d.blogspot.com"&gt;Blog Pavia in Tre Dimensioni&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oppure vedere qualche &lt;a href="http://pavia3d.googlegroups.com/web/Volumetrieprovvisoriezona1.jpg?hl=it"&gt;immagine in anteprima&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/785962833399889717-7889714174168140858?l=deliriodiungrafico.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/feeds/7889714174168140858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=785962833399889717&amp;postID=7889714174168140858' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7889714174168140858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/785962833399889717/posts/default/7889714174168140858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://deliriodiungrafico.blogspot.com/2007/06/parte-il-progetto-pavia-in-tre.html' title='Parte il Progetto Pavia in Tre Dimensioni'/><author><name>Dottor Gonzi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02029114197220300593</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-785962833399889717.post-5723248553629110814</id><published>2007-06-05T12:45:00.000+01:00</published><updated>2007-06-05T13:02:37.134+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Pausa lavorativa</title><content type='html'>Non sono morto - ce ne vuole per ammazzare un grafico - solo, a volte, il lavoro mi tiene lontano dalla possibilità di scrivere ed aggiornare questo blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma mettiamo un po' d'ordine in queste lunghe settimane di silenzio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto per cominciare un motivo onorevole che mi ha distratto da questo progetto di comunicazione multimediale è un altro progetto che vede protagonisti due cari amici: &lt;a href="http://www.241mongolrally.it/chisiamo.php"&gt;Alex e Giovanni&lt;/a&gt;. I due folli hanno deciso di partecipare al &lt;a href="http://www.mongolrally.com/"&gt;Rally di beneficenza Londra - Ulaan Bataar, più noto come Mongol Rally&lt;/a&gt;. Sul loro &lt;a href="http://www.241mongolrally.it"&gt;sito&lt;/a&gt; troverete una serie di contributi che spaziano da interessanti a curiosi, la lista degli appuntamenti dove sarà possibile conoscerli dal vivo e i metodi per sostenere la loro impresa con qualche piccolo aiuto economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo motivo d'assenza è stato il duro e crudo lavoro. Ecco, mi ero ripromesso di non parlare di lavoro su questo blog, però questo sito merita una menzione speciale, sono fermamente convinto del fatto che diventerà, nel giro di pochissimo tempo, uno dei più importanti portali di fotografia sul territorio nazionale. Il sito non è ancora on-line - a dir la verità in questo momento mi stanno richiamando all'ordine per finire gli ultimi ritocchi -, ma presto lo potrete visitare all'indirizzo &lt;a href="http://www.poterefotografico.i
